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La Saugella Monza doma il Chieri in Gara 3 dei quarti: è Semifinale Scudetto PDF Stampa E-mail
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Martedì 06 Aprile 2021 11:19

saugellaLe lombarde tirano fuori qualità e carattere nei momenti chiave contro la generosa squadra piemontese. Ora c’è l’ostacolo Novara nel penultimo atto della stagione. Danesi: “Brave a non mollare mai. Ora testa alla Semifinale"

Saugella Monza - Reale Mutua Fenera Chieri 3-1 (25-19, 25-22, 18-25, 25-15)

Saugella Monza: Orthmann 19, Heyrman 8, Orro 4, Meijners 4, Danesi 14, Van Hecke 11, Parrocchiale (L), Begic 4, Obossa 1, Squarcini. Non entrate: Negretti (L), Davyskiba, Carraro. All. Parazzoli.

Reale Mutua Fenera Chieri: Mazzaro 8, Grobelna 14, Frantti 14, Alhassan 8, Mayer 2, Villani 10, De Bortoli (L), Marengo 1, Laak, Gibertini, Zambelli. Non entrate: Meijers, Bosio (L), Sturaro. All. Bregoli.

Durata set: 27', 28', 26', 26'; Tot: 107'.

Saugella Monza: battute vincenti 6, battute sbagliate 17, muri 11, errori 24, attacco 43%

Reale Mutua Fenera Chieri: battute vincenti 4, battute sbagliate 10, muri 11, errori 28, attacco 36%

Impianto: Arena di Monza

MVP: Anna Danesi (Saugella Monza)

Spettatori: gara a porte chiuse

MONZA, 4 APRILE 2021 – Un uovo di Pasqua dolcissimo per la Saugella Monza, brava a battere la Reale Mutua Fenera Chieri 3-1 all’Arena di Monza e staccare il biglietto per la sua seconda Semifinale della storia nei Play Off Scudetto della Serie A1 femminile. Una performance a tratti devastante, alternata a piccoli black-out ben sfruttati dalle ospiti, permettono alla prima squadra femminile del Consorzio Vero Volley di domare la generosa e mai doma formazione ospite nella decisiva Gara 3 dei Quarti di Finale. Chieri infatti approccia bene i set, pungendo con Frantti e Grobelna e prendendo le misure alle bocche da fuoco lombarde. Monza però risale con autorità e pazienza nelle metà dei set, appoggiandosi ad una straordinaria Danesi (MVP della gara con 14 punti, 2 ace e 4 muri) brava a farsi sentire sia dai nove metri che a muro nel momento decisivo del primo parziale. Da quel momento in poi la Saugella prende coraggio e inserisce il turbo, schiacciando forte con Orthmann e Van Hecke per andarsi a prendere il secondo gioco. Sembra che il match sia chiuso, ed invece nel terzo parziale Chieri reagisce con Villani e Frantti a fare male, ma le monzesi non perdono la giusta via. Dopo un avvio incerto (sotto 8-6), la Saugella tira fuori le unghie, potendo contare sull’ingresso in campo di una Begic solida in ricezione ed efficace in attacco, e sulle ali dell’entusiasmo mette la freccia (16-11), costruendosi un break incolmabile che la accompagna al successo finale. Ora sarà sfida a Novara: Gara 1 fuori casa mercoledì 7 aprile. Si torna in Brianza per Gara 2 sabato 10 aprile.

LE DICHIARAZIONI POST PARTITA

Anna Danesi (Saugella Monza): “Faccio i complimenti a Chieri per come ha giocato. La prestazione più bella l’abbiamo sicuramente fatta in Gara 1, mentre in Gara 2 ci hanno creato problemi. Stasera abbiamo tirato fuori tutto il nostro carattere e le qualità che abbiamo. Avendo fuori Bosio e Perinelli, sapevamo che avrebbero puntato tanto su due giocatrici soprattutto e noi siamo state brave a limitarle nei momenti caldi del match. Ora Novara in Semifinale? Sarà un avversario diverso da Chieri. Noi contro di loro in campionato, in questa stagione, abbiamo sempre espresso una bella pallavolo: vogliamo arrivare fino in fondo, questo è il nostro obiettivo”.

LA CRONACA IN BREVE

PRIMO SET

Monza schiera Orro in diagonale con Van Hecke, Heyrman e Danesi al centro, Meijners e Orthmann in banda e Parrocchiale libero. Chieri risponde Mayer al palleggio, Grobelna opposto, Alhassan e Mazzaro centrali, Frantti e Villani bande e De Bortoli libero. Break chierese con Grobelna, 3-1, ma Danesi e Orthmann piazzano la parità Saugella, 3-3 ed è punto a punto fino al 4-4. Si viaggia sul filo del rasoio, con le piemontesi che accelerano con i muri di Mazzaro e Grobelna, 7-5, ma Saugella che controsorpassa con il turno in battuta di Orthmann (anche un ace per la tedesca), 10-9. Ace di Marengo per Chieri, 17-16 Reale Mutua Fenera, poi però sale in cattefra Van Hecke che, grazie al turno al servizio di Danesi (due ace per lei), spinge le sue sul 20-18 e Bregoli chiama la pausa. Alla ripresa del gioco errore di Villani, tap-in di Heyrman dal centro, muro di Van Hecke su Grobelna prima e Laak dopo, sempre sul grande turno in battuta di Danesi, e 24-18 per le rosablù (filotto di sei punti). Mazzaro si sblocca Chieri, ma il muro di Orthmann su Laak chiude il primo set, 25-19 per le padrone di casa.

SECONDO SET

Sestetti confermati, equilibrio fino al 4-4, poi parallela di Grobelna dopo una sbavatura di Monza e muro di Alhassan su Orthmann a far segnare il 7-4 per le ospiti (ottimo turno in battuta di Mazzaro) ed arriva il time-out di Parazzoli. Villani continua ad andare a segno, ma Meijners e Danesi rispondono in attacco e a muro, 9-8. Con pazienza e determinazione le rosablù acciuffano la parità (13-13), complice l’errore di Villani, e si torna a giocare sul punto a punto (15-15). Ancora più due per la Saugella con Danesi, 18-16, poi lungolinea di Grobelna ma errore dai nove metri delle piemontesi, 19-17. Frantti risponde a Van Hecke (20-19 Saugella), ma Orthmann ed Heyrman sono chirurgiche in attacco, 22-19. Finale tutto delle padrone di casa, brave a chiudere il parziale con il muro di Danesi su Grobelna, 25-22.

TERZO SET

Non cambiano le interpreti in campo e Villani spinge le piemontesi sul 3-1. Chieri sembra più ispirata, con Alhassan dal centro e Villani dal lato ad andare a segno, 13-9. Le intuizioni di Orro per Van Hecke consentono alle lombarde di accorciare, 13-11, ma il muro di Mayer su Van Hecke porta la Reale Mutua Fenera sul 15-11 e Parazzoli chiama time-out. Frantti e Alhassan (muro su Orthmann) accelerano per le piemontesi, con Obossa, entrata per Van Hecke, che tenta di scuotere le sue (17-12). Giocata di Frantti, muro di Mazzaro su Orthmann e Chieri mette la freccia, 21-13, con Parazzoli che cambia Meijners con Begic. Qualche sbavatura delle lombarde, spinte comunque da Orthmann e Begic, agevola la discesa delle ospiti (23-16). Begic e Orro (ace) per la speranza monzese, ma la fast di Alhassan chiude il set, 25-18, per le sue.

QUARTO SET

Begic confermata per Meijners, poi le stesse del primo set. Orthmann e Van Hecke portano subito la Saugella sul 3-1, ma le monzesi non sono precise dai nove metri, e Frantti schiaccia forte per tre volte di fila dal lato facendo volare Chieri, 6-4. Pipe di Orthmann, brava a murare Grobelna che poi sbaglia ed è 8-8. Invasione di Laak, primo tempo di Danesi e break Saugella, 10-8, brava a spingere sull’acceleratore approfittando dell’errore di Villani, 12-9. Due lampi di Orthmann a valere la fuga Saugella, 14-10 e Bregoli chiama time-out. Muro di Danesi su Villani, servizio out di Grobelna e le chieresi faticano a trovare le contromisure, 16-11. Muro di Heyrman su Frantti (18-12), poi fuori Grobelna per Laak per la Reale Mutua Fenera, con Van Hecke e Begic (ace) che segnano il 20-14 Saugella Monza. Muro di Orthmann su Laak, palla out di Frantti e le lombarde si avvicinano all’obiettivo, 22-14. Finale tutto delle rosablù, brave a chiudere set, 25-15 e gara 3-1, volando in Semifinale Scudetto.

 
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L' Editoriale

LE DONNE & GLI UOMINI E DIO

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(Laura Giulia D'Orso) - Dopo che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso, ebbero figli, e figli dei loro figli. Riuniti a tavola una sera, sorse fra loro una discussione. L’avvio lo diede Calmana, che aveva scelto di fare la direttrice d’orchestra, ma che voleva farsi chiamare “direttore”. S’aprirono le cateratte del cielo, coi pareri più discordanti. Deborah redarguì la sorella tirando in ballo la dignità della Donna.
A quel punto, Caino, acquisita coscienza di sé, chiese che la di lui testa non fosse più chiamata al femminile, essendo egli maschio. Abele gli fece osservare che “testo” significava già altro, e che v’era rischio di confusione. Ma Caino, che la giurò proprio quella sera ad Abele, ribatté che allora avrebbe abolito il femminile per la milza, la lingua, la gola. Awan sorrise soddisfatta, e cominciò a contare quante cose di sé avrebbe appellato diversamente: fegato, cuore, rene, polmone. La gamba era già al suo posto, ma osservò che il braccio, l’orecchio e il ginocchio erano transgender, poiché al singolare suonavano maschi, mentre al plurale femmine. Le costole, invece, erano coerentemente femmine sempre e comunque, la qual cosa faceva arrabbiare assai Adamo, andato in crisi di identità sessuale e che ricorse ad uno psicologo, perché non capiva come potesse avere dentro di sé il pezzo fondante di Eva, lui che era maschio. Il piccolo Enos, allora, anima candida, si guardò attorno, e chiese come mai gli alberi avessero pressoché tutti nomi maschili.
La madre Azura gli fece presente che alle volte, da un albero maschio, nascevano frutti femmine: le mele, le pere, le banane, e che comunque parecchi fiori erano femmine, mentre altri maschi, eppur tutti graziosi. Deborah andò allora su tutte le furie, lamentando che il frutto del fico fosse invece rimasto aggrappato alla “Y”, e urlò: “Cielo e mare, perché devono essere maschi?”. ”Beh, se è per questo, perché la terra, le stelle e la luna sono femmine?”, rispose serafico Abele, che a quel punto decretò la sua condanna a morte, giacché Caino avrebbe preferito terro, stelli e luno. Insomma, ne venne fuori un putiferio che mancò solo di anticipare la Torre di Babele: mischiando maschi e femmine, a un certo punto, non si capì più nulla.
Fu a quel punto che spuntò il buon Dio, il quale disse: “Se v’ho fatto maschi e femmine, uomini e donne, avrò avuto le mie buone ragioni. Credo, fra l’altro, che in questo momento abbiate problemi un poco più seri di cui occuparvi. Chiamatevi pure come accidenti volete: l’importante è che non vi manchiate mai di rispetto, mai. Gli uni con gli altri!”.
P.S.: Ma chi l’ha detto che il Covid-19 è maschio? Ecco, apriamo una bella discussione sul fatto che “virus” è ingiusto, perché dovrebbe chiamarsi “vira” (è latino). Rimane il problema che “vira”, in italiano, è un verbo (1^ coniugazione, 3^ persona singolare del presente indicativo, o anche 2^ persona singolare dell’imperativo), o no? Va beh: inutile insistere. Non se ne esce. Forza allora a tutte le Donne. A quelle che sanno chi sono senza necessità di etichette e sostantivi concordanti oltre ogni ragionevolezza, e anche a quelle che di etichette e sostantivi hanno bisogno.