Contenuto Principale

100 scatti di Robert Capa a Monza

Arriva all’Arengario di Monza dal 7 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 una grande mostra dedicata a R...

CHRISTMAS MONZA 2018: UN NATALE SPECIALE IN CITTA'

Fino a domenica 6 gennaio l’atmosfera delle feste abbraccia le vie e le piazze di Monza: pista di p...

L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Campagna sul possesso responsabile degli animali d'affezione

Iniziativa di sensibilizzazione sull’importanza della microchippatura dei cani e iscrizione in anagr...

Al via il Piano freddo per i senza dimora

Anche quest'anno il Comune, in collaborazione con le associazioni di volontariato, ha predisposto ...

  • 100 scatti di Robert Capa a Monza

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • CHRISTMAS MONZA 2018: UN NATALE SPECIALE IN CITTA'

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Campagna sul possesso responsabile degli animali d'affezione

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09
  • Al via il Piano freddo per i senza dimora

    Sabato 07 Ottobre 2017 09:50

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

MEMORIAL VINCENZO LAPOMARDA – Triangolare Esordienti classe 2006 PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Domenica 10 Giugno 2018 14:24
 
staffIeri pomeriggio, 9 giugno 2018, sotto un solleone che ha alzato l’asticella della temperatura a 32 gradi, ha preso il via la prima edizione del torneo giovanile “Memorial Vincenzo Lapomarda”. Dopo i saluti del presidente del Ges. Francesco Vincelli e dell’avvocato Gianpiero Lapomarda, il figlio di Vincenzo che ha fortemente voluto l’organizzazione del torneo, è stato dato il calcio d’inizio. Tre le squadre monzesi che hanno visto in campi piccoli talenti accompagnati da un tifo degno delle migliori occasioni, e tre sono le squadre che nel corso degli anni passati hanno visto la figura di Vincenzo come punto di riferimento per giovanissimi. Monzese da adozione Vincenzo Lapomarda era passato dai tornei serali, alle giovanili dell’allora Calcio Monza con compagni di squadra come CastelNicolò Narducci miglio portierelini, Traspedini, Blangero, Ciceri, e altre bandiere biancorosse dei quali si sente ancora parlare in qualche bar monzese tra un partita di scopa e l’altra. Una lieve parentesi al Palermo e successivamente al Corleone per poi tornare in città e trovarsi davanti la possibilità di continuare la carriera con la Pro Sesto.
Erano anni in cui i giovanissimi non avevano tante possibilità e le famiglie non riuscivano a regalare a questi gli agi che invece oggi spremiazono quasi scontati: la necessità di aggregarsi fisicamente e non come adesso rimanere asettici dietro ad un telefonino o ad un computer era la spinta a continuare nel sociale. C’erano due possibilità per i ragazzi:
rimanere in strada vivendo di emozioni forti ma viso a viso con tutti i pericoli connessi o partecipare a qualcosa che regalasse uno scopo, ed un senso di appartenenza.
 
Entrare in qualche squadra di calcio dove passare il tempo in modo sano con gli amici e sviluppare le proprie doti imparando a rispettare le persone e le cose, oltre che le regole e le gerarchie, costituiva la scelta alternativa. Enzo decideva di contribuire con le proprie capacità a formare i giovani di una famosissima società calcistica monzese ovvero la GES Monza 1946. Anche qui impegnato da subito nella categoria Under 18, riuscì nell’impresa di vincere, al suo primo anno in bianco verde, il campionato, consentendo alla società di gioire per il primo storico passaggio in seconda categoria. Enzo terminava il suo cammino alleando ed educando per un paio di anni i giovani della conosciutissima ed apprezzatissima Gerardiana Calcio, dopo essere stato per una quindicina d’anni circa un personaggio di riferimento dell’intero calcio dilettantistico monzese. Effettivamente gli impegni lavorativi erano divenuti pressanti perché ormai da diversi anni Enzo era diventato imprenditore con la costituzione della sua azienda. Ieri un bel successo per la manifestazione. Grande fair-play da parte di tutti, tanto impegno, tanta allegria e …. gavettoni finali ai mister. Numerosi i premi pur nella convivialità del Triangolare. Hanno premiato l’assessore allo sport Arbizzoni, l’ex bomber del Monza Cacio e Milan Paolo Monelli, il presidente del Ges Vincelli, il resp. tecnico Ettore Pasca 1 partita Pro Victoria – Gerardiana 0 – 0 2 partita Ges Monza1946 – Pro Victoria 5-1 3 partita Ges Monza – Gerardiana 4-0
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

Non solo regali ......

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Asciugherà ogni lacrima

Non avranno più fame e non avranno più sete,

non li colpirà più il sole né alcuna arsura;

perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà

e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita;

e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

(Apocalisse 7:16-17 – La Bibbia)

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non ci sarà più la morte,

né cordoglio, né grido, né dolore,

perché le cose di prima sono passate.

 

Ad buon intenditor poche parole

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.