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Cina vs Italia: ospedali e gara di velocità PDF Stampa E-mail
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Sabato 04 Aprile 2020 07:02
(Paolo Mariani) Fermo restando il massimo rispetto per tutti coloro che si sono prodigati e ancora si stanno impegnando in questa situazione di emergenza i paragoni tra l’allestimento dei padiglioni fieristici di Bergamo e Milano con la costruzione dell’ospedale Huoshenshan sono impropri. In ciascuno dei due casi il lavoro è encomiabile. Entrambi sono stati realizzati in una situazione di emergenza, ma ciascuna delle due soluzioni parte da un modo diverso di affrontare e gestire il problema.
Il primo modo consiste nell’adattare una struttura esistente, il secondo modo è quello di costruire una struttura ex novo. Le valutazioni sono molto circostanziate e sicuramente prescindono i proclami pubblici o le critiche all’uno o all’altro dei protagonisti. L’adattamento di una struttura esistente, nata per scopi completamente diversi dall’essere un nosocomio, comporta la provvisorietà della soluzione. L’utilità per la collettività è limitata hic et nunc, senza prospettive. Quando tutto questo sarà finito cosa succederà alla struttura così allestita? Sarà smantellata o la lasceremo marcire come le macerie sull’area di Expo 2015? Sarà trasformata in struttura permanente e funzionante? Risposta: siamo in Italia (ma soprattutto, dove le facciamo le fiere? Alterniamo i padiglioni espositivi e i percorsi tra gli stand con aree tra cateteri, flebo e respiratori?). La costruzione ex novo, nata con lo scopo di essere un nosocomio comporta la permanenza della struttura e il relativo servizio alla collettività per il futuro: siamo in Cina.
A conti fatti (senza l’oste della politica), solo il tempo dirà quale delle soluzioni sarà stata la più azzeccata. Disponibile a cambiare idea se il tempo smentirà li mio scetticismo.
 

Come si vede nel video l’ospedale huoshenshan è stato costruito ex novo spianando un’area boschiva e creando impianti (fognature, sottosistemi etc.). In italia si è optato per allestire gli ambienti necessari in strutture esistenti.
 
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L' Editoriale

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra …”

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(Laura Giulia D’Orso)
Historia magistra vitae. Non dovremmo mai dimenticarlo ed invece, senza lungimiranza, dagli errori o dagli avvenimenti passati, sembra si resti estrani e non si impari nulla!
 
29 - 30 settembre 1938, Monaco, Germania. L'oggetto della Conferenza, tenutasi circa l’anno precedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, verteva sulle rivendicazioni tedesche della regione dei Monti Sudeti, posta in territorio cecoslovacco, ma abitata prevalentemente da popolazione di etnia tedesca. L’“Accordo di Monaco” con il quale Francia e Regno Unito cedevano alle richieste della Germania di Hitler, fu siglato dai principali uomini politici dell’epoca, Daladier e Chamberlain.

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