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L’International Football Board cambia il calcio dal 2020 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 13 Giugno 2019 08:30

ifabL’organo che stabilisce le regole di gioco ha approvato modifiche ai regolamenti: dalle rimesse dal fondo, alle punizioni, dalle sostituzioni alle espulsioni, ecco come si trasformano le partite di tutti i campionati a partire da quest’estate.  Ecco di seguito le nuove regole Ifab 2020

1) Rinvio del portiere e palla in gioco in area. Finora il difensore in difficoltà aveva un trucchetto a disposizione: quando, sulla rimessa dal fondo, riceveva palla dal portiere, al limite dell’area, gli bastava toccarla prima che uscisse dall’area dei 16 metri per annullare il pressing dell’ attaccante. L’ arbitro era costretto a ordinare un nuovo rinvio.

Ora si cambia. Il difensore può stare in area: appena il portiere tocca palla per passarla, però, l’attaccante può entrare.

2) Sostituzione dalla linea di campo più vicina. Basta con le perdite di tempo per i cambi, con quei giocatori che si spostano verso il calcio d’ angolo per rallentare il rientro. L’arbitro potrà ordinare l’ uscita dalla zona più vicina al sostituito.

3) Cartellino giallo per gli allenatori. Fino ad ora gli allenatori che protestavano o violavano il regolamento potevano solo essere espulsi. Adesso ci sarà anche l’ammonizione. (Con più cartellini gialli arriverà la squalifica come per i giocatori). E il cartellino rosso dovrebbe causare un turno di squalifica.

4) Basta avversari in barriera: distanza minima un metro: non sarà più possibile per i giocatori di una squadra cui è stata assegnata una punizione al limite dell’area entrare nella barriera della squadra rivale, disturbare i difensori e creare confusione.

Si potrà stare davanti, dietro o ai lati della barriera, ma almeno a un metro di distanza.

5) Rigore, il portiere avrà un piede oltre la linea di porta

Oggi è difficile che un portiere, al momento di un calcio di rigore, resti immobile sulla linea di porta. Con le nuove regole il portiere avrà ora la possibilità di avere un piede oltre la linea. Se i piedi oltre la linea saranno due il Var potrà intervenire e far ribattere il rigore in caso di parata.

6) Abolita la “palla a due”. Non ci sarà più la palla a due. L’ arbitro scodellerà la palla a favore di chi deve giocarla, il rivale dovrà stare a 4 metri.

7) Tocco decisivo dell’arbitro. Se il tocco dell’arbitro provocherà un assist, un gol o un break a favore dell’altra squadra, gioco fermo e palla a favore di chi la stava giocando (in area, palla sempre al portiere).

8) Annullati i gol di mano involontari. Di fatto gli arbitri applicano già questa regola non scritta, ma ora il divieto sarà norma: se la palla entra in rete dopo un «mani» – rimpallo o tocco involontario – non sarà mai gol.

10) Fallo di mano. Il fallo di mano sarà codificato in questi casi: 1) Tocco volontario. 2) Posizione innaturale, anche se involontaria, quando il braccio è in linea con le spalle; o sopra le spalle; o lontano dal corpo. A prescindere dalla distanza tra chi tira e chi colpisce di mano. Eccezione: se uno colpisce la mano calciando lui stesso, non è fallo.

11) Fallo di mano e scivolata. Quando un giocatore va in scivolata e tocca la palla con mano o braccio: 1) se tocca la palla con il braccio in appoggio, e questo è attaccato al corpo, non è fallo; 2) se il braccio in appoggio è però lontano dal corpo è fallo; 3) se tocca con l’ altro braccio, e questo è lontano dal corpo, è fallo.

12) Cartellini e regola del vantaggio. Una squadra che subisce un fallo (che è da «giallo» o «rosso» per il rivale) può battere subito la punizione per avere il vantaggio sorpresa. L’ arbitro mostrerà il cartellino solo a fine azione.

13) Svirgolata del portiere. Se il portiere, giocando il pallone coi piedi su retropassaggio, lo svirgola, può rientrarne in possesso senza che sia più punizione indiretta.

Le tempistiche: per campionati e coppe si comincia da luglio, mentre l’Euro Under 21 in Italia (giugno) e le qualificazioni a Euro 2020 (da marzo) potrebbero anticipare, dipenderà dall’Uefa

 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.