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Montreux – Teamservicecar HRC Monza 1-2 (0-2) PDF Stampa E-mail
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Domenica 02 Dicembre 2018 09:56
Montreux: Vizio, Soler, Armero, Ferreira Silva - Vaucher, Monney, Duvoisin, Oberson. All. Villella
HRCM: Zampoli, Lazzarotto, Zucchetti, Franci, Martinez – Ollé, Nadini, Schena, Ale. Uboldi, Lor. Uboldi. All. Colamaria
Arbitri Valverde e Gonzalez (Spa) -Reti PT 22' Franci, 23' Nadini. ST 10' Soler -Esp. PT Silva (2'), ST Soler (2')
 
Il Teamservicecar espugna Montreux al termine di una gara di assoluta sofferenza, con una prestazione da squadra matura. Un approccio difficile, l'uno-due micidiale di fine primo e l'incapacità di chiudere il match. Poi un grande Pol Franci e il solito perfetto Zampoli permettono ai ragazzi di Colamaria di mantenere vivo il sogno chiamato "quarti di finale".
Il Montreux ha un inizio travolgente: sul bastone di Albert Soler capitano le due palline più pericolose, ma lo spagnolo prima non centra la porta, poi trova pronto Zampoli in allungo. Il Monza fatica in ogni zona della pista, poi ancora Soler viene fermato da un grande intervento del portiere brianzolo.
Con il passare dei minuti i monzesi crescono e al 15' prima con Pol Franci, poi con Nadini, trovano un super Vizio sulla loro strada. La pressione brianzola aumenta e produce un doppio vantaggio propiziato da Pol Franci, autore di una "picadinha", uno spettacolare alza e schiaccia, mentre un minuto dopo Nadini è abile infilare Vizio con un tocco al volo da autentico bomber.
Negli ultimi 28" il Monza potrebbe anche chiudere la contesa: Flavio Silva si fa espellere con un cartellino blu: Nadini è sfortunato sul tiro diretto, poi il power play, che per la maggior parte si sviluppa ad inizio ripresa, non sortisce effetti postivi.
 
Secondo Tempo
Nella seconda parte i ragazzi di Colamaria mostrano un altro volto: il finale di prima frazione ha regalato certezze che in avvio sembravano difettare.  
Al 10' Martinez taglia perfettamente in back-door, viene imbeccato da Ollè, ma la sua conclusione si perde alta di poco a Vizio battuto. Due minuti più tardi è ancora il portiere elvetico a ripetersi sul capitano.
Al 15' a sorpresa giunge il gol dei padroni di casa, con una conclusione da metà pista di Silva che termina sul petto di Tiago Ferreira: la deviazione, determinante, spiazza un incolpevole Zampoli, firmando l'1-2.
Tre minuti dopo Ollè si mette in proprio, ma Vizio con il casco lascia l'urlo strozzato in gola al catalano. Pol Franci è un crack e ad ogni azione crea pericoli, con picchi di velocità insostenibili per gli elvetici, mentre Zampoli in due occasioni toglie le castagne dal fuoco.
Il finale è di sofferenza assoluta, il Monza gioca come sanno fare le grandi squadre e ottiene il secondo successo consecutivo, che lo proietta al secondo posto del Gruppo D di Eurolega. Qualcosa di realmente stupendo.
 
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L' Editoriale

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».
 

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

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(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.