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La palestra della Forti e Liberi di Monza intitolata alla memoria di Pieralberto Baldoni PDF Stampa E-mail
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Martedì 26 Giugno 2018 10:52
Sabato 16 giugno, con la presenza del sindaco di Monza Dario Allevi ed ovviamente con l'assessore allo Sport Andrea Arbizzoni, è stata intitolata la nuova Forti e Liberi, storica palestra in viale Cesare Battisti all’ex- indimenticato presidente Baldoni. Nata nel lontano 1878 e riqualificata in tempi recenti la palestra è stata sempre la sede della storica squadra cittadina di pallacanestro, la Forti e Liberi. Era presente ovviamente anche Fabio Baldoni il figlio di Pieralberto che, da appassionatissimo di pallacanestro, non ha mai nascosto la volontà di riportare la pallacanestro monzese ad un livello più consono alla sua storia. Entro i primi giorni di luglio dovrebbe essere assegnato il bando per la gestione del centro sportivo che è attualmente in gestione provvisoria.
 
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L' Editoriale

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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Grazie a tutti: la F1 come lezione di vita

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(di Mattia Mauri). Ci sono tre parole che, più delle altre, ho sentito in questi tre giorni passati a Monza in Autodromo a vivere il weekend della formula 1, bellissimo nonostante il sogno del venerdì e del sabato si sia bruscamente interrotto trasformandosi nell’incubo domenicale di un’altra occasione mondiale sprecata da Seb Vettel.

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