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Monza – Arzachena: un pareggio giusto PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 14 Febbraio 2018 12:06
monza arzachena 2
(Laura Giulia D’Orso). Monza, 25esima giornata di campionato di serie C, girone A. Sotto un pallido sole ed una temperatura accettabile, Monza e Arzachena si dividono al “Brianteo” la posta in palio e pareggiano nel giro di dodici minuti nella ripresa, per sbloccare un risultato di parità a reti bianche che sembrava potesse resistere fino alla fine.
Al 63’ il numero 27 biancorosso, Luca Giudici sblocca il risultato, seguendo una carica di D’Errico e, smarcandosi dalla difesa, entra da dietro e segna. Cominciano i cambi e proprio il neo Lisai si incarica subito della battuta di un calcio d’angolo alla sinistra di Liverani. La parabola è insidiosa e nella mischia della difesa biancorossa in affanno, Musto la spunta insaccando di sinistro. Il Monza spinge, non ci sta al pareggio e al 37′ Cori si coordina splendidamente trovando però la respinta di un ottimo Ruzittu. L’ultimo brivido nel terzo dei quattro minuti di recupero lo ripropone il Monza, lo stesso Cori arpiona una palla vagante al limite e tira prontamente con la sfera che sfiora di pochissimo la sinistra della porta arzachenese. L’Arzachena porta a casa un punto d’oro dal “Brianteo” di Monza portandosi a quota 31, mentre il Monza di Mister Zaffaroni sfiora il colpaccio del sorpasso della Giana Erminia per restare ben radicata in zona playoff. Il risultato, sicuramente giusto per entrambe le squadre è stato raggiunto disponendo sempre in maniera egregia, con un botta e risposta di cambi e contro cambi. Fra i due allenatori è quasi parso che al termine si fosse giocato una vera e propria partita a scacchi. I due tecnici Zaffaroni e Giorico, con mosse e contromosse, hanno alla fine determinato l’1 a 1 conclusivo: imbrigliandosi a vicenda e permettendo poco all’avversario. MONZA: Liverani, Carissoni (dal 13 st D’Errico), Riva, Guidetti, Mendicino, Trainotti, Caverzasi, Ponsat (dal 13 st Cori), Perini (dal 27 st Galli), Tentardini, Giudici (dal 34 st Palesi). All.: Zaffaroni – N.E.: Del Frate, Forte, Negro, Tomaselli, Cogliati, Padula, Romanò, Adorni. ARZACHENA: Ruzittu, Piroli, Nuvoli, Vano (dal 19 st Musto), Curcio, Sanna (dal 40 st Cardore), Casini (dal 30 st Lisai), Bertoldi (dal 19 st Bonacquisti), Arboleda, Sbardella, Varricchio (dal 30 st Trillò). All. Guiorico – N.E.: Cancelli, Aiana, Peana, Taufer, Esposito, Baldanzeddu
 
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L' Editoriale

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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Grazie a tutti: la F1 come lezione di vita

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(di Mattia Mauri). Ci sono tre parole che, più delle altre, ho sentito in questi tre giorni passati a Monza in Autodromo a vivere il weekend della formula 1, bellissimo nonostante il sogno del venerdì e del sabato si sia bruscamente interrotto trasformandosi nell’incubo domenicale di un’altra occasione mondiale sprecata da Seb Vettel.

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