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Teamservicecar HRC Monza – CGC Viareggio 2-3 (0-2) PDF Stampa E-mail
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Lunedì 10 Dicembre 2018 07:12
Teamservicecar: Zampoli, Zucchetti, Martinez (C), Olle, Franci - Nadini, Galimberti, Lazzarotto, Schena, Uboldi - All. Colamaria
Viareggio: Barozzi, Palagi (C), Montigel, Selva, Ventura - Festa, Gavioli, Deinite, Rosi, Torre - All. Dolce
Marcatori: 1t: 17'16" Gavioli (V), 23'36" Festa (V) - 2t: 11'06" Galimberti (tir.dir) (M), 18'56" Ollè (M), 23'05" Gavioli (V)
Arbitri: Joseph Silecchia di Giovinazzo (BA), Donato Mauro di Salerno
 
La striscia positiva del Teamservicecar si ferma contro il Viareggio, capace di espugnare il PalaRovagnati con il punteggio di 3-2, grazie ad una rete di Gavioli a due minuti dal termine.
 
Un punteggio bugiardo, maturato ad termine di una gara in cui il Monza ha commesso un solo sbaglio: non capitalizzare la mole di occasioni da rete costruite. Ad avvalorare questa tesi sarebbe sufficiente analizzare gli ultimi 10' del primo tempo, periodo in cui il Viareggio tira in porta solamente in due occasioni, quelle in cui infila Zampoli in contropiede per il break che decide il primo tempo. Reti che sono frutto di un copione quasi inimmaginabile prima dell'inizio del match, ovvero con i brianzoli a fare la partita e il CGC che gioca di rimessa, affidandosi in più di un'occasione a Barozzi, per distacco l'MVP dell'incontro. Proprio da un suo "miracolo" nasce il coast to coast di Gavioli, che si fa tutto il campo in velocità, mentre il raddoppio è merito di un "lavoro" di prestigio di Jepi Selva, che serve Festa, abile a insaccare da due passi.
 
Il Monza rientra negli spogliatoi con un doppio svantaggio recitando il mea culpa per le 4 colossali occasioni da rete non sfruttate e nella ripresa prova con la testa ad imbastire una rimonta. Giocare però non è semplice, con una coppia arbitrale che utilizza metodi al limite dell'indecifrabile, che spezzano il ritmo rendendo isterico il clima all'interno di una maschia, ma correttissima.
Così fanno notizia il blu clamoroso non dato a Ventura nel primo tempo, con il lusitano che aggancia platealmente Zucchetti lanciato a rete, ma Silecchia "inventa" un'ammonizione per il difensore toscano per simulazione. E il fischietto pugliese è protagonista anche nella rete che riapre il match: Jepi Silva rientrando in velocità dopo un'azione offensiva sibila qualcosa, per la giacchetta gialla è un insulto a lui rivolto, quindi affibbia un blu allo spagnolo regalando la superiorità numerica per i padroni di casa. Nadini però fallisce il tiro diretto, ma nel corso del power play gli ospiti commettono il decimo fallo, trasformato da Galimberti, abile a battere Barozzi dopo un paio di finte.
Anche 2-2 è una piccola sit-com della coppia arbitrale: Ollè infila Barozzi con un tiro sotto la traversa, ma Donato, appostato ad un metro dal palo non vede la sfera, nettamente all'interno della gabbia. Ad assegnare il gol ci pensa Silecchia, posizionato a metà pista, dopo un conciliabolo durato un paio di minuti.
 
A rovinare la non felice serata brianzola ci pensa però Gavioli, autore di una prova da autentico "crack". L'ex UVP recupera una sfera persa da Zucchetti sul fondo della balaustra, organizza la ripartenza e dalla media fa partire un tiro che fa secco Zampoli, firmando la rete del 3-2 che decide il match.
Per il Teamservicecar si chiude un periodo dorato, ma in chiave Final8 di Coppa Italia nulla è precluso: in classifica i ragazzi del presidente Brambilla mantengono la sesta posizione e guardano con fiducia al derby di sabato sera contro l'Amatori Lodi.
 
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L' Editoriale

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

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(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi tra cui 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.

 

La notte di San Silvestro

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La notte di San Silvestro, vigilia di Capodanno, corrisponde alla notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio (Capodanno). Essa è celebrata in diversi modi a seconda della nazione. Si chiama così in quanto il 31 dicembre il santo che si festeggia è appunto san Silvestro papa. Il 31 dicembre viene spesso anche erroneamente chiamato Capodanno, pur trattandosi in realtà solo della vigilia di esso.

Silvestro I (... – Roma, 31 dicembre 335) è stato il 33º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 314 alla sua morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Grazie ad una serie popolarissima di leggende (prodotte soprattutto nel medioevo) fu considerato in passato colui che convocò il primo concilio ecumenico di Nicea e riuscì a convertire Costantino il Grande, imperatore romano, e quindi vero "fondatore della Chiesa".

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Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.