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Monza Calcio, quando tutto il resto è noia PDF Stampa E-mail
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Venerdì 11 Aprile 2014 19:35
140411 Conferenza stampa piena di colpi di scena
(Laura Giulia D’Orso) Conferenza stampa piena di colpi di scena ieri pomeriggio nella sede dell’AC Monza Brianza del Monzello nella zona solitamente off-limits per la stampa. Mentre il presidente Armstrong si fa attendere un po’ oltre l’orario dell’inizio preannunciato, la squadra di Tonino Asta è a “calcare” l’erba del campo di allenamento in via ragazzi del ’99. La stampa è stata convocata per illustrare la nuova stagione sportiva 2014/15, o almeno le fondamenta per il progetto del Monza, un cantiere quindi aperto, ancora in divenire.
Il Presidente fa il suo ingresso accompagnato dal nuovo staff che dovrà prendere in mano le redini del progetto per il nuovo anno. Lo seguono infatti l’a.d. Prada che si occuperà della gestione contabile/amministrativa , (ultimamente molto contestato dai tifosi) il nuovo direttore generale Mauro Ulizio (ex ds di Capoterra – colori sociali manco a dirlo bianco-rossi, ex responsabile del settore giovanile del Montichiari ed ex dg del Bellaria Igea Marina squadra che ha militato nel girone del Monza nel campionato che si sta concludendo però già retrocessa), il nuovo ds Alfredo Pasini, sei anni a Brescia come responsabile scouting, poi all’Udinese, oltre ad una breve parentesi di quattro mesi come scout coordinator al Watford, in Inghilterra.
Nel corso della conferenza stampa, per voce diretta del Presidente viene informata la stampa del licenziamento, “non per motivi personali” si sottolinea più volte, del dg Gianluca Andrissi artefice del virtuale primo posto nel campiono passato e della promozione a tre giornate dal termine nella lega Pro unica della prossima stagione. Ciò che sfugge ai giornalisti presenti alla conferenza è che se Andrissi non viene licenziato per motivi personali (gli spifferi dei muri del Monzello parlano invece di frequenti dissapori con a.d. Maurizio Prada) e non viene licenziato per scarsi risultati acquisiti in campo in queste due turbolente e problematiche stagioni, allora qual è realmente il motivo della sua dipartita calcistica?. Il Presidente Armstrong si prende tutta la responsabilità della scelta di estrometterlo dal nuovo piano sportivo: poco idoneo come caratteristiche al nuovo “progetto Monza.”
Quale progetto?
Mr. President snocciola i suoi “sogni nel cassetto” per il Monza Calcio senza però svelarli completamente, ci sarà tempo e luoghi differenti per parlare del Brianteo.
“Monza ha vicino una grande concorrenza di squadre Blasonate. Si dovranno anticipare tutte queste squadre nella ricerca dei talenti. Dobbiamo guardare l’esempio dell’Atalanta, che è l’eccellenza in questo ambito.
 I giocatori della prima squadra? Chi non vuole restare a Monza, come per esempio quelli che hanno già firmato un contratto con altre società possono andare senza fare “falsi” proclami di fedeltà alla maglia.
“Asta è amato dai tifosi ma con lui non abbiamo ancora parlato di rinnovo tra una o due settimane vedremo. Noi abbiamo un progetto che dovrà essere condiviso per la Serie B, per cui ci vuole un allenatore all’altezza del progetto pluriennale.”
“Mercoledì prossimo andrò sicuramente a Salerno per la finale di ritorno di Coppa Italia Lega Pro, sono molto orgoglioso di quello che è stato fatto dalle seconde linee e dai giovani“
E alla domanda sibillina se Andrissi ci sarà almeno fino alla fine della stagione la risposta è perentoria. “Andrissi ci sarà? “Può darsi, ma solamente come tifoso”. Da oggi pomeriggio non è più dallo staff del Monza.
Mentre la conferenza stampa termina con domande di formalità sulle maglie indossate in campo contro la Salernitana e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria del Monzello, fuori dalle mura della stanza la squadra di Tonino Asta, appresso del licenziamento improvviso di Gianluca Andrissi interrompe l’allenamento. I giocatori esterrefatti restano ammutoliti e dopo lo … “sciogliete le righe” imposto da Asta si allontanano silenziosi e a testa bassa dal centro sportivo. A precise domande sulle notizie che trapelano dalla conferenza stampa a mister Tonino Asta rimbalza solo un “no comment, è pazzesco, è pazzesco”.
La sensazione percepita poi per tutto il seguito del pomeriggio è di una netta contrapposizione fra la squadra, il mister e il “fantasma” dell’ex dg e i piani alti del Monzello. Si racconta di divergente già iniziate a gennaio fra l’ad e il dg culminate in insanabili punti di vista differenti sulla gestione calcistica di una società come il Monza e di un Armstrong che ha scelto quale “testa tagliare” fra i due litiganti.
Da qui alla prossima settimana arriveranno altri novità, promette Armstrong, i tifosi biancorossi possono solo attendere.
 
 
 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!