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MEMORIAL VINCENZO LAPOMARDA – Triangolare Esordienti classe 2006 PDF Stampa E-mail
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Domenica 10 Giugno 2018 14:24
 
staffIeri pomeriggio, 9 giugno 2018, sotto un solleone che ha alzato l’asticella della temperatura a 32 gradi, ha preso il via la prima edizione del torneo giovanile “Memorial Vincenzo Lapomarda”. Dopo i saluti del presidente del Ges. Francesco Vincelli e dell’avvocato Gianpiero Lapomarda, il figlio di Vincenzo che ha fortemente voluto l’organizzazione del torneo, è stato dato il calcio d’inizio. Tre le squadre monzesi che hanno visto in campi piccoli talenti accompagnati da un tifo degno delle migliori occasioni, e tre sono le squadre che nel corso degli anni passati hanno visto la figura di Vincenzo come punto di riferimento per giovanissimi. Monzese da adozione Vincenzo Lapomarda era passato dai tornei serali, alle giovanili dell’allora Calcio Monza con compagni di squadra come CastelNicolò Narducci miglio portierelini, Traspedini, Blangero, Ciceri, e altre bandiere biancorosse dei quali si sente ancora parlare in qualche bar monzese tra un partita di scopa e l’altra. Una lieve parentesi al Palermo e successivamente al Corleone per poi tornare in città e trovarsi davanti la possibilità di continuare la carriera con la Pro Sesto.
Erano anni in cui i giovanissimi non avevano tante possibilità e le famiglie non riuscivano a regalare a questi gli agi che invece oggi spremiazono quasi scontati: la necessità di aggregarsi fisicamente e non come adesso rimanere asettici dietro ad un telefonino o ad un computer era la spinta a continuare nel sociale. C’erano due possibilità per i ragazzi:
rimanere in strada vivendo di emozioni forti ma viso a viso con tutti i pericoli connessi o partecipare a qualcosa che regalasse uno scopo, ed un senso di appartenenza.
 
Entrare in qualche squadra di calcio dove passare il tempo in modo sano con gli amici e sviluppare le proprie doti imparando a rispettare le persone e le cose, oltre che le regole e le gerarchie, costituiva la scelta alternativa. Enzo decideva di contribuire con le proprie capacità a formare i giovani di una famosissima società calcistica monzese ovvero la GES Monza 1946. Anche qui impegnato da subito nella categoria Under 18, riuscì nell’impresa di vincere, al suo primo anno in bianco verde, il campionato, consentendo alla società di gioire per il primo storico passaggio in seconda categoria. Enzo terminava il suo cammino alleando ed educando per un paio di anni i giovani della conosciutissima ed apprezzatissima Gerardiana Calcio, dopo essere stato per una quindicina d’anni circa un personaggio di riferimento dell’intero calcio dilettantistico monzese. Effettivamente gli impegni lavorativi erano divenuti pressanti perché ormai da diversi anni Enzo era diventato imprenditore con la costituzione della sua azienda. Ieri un bel successo per la manifestazione. Grande fair-play da parte di tutti, tanto impegno, tanta allegria e …. gavettoni finali ai mister. Numerosi i premi pur nella convivialità del Triangolare. Hanno premiato l’assessore allo sport Arbizzoni, l’ex bomber del Monza Cacio e Milan Paolo Monelli, il presidente del Ges Vincelli, il resp. tecnico Ettore Pasca 1 partita Pro Victoria – Gerardiana 0 – 0 2 partita Ges Monza1946 – Pro Victoria 5-1 3 partita Ges Monza – Gerardiana 4-0
 
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L' Editoriale

Il Peso di una Valigia

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(Laura Giulia D'Orso). Passano uomini e donne senza nome né volto. Hanno avuto solamente il permesso di recuperare qualche cosa di personale dalle loro case che probabilmente saranno abbattute. Una vita passata fra quattro mura forse anche comprate con sacrificio, in una zona dove notte e giorno senti il fragore delle auto e dei camion che sembra ti passino in soggiorno. Quattro mura neanche tanto sicure come un tetto sulla testa che adesso non hanno più. Ognuno trascina una valigia piena di “loro”. Difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare.

Grazie a Dio, io non sono fra quelle persone, la mia casa sarà ancora là quando tornerò ma mi sono domandata cosa avrei stipato nella mia valigia se fosse capitato a me. Non è stato semplice; ma poi ho compreso: solamente ciò che è stata la mia esistenza, il mio passato. Avrei preso tutti gli album di foto della mia famiglia, un pugno di “preziosi” che ricordano eventi felici, i miei libri del liceo, la trilogia di Dante del Sapegno, quelli con la copertina verde di storia dell’arte dell’Argan, quelli di Italiano del Pazzaglia, la mia vita, la mia conoscenza, le mie origini, ciò che sono. Scriveva Robert M. Edsel in Monumnets Men: “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano.”

E se quel maledetto ponte che conosco molto bene, su cui sono transitata tante volte da bambina, fosse stato sotto il mio controllo, sarei lì a scavare a mani nude, almeno per ridare i corpi di chi non c’è più a familiari che piangono un loro disperso.

 

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

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(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?