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l'ex ad del Milan ed il Cavaliere ripartono dalla serie C PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 26 Settembre 2018 09:02
 

 

La frase ormai celebrpozzettoe pronunciata nel film "Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective""Io sono del Monza, non andremo mai in serie A", potrebbe fra qualche tempo forse avverarsi.

Tifoso da sempre, Renato Pozzetto, celeberrimo comico italiano, rese omaggio nel 1979 alla nostra squadra cittadina. Non saprei se allora fosse una frase scaramantica o uno spietato logico ragionamento sulla vicinanza con Inter e Milan. Sta di fatto che la “profezia” potrebbe finalmente essere cancellata con la nuova proprietà. Il contratto non è ancora stato firmato, si stanno mettendo appunto le ultime formalità. Voci di corridoio parlano della cessione totale delle azione della società Discanto, holding di Nicola Colombo e del padre Felice, presidente del Milan dal 1977 al 1980 che venderà tutte le quote a Fininvest, holding di Silvio Berlusconi, presidente del Milan dal 1986 al 2017, e dei figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. La somma pattuita per il passaggio dovrebbe essere di poco inferiore ai 3 milioni di euro. Nicola Colombo resterà comunque presidente per quest'anno, ma sarà affiancato da Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, in qualità di “ad”.

La filosofia del Presidente Berlusconi e del "quasi" ad Galliani, condivisa dagli attuali proprietari, è rendere il club un brianzolo un serbatoio per le varie rappresentative dall’Under 15 in su. Fin qui tutto bene. Ma chi compra il Monza lo deve sapere prima, diventare solo fucina di talenti non basta. I tifosi monzesi vogliono essere squadra con la S maiuscola. Da sempre hanno avuto una loro identità, una loro storia e un loro trascorso. Non si cancella tutto questo.

Il cambio di proprietà sta purtroppo offuscando l’ottima partenza dei ragazzi di Mister Zaffaroni dei giocatori selezionato dal direttore sportivo Filippo Antonelli Agomeri e dal direttore Vincenzo Iacopino. In 2 partite di campionato di Serie C sono infatti arrivati 6 punti, con 3 reti fatte e 0 subite. I cori a favore del “trio” Agomeri- Zaffaroni-Iacopino che sono stati fatti oggetto di prolungati applausi nell’ultimo incontro in terra veneta la dicono tutta.

Si rifletta quindi approfonditamente prima di scossoni o dichiarazioni fuori luogo che destabilizzerebbero il gruppo ed il loro operato. Non accetteranno sicuramente gli ultras, i tifosi ed i sostenitori che il Monza Calcio si trasformi in un piccolo Milan. In una cittadina piena di storia e di riluttanza alla vicinanza con inter e Milan,  il Presidente Berlusconi e Adriano Galliani dovranno “divenire” monzesi. Solo così Riccardo Pozzetto sarà felicemente smentito.

Oggi alle ore 18.30, con diretta tv su Rai Sport, lo stadio Brianteo ospiterà il derby provinciale col Renate: sarà l’ultima partita ufficiale della proprietà Colombo. Un quarto d’ora prima dell’inizio del match si terrà la cerimonia d’intitolazione della tribuna ad Angelo Scotti, l’indiscusso numero 1 dei tifosi del Monza scomparso la scorsa estate a 81 anni d’età.

 
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L' Editoriale

Non solo regali ......

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Asciugherà ogni lacrima

Non avranno più fame e non avranno più sete,

non li colpirà più il sole né alcuna arsura;

perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà

e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita;

e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

(Apocalisse 7:16-17 – La Bibbia)

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non ci sarà più la morte,

né cordoglio, né grido, né dolore,

perché le cose di prima sono passate.

 

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.