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Monza Pordenone 0-2: un'altra sconfitta PDF Stampa E-mail
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Lunedì 19 Novembre 2018 11:05
monza pord1Dodicesima giornata del campionato di serie C gruppo B, il Monza di mister Brocchi stecca ancora una volta. I ramarri condotti da un intramontabile Attilio Tesser, proprio quello che portò il Novara dalle serie minori fino alla seria A, trova la strada spianata per mettere in saccoccia altri tre punti a scapito di un Monza senza capo né coda.

Un’altra sconfitta, la quarta, un’altra domenica da dimenticare per Galliani che in tribuna al Brianteo vede perdere i Biancorossi contro il Pordenone, capace di passare con il punteggio di 0-2 grazie alle reti di Candellone e Magnaghi. in aggiunta, a nulla è valsa, ai ragazzi di Brocchi, la superiorità numerica avuta nell’ultima mezz’ora, quando gli ospiti sono rimasti in 10 per l’espulsione di Gavazzi, che ha rimediato due gialli nel giro di 12′ minuti.

I neroverdi, sempre ben disposti in campo, hanno realizzato un goal per tempo. All’8’, Burrai dalla propria trequarti invita Berrettoni all’incursione sul centro-destra che vede lo scatto di Candellone e lo premia con un lancio millimetrico, l’attacante controlla magistralmente, scarta Negro ed anticipa Guarna in uscita con un leggero tocco che s’infila all’angolino.

Le squadre si allungano. Il Pordenone sulle ripartenze è pericolosissimo, il Monza fatica molto. All’11′ Berrettoni recupera un pallone sulla trequarti dribblando abilissimo ma la conclusione è alta. Poco dopo prova a imitarlo Ciurria, che parte in azione solitaria da centrocampo, velocissimo arriva al limite dell’area e libera il sinistro, palla a lato di poco.

Proprio quando sembra che il risultato sia fissato sullo 0 - 1, i ramarri restano in 10. Gavazzi, già ammonito, perde palla a centrocampo trattenendo Giudici. Inevitabile la seconda ammonizione. Tesser corre ai ripari togliendo un ottimo Berrettoni per coprirsi maggiormente a centrocampo con Damian.

Con gli avversari in 10 si spera nel pareggio. Il Monza attacca ma scomposto e privo di grinta. Il Pordenone soffre, ma continua a difendere bene e, pur con l’uomo in meno, trova il raddoppio al 40’  con Magnaghi, entrato dieci minuti prima per Candellone, sulla fascia destra. L’attaccante controlla, entra in area, salta con un doppio dribbling Caverzasi e insacca tra palo e portiere, sotto la traversa.

Si conclude così con 6 punti in 8 partite nell’era Brocchi il match con il Pordenone. La curva fischia e rumoreggia, tanto da voler parlare con i giocatori. Al confronto vanno Reginaldo, D'Errico e il club manager Vincenzo Iacopino.

Galliani scuro in volto abbandona lo stadio.

Per l’allenatore biancorosso il Brianteo ha messo timore invece che spronare ….. sarà!

MONZA (4-3-2-1): Guarna; Adorni (19′ st Riva), Caverzasi, Negro (32′ st Reginaldo), Palesi (19′ st Galli); Giudici, Guidetti; Iocolano (19′ st Ceccarelli), D’Errico; Cori. A disp.: Sommariva, Giorno, Brero, Tomaselli, Brignoli, Tentardini, Andreolli, Otelè. All. Brocchi.

PORDENONE (4-3-1-2): Bindi; Florio, Stefani, Barison, De Agostini; Misuraca (21′ st Bassoli), Burrai, Gavazzi; Berrettoni (16′ st Damian); Ciurria, Candellone (32′ st Magnaghi). A disp.: Meneghetti, Germinale, De Anna, Bertoli, Cotroneo, Cotali. All. Tesser.

 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».