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Hockey: 6a giornata di serie A1 PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Novembre 2018 19:33
SANDRIGO HOCKEY - TEAMSERVICECAR MONZA 1-3 (1-1)
Sandrigo: Dal Zotto, Poletto, Pozzato, Clodelli, Cacau - Campagnolo (C), Chemello, Gasparotto F., Bordignon, Gasparotto C. - All. Vidale
TeamServiceCar: Zampoli, Zucchetti, Ollè, Martinez (C), Franci - Nadini, Galimberti, Lazzarotto, Schena, Viscardi - All. Colamaria
Marcatori: 5'36" Martinez,10'44" Cacau ST 6'54" Nadini, 24'30" Franci.
Arbitri: Andrea Davoli di Modena e Louis Hyde di Breganze (VI)
 
Il Teamservicecar espugna 3-1 la pista di Sandrigo, ottiene la sua terza vittoria stagionale, la seconda consecutiva in campionato e si prepara al meglio per la sfida di Eurolega contro il Noia di sabato prossimo.
Alla viglia la partita in Veneto nascondeva mille insidie, soprattutto di carattere mentali, difficoltà superate grazie ad una prova di assoluto carattere, con un atteggiamento aggressivo per 50' che ha avuto una sola pecca: sprecare troppe occasioni da gol e non fatturare la mole di lavoro prodotta.
 
La cronaca
Il Monza parte a mille e dopo 5' passa a condurre con il capitano Martinez, abile a sfruttare un errato alleggerimento della retroguardia veneta. Il predominio è costante e la formazione di Vidale è spesso in difficoltà, aggredito sistematicamente da una difesa alta e ben costruita, che fa dell'intensità la sua arma principale.
Il Sandrigo a sorpresa impatta al 10': blu a Nadini e magistrale trasformazione di Cacau. Questa resta però l'unica occasione in cui Zampoli si volta a raccogliere una pallina dalla propria porta, perché il portiere e toscano respinge tutto ciò che arriva dalle sue parti.
Dall'altra parte Dal Zotto viene spesso impegnato e solo la sua buona prestazione permette ai padroni di casa di restare in partita fino a 30 secondi dal fischio finale.
 
Secondo tempo determinante
Al 7' Nadini realizza il 2-1, firmando la sesta rete stagionale, mantenendo così la media di un gol a partita. La rete risulterà decisiva nell'economia di una gara che vive sulla falsariga dei primi 25 minuti. Monza che sembra poter segnare da un momento all'altro e Sandrigo che si riscopre vivo e pericoloso, grazie anche all'imprecisione di Nadini, che fallisce due tiri diretti e di Pol Franci, costante spina nel fianco di Pozzato e compagni.
Al 17' Ollè deve abbandonare la pista per un infortunio alla spalla dopo un contatto con Campagnolo. Il catalano viene accompagnato all'ospedale di Schio, dove dalle lastre non emerge nulla di significativo: c'è speranza di un suo recupero in vista del match con il Noia.
Nel frattempo il Monza spreca un paio di power play, colpisce un clamoroso palo con Zucchetti e si salva solo con Zampoli, bravissimo a parare un rigore di Campagnolo a un minuto dal termine.
Il pericolo è scampato e ad una manciata di secondi dalla fine Pol Franci infila il 3-1 che ha il sapore della liberazione, firmando un successo che permette a Colamaria di lavorare al meglio in vista della gara di Eurolega e del successivo match casalingo contro il Bassano.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».