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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

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  • Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

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GSH Trissino - TEAMSERVICECAR HRC Monza 3-3 (0-1) PDF Stampa E-mail
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Domenica 25 Novembre 2018 10:22
04 ZampoliUn Monza rimaneggiato dalle assenze di Ollè e Zucchetti soffre ma ritorna da Trissino con un pareggio che ha il gusto della vittoria. I biancorossoblu offrono l’ennesima prova di solidità, grazie ad una lettura del match adeguata ad ogni situazione. Partendo da Zampoli, le cui prestazioni sfiorano livelli da top player, proseguendo con la coppia di 17 enni Lazzarotto – Galimberti, lanciati in quintetto da Colamaria. Sempre in crescita Pol Franci, costantemente attivo e dinamico in ogni zona della pista, così come Nadini che svolge a meraviglia il ruolo di “killer” e un onnipresente capitan Martinez: questo Monza costruito da Colamaria e Girardelli è qualcosa di assolutamente solido e qualitativo. Si soffre, ma si stringono i denti Non si rischia di scadere nella retorica affermando che la chiave di questa squadra è la solidità del gruppo.
In un momento delicato, con l’assenza di Zucchetti che in extremis si è sommata allo stop di Ollè, riducendo al minimo le rotazioni, la squadra ha saputo soffrire, lottando per 50’ in ogni angolo della pista. L’inizio è stato traumatico, con due pali colpiti e uno Zampoli troppo spesso chiamato in causa da un Trissino voglioso di riscattarsi dopo il ko nel derby con il Valdagno. Con il passare dei minuti la spinta dei padroni di casa è andata affievolendosi, trascinata in un abbassamento dei ritmi che alla lunga ha giovato al Monza. I padroni di casa falliscono un rigore ¬(mostruosa la parata dell’estremo brianzolo) mentre Nadini sfrutta da autentico uomo d’area una pallina vagante insaccando lo 0-1. Il primo tempo si chiude così, con il vantaggio esterno che non regala tranquillità ai padroni di casa. Ripresa di carattere Nel secondo tempo il Monza mostra il suo lato migliore: difende, subisce il pareggio di Nicoletti, si riporta avanti con una magia su tiro diretto di Nadini (alza e schiaccia d’autore), subisce l’uno-due del navigato Nicoletti (probabilmente il secondo gol con deviazione di Formatje), ma riagguanta il match con il piatto forte della casa: pallina recuperata, transizione a mille all’ora e uno-due micidiale di Pol Franci -Matinez: per l’argentino è il gol numero 49 con la casacca monzese. Eurolega in vista Il Teamservicecar ora ha davanti una settimana interamente dedicata alla preparazione della sfida con il Montreux, autentico crocevia verso la qualificazione ai quarti di finale della massima competizione continentale. Per gara in Svizzera sarà certo il recupero di Zucchetti, mentre resta viva una piccola speranza di riavere anche Marc Ollè, il cui infortunio alla spalla è in via di guarigione.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.