Contenuto Principale

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

(Laura Giulia D'Orso). Il 7 Aprile 2004 viene ritrovato l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry abbatt...

Gli eroi romantici del Mortirolo

(Laura Giulia D’Orso). Un nuovo esploratore. Un eroe. Un campione. L’ultimo romantico. Dal primo m...

La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

Niki Lauda, la leggenda della Formula 1, si è spento il 20 maggio in una clinica svizzera. Aveva 70 ...

Novità nel club: un nuovo fisioterapista e un differente asset nel settore giovanile

Non si è ancora conclusa questa stagione, ma la dirigenza biancorossoblu sta lavorando sodo per co...

SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

Sabato 8 giugno, con il Corteo storico, inizia la seconda edizione del «Summer Monza 2019», il gra...

  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Gli eroi romantici del Mortirolo

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Novità nel club: un nuovo fisioterapista e un differente asset nel settore giovanile

    Sabato 07 Ottobre 2017 09:50
  • SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

    Sabato 07 Ottobre 2017 10:00

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Mutatis mutandis e l’ufficializzazione di Cristian Brocchi PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Mercoledì 24 Ottobre 2018 09:52
brocchi(Laura Giulia D'Orso). Non usa mezzi termini l’A.D. del Monza Adriano Galliani in conferenza stampa ad Assolombarda. Cristian Brocchi, ex allenatore del Milan, 2013/16, del Brescia 2017 e vice di Capello allo Jangsu Suning per pochi mesi, è stato chiamato sulla panchina dei biancorossi dopo l'esonero di Mister Zaffaroni. Al Milan …. ops “lapsus freudiano” come continua a sottolineare l’A.D., ritrova il proprietario Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e fa la conoscenza del presidente Nicola Colombo, figlio di Felice anche lui ex presidente del Milan anni 77/80.
Non avremmo conosciuto il Berlusconi “monzese” se non avesse salutato il Milan e si può anche scendere di categoria calcistica, ma non si possono dimenticare i propri riferimenti: vincere e gioco “champagne”. E in quanto a riconoscibilità, l’A.D. Galliani non ha tradito. Come un uragano ancora una volta ha ripescato dal cilindro magico, da cui estrae giocatori, procuratori e dirigenti, Mister Christian Brocchi, che nel cuore deve essergli rimasto pur avendolo licenziato dopo una poco fortunata conclusione del campionato rossonero nel 2016. Pietro Lietti arriva come preparatore atletico, sempre gentilmente concesso dal Milan e con lui anche Alessandro Lazzaroni, il suo vice da sempre. Il resto dello staff di Zaffaroni è confermato. E per il momento tutti tirano un sospiro di sollievo ….. tutti tranne gli over 23, che dovranno prepararsi ad una “selezione naturale”.

Talvolta i segni del destino sono inconfutabili: un punto in tre partite, ovvero mai successo da tre anni a questa parte sotto la reggenza del presidente Colombo.

gallianiMa da quando è cambiata la proprietà e non il Presidente, tre sconfitte e due pareggi in cinque incontri dopo aver cominciato il campionato di serie C con tre successi di fila, è troppo anche per l’azionista più paziente come il Cavaliere. Perciò, si riparte con un ablativo assoluto, mutatis mutandis! Cioè, fatti i debiti mutamenti, la situazione resta la stessa.

A Brocchi il contesto deve essere chiaro: portare il Monza Calcio alla promozione. Lascia Zaffaroni, uomo serio, onesto, lavoratore minuzioso, forse troppo difensivista, troppo low profile, per chi ha avuto alla sua corte allenatori come Sacchi, Capello, Ancellotti e per ultimo Allegri. A lui vanno i sinceri ringraziamenti di tutti i tifosi biancorossi e della Curva per l’ottimo impegno ed il lavoro svolti e al neo allenatore gli “in bocca al lupo”.

 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

Leggi tutto...

Parigi val bene una Messa

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.