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Eurolega: Monza batte Noia 4-0 PDF Stampa E-mail
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Domenica 18 Novembre 2018 21:16
Teamservicecar HRC Monza – Noia Freixenet 4-0(1-0). Reti: PT 12' Nadini, ST 1'20" Zucchetti, 14' e 18' Martinez.  
 
Qualcosa di impronosticabile. Nella seconda giornata del gruppo D di Eurolega, il Teamservicecar Monza batte con un secco 4-0 gli spagnoli del Noia e si candida ad un ruolo di protagonista anche in Eurolega. I ragazzi di Colamaria, privi del "metronomo" Marc Ollè, giocano 50' al limite della perfezione, sfoggiando una fase difensiva perfetta e una gestione del ritmo da assoluti veterani, ribaltando il piano tattico dei catalani, imbrigliati in una tela in cui non hanno mai trovato una via d'uscita.
Noia sorpreso
Gli spagnoli, reduci da un pareggio per 2-2 con il Barcellona, alla vigilia apparivano come la classica squadra catalana: scorbutica, rognosa, tecnicamente valida, efficace in fase offensiva. In realtà gli uomini di Pere Varias hanno subito per l'intero match l'inventiva di Martinez e compagni, soffrendo dannatamente in ogni zona della pista. Alla vigilia si attendevano gli esperti Xavi Costa e Edu Fernandez, oppure il blaugrana (di scuola e cartellino) Sergi Llorca, invece a dominare sono stati i giovani monzesi, autori di una gara al limite della perfezione hockeistica.
Zucchetti e Martinez, quantità e qualità
 
In una serata dove il collettivo ha prevalso sui singoli, a ritagliarsi il titolo di MVP sono i due colossi Martinez e Zucchetti. Il primo, sfoggiando una "garra" da autentico capitano, non ha mai sbagliato una pallina, dominando al scena, compiendo chiusure con moto perpetuo e proponendosi come finalizzatore in occasione delle ultime due marcature. Un fattore determinante in entrambe le metà pista. Il toscano ha invece disputato una gara di livello altissimo: perfetto in difesa e perennemente pericoloso in fase offensiva, territorio in cui ha brillato in occasione del 2-0 che di fatto ha segnato il match.

Senza Ollè tutti hanno giocato sopra il livello medio
 
L'assenza del catalano (che salterà anche le sfide contro Bassano e Trissino) ha forse dato ancora maggior forza al Monza, che ha sopperito alla sua assenza con una concentrazione e un'energia forse mai viste, soprattutto in fase arretrata. E a proposito della difesa: se togliamo il secondo tempo di Lisbona, il Monza non mai subito reti, con uno Zampoli perfetto in 3 dei 4 periodi. Di grande qualità anche la gara di Lazzarotto e Pol Franci, autori degli assist per le reti di Martinez, così come per Nadini, abile a sfruttare l'errore di Mendes, firmando la rete del'1-0 che ha messo la partita in discesa. Un plauso anche a Matteo Galimberti, schierato da titolare e autore di una partita di grande solidità (
 
Una grande soddisfazione per Tommaso Colamaria, bravissimo a preparare la partita anche nei minimi dettagli.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.