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Hockey: Ubroker Scandiano - Teamservicecar HRC Monza 4-5 (0-2) PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 05 Dicembre 2018 20:08
Ubroker Scandiano Errico, Franchi, Buralli, Saavedra, D'Anna, Baieli, Gallo, Montivero, M. Verona. All. Crudeli. Teamservicecar HRC Monza Zampoli, Zucchetti, Lazzarotto, Ollè, Galimberti, Nadini, Martinez, Franci, Schena, Uboldi. All. Colamaria
Arbitri Andrisani di Matera e Parolin di Bassano del Grappa. RETI PT 8' Martinez, 16' Zucchetti ST 00'25 Montivero, 9' Martinez, 19' Montivero, 19'26"Zucchetti, 23' Saavedra, 24'06" Martinez, 24'47" Saavedra.
 
Vince ancora il Teamservicecar, che espugna Scandiano per 5-4 e si porta al sesto posto della graduatoria. Per la squadra di Colamaria si tratta del settimo risultato utile consecutivo, con sei vittorie e un pareggio. Una striscia che conferma l'ottimo momento dell'HRC, capace di adeguarsi ad ogni tipo di pista e avversario, risalta una grande condizione fisica.
 
L'inizio è  un monologo di marca biancorossoblu, con Verona impegnato con grande frequenza, soprattutto da Pol Franci, autentica spina nel fianco di una retroguardia emiliana troppo spesso distratta. Il Monza spinge con fiducia e all'8' Martinez da due passi corregge in rete una respinta di Verona firmando l'1-0.
Il raddoppio è merito di Zucchetti, "battezzato" da un'errata rotazione difensiva dei padroni di casa, che permettono a numero 2 brianzolo di prendere la mira e infilare in rete un "dritto" dal limite.
Il consueto stile difensivo monzese crea molti problemi in fase di lettura allo Scandiano, mentre le chiusure difensive di Martinez sono state sempre puntuali. E quando la difesa non regge l'offensiva dei padroni di casa, entra in gioco Zampoli, che salva chiudendo su un testa a testa di Montivero. Buona anche la gestione del ritmo negli ultimi minuti, con il portierone toscano che sventa da campione una girata di Baieli.
 
Secondo tempo
Pronti via e dopo 25 secondi Montivero indovina un tiro dal limite che s'infila sul primo palo. Il gol rimette in partita uno Scandiano, decisamente più aggressivo, rendendo la gara più vibrante.
Al 6' errore di Pol Franci, che a porta spalancata trova un grandissimo intervento di Verona, che toglie un gol già fatto, mentre sulla ripartenza Montivero sbilancia Zampoli ma apre troppo l'angolo, fallendo un'ottima occasione.
All'8' una virata di Saavedra colpisce il palo a Zampoli battuto nel miglior momento dei padroni di casa. La legge del gol sbagliato - gol subito viene applicata alla lettera: così sul ribaltamento Martinez devia in rete una pallina vagante, firmando il 3-1.
La gestione dei ritmi del Monza è da manuale: accelerazioni e rallentamenti improvvisi, un'attenta copertura difensiva e zero palle perse.
La gara si riapre al 19': scivolata di Martinez e contropiede dello Scandiano, con Franchi che libera Montivero e in testa a testa infila il gol del 3-2. Si batte da metà pista e al primo tiro il Monza allunga nuovamente: questa volta è Zucchetti a bucare Verona con un rasoterra dalla destra.  
 
Il finale è vibrante: Saavedra accorcia nuovamente, ma Martinez veleggia nelle praterie lasciate dai padroni di casa e in contropiede insacca la rete della vittoria, rendendo inutile la zampata sulla sirena ancora di Saavedra, l'ultimo ad arrendersi tra gli emiliani.
A fine gara viene premiato Julian Martinez, che dopo aver toccato quota 52 reti con la casacca del Monza, vince anche il titolo di MVP dell'incontro.
Per il Monza l'impegnativo mese di dicembre è iniziato con due importanti successi esterni, che hanno consolidato le classifiche di Eurolega e di campionato: non c'era modo migliore per prepararsi ad affrontare il Viareggio, ospite sabato sera al PalaRovagnati.
 
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L' Editoriale

Non solo regali ......

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Asciugherà ogni lacrima

Non avranno più fame e non avranno più sete,

non li colpirà più il sole né alcuna arsura;

perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà

e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita;

e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

(Apocalisse 7:16-17 – La Bibbia)

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non ci sarà più la morte,

né cordoglio, né grido, né dolore,

perché le cose di prima sono passate.

 

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.