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Il ritorno “green” del pluridecorato campione del mondo: Gianni Bugno PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 15 Maggio 2019 10:35

Giro EMentre ha già preso il via la quinta giornata del Giro d’Italia 2019, un mix fra tappe a cronometro e tappe di montagna in cui sembrano dominare fatica e salite, all’attenzione dei media si è spostata su alcune squadre “speciale”: il Giro d’Italia E - elettrico.

Sei produttori di bici, 10 team, 18 tappe, 60 ciclisti, 1.829 chilometri, 43.546 metri di dislivello positivo. Tutto in un evento: il Giro E, la cui prima edizione è iniziata domenica 12 maggio, per concludersi sabato 1 giugno, a Croce d’Aune. Dalla piana della Val Bisenzio a una delle salite che hanno fatto la storia del ciclismo. È tra questi opposti il cuore del Giro E, un evento che non è una corsa ma ne ha tutti i requisiti, che passa da zero a 2.623 metri, dal mare alle vette.

Sì proprio così. Ai margini delle 23 tappe si sta svolgendo il giro E = elettrico. Gianni Bugno, il pluridecorato campione del mondo su pista e su strada e indimenticata maglia rosa per tutto il giro d’Italia del 1990, Giro d’Italia del 1991 e 1992, un Giro delle Fiandre, due volte campione del Mondo è tornato alla veneranda età di 52 anni a prendere parte al Giro 2019 con una sua squadra. Le tappe che vedranno affiancare alle biciclette da competizione tradizionale quelle “E”, saranno altre e tutte particolari. Quella assegnata nella prima tappa inaugurale, è stata vinta proprio da Team BiKe for Dream poi ci sarà quella di Orbetello.

Non esiste Giro in cui non si assegni una maglia al vincitore e così è anche per l’E-Giro d’Italia. In questo caso Viola, relativa alla classifica generale è andata al Team BiKe for Dream, di cui Bugno fa parte, poi c’è quella arancio per la prova di regolarità, conquistata dalla Toyota Team, quella rossa per gli sprintisti conquistata dalla Team E-powers factory  e quella verde per la squadra più giovane, in questo caso la Kilocal-Selle.

I partecipanti sono 60 e ci sono i grandissimi del ciclismo: Bugno, Edit Pucinskaite (tre Mondiali, tre giri d’Italia una Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix., Max Lelli, uno che si faceva la Tirreno Adriatica  a 22 anni come fosse una passeggiata, 9° ai Mondiali di Ciclismo in Giappone, terzo al Giro del ’91 dopo Chiappucci, Daniele Colli.

Non è solo una nuova sfida, è una nuova visione per rendere più sostenibile la mobilità. Infatti tra gli sponsor quest’anno al Giro c’è anche l’Automobile Club che sta promuovendo in tutto il mondo il campionato Mondiale di Formula E denominato ABBFormula E. pensando ad un futuro forse più ecocompatibile.

 
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L' Editoriale

L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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