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Pisa – Monza : una sconfitta inaspettata 1 -0 PDF Stampa E-mail
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Lunedì 22 Gennaio 2018 14:19
(Laura Giulia D’Orso). I tre punti in palio, alla riapertura del girone di ritorno contro Il Pisa Calcio, sarebbero stati molto importanti per la classifica in sé. Rammarica inoltre anche il risultato negativo e i tre colombopunti gettati al vento contro una squadra che non aveva tanto da dire, i cui problemi legati allo Stadio Garibaldi erano noti e dove regna una certa incertezza sul futuro societario. Ne sono la prova, poco dopo l’ingresso delle due compagini in campo, la protesta che ha accumunato il “popolo” delle gradinate e la Curva Nord degli Ultras neroazzurri. Sono i biancorossi monzesi che da subito si rendono pericolosi per con un destro dalla distanza di Guidetti d con la sfera che termina di poco sul fondo. Il capitano del Monza si dimostra il più pericoloso visto che dopo un quarto d'ora è sempre lui su punizione ad impegnare il portiere pisano Petkovic costringendolo alla deviazione oltre la traversa. Eppure è il Pisa a portarsi in maniera fortuita in vantaggio con Di Quinzio che, su un errore in uscita di Liverani, nella mischia creatasi in area di rigore biancorossa insacca in rete. Da quel momento in campo c’è solo il Monza di Mister Zaffaroni. Il Pisa arranca, si perde, soffre le pene dell'inferno. il Monza si scatena e crea almeno tre occasioni da gol. Il problema però è sempre quello delle ultime partite, il Monza non concretizza e lo stesso Mister in sala stampa, rammaricato e sempre concreto nella sua analisi lascia intendere che il problema è tecnico.” “Abbiamo subito un gol su palla inattiva. Abbiamo cercato in tutti i modi di pareggiare, soprattutto nella seconda parte della gara. Abbiamo avuto delle buone opportunità, ma non siamo riusciti a concretizzare tutta la mole di lavoro che abbiamo fatto. C’è rammarico perché abbiamo giocato bene. Però non siamo stati abbastanza concreti. Davanti dobbiamo migliorare nelle precisione: è una questione di tipo tecnico. Cori, oggi uscito a causa di un pestone. La sua assenza è stata e sarebbe stata importante.” I vertici del Monza Calcio, nelle parole del presidente Colombo di inizio campionato, puntavano ad assestare la compagine monzese per restare in C e salvarsi. I tifosi invece, molto meno attenti ai soldi altrui, ovviamente pretendono punte di prestigio. Mantenere una squadra non è un impegno poco gravoso, assolutamente. Bisognerà convincere il Presidente Colombo che nonostante l’ingente cifra a cui a breve dovrà mettere mano per la riqualificazione del Brianteo, forse è necessario dare un colpo al cerchio ed uno alla botte!
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.