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Serie A1 Hockey: per il Monza niente Coppa Italia PDF Stampa E-mail
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Lunedì 25 Dicembre 2017 07:52
Sfuma a Follonica la qualificazione del TeamServiceCar Monza alla Coppa Italia 2018.
Nonostante un buon pareggio ottenuto in Toscana, i biancorossoazzurri rimangono al nono posto in classifica con un punto in meno rispetto proprio ai padroni di casa e ora dovranno dare il tutto per tutto nella seconda metà del torneo per rientrare nelle migliori 8, guadagnandosi playoff ed Europa, dopo aver comunque centrato l’obiettivo salvezza. A 22’ sono gli ospiti a portarsi avanti grazie al gol di Zucchetti, l’unico della prima frazione di gara.
Nella ripresa Ollè raddoppia subito il punteggio, ma una doppietta di Rodriguez regala ai biancazzurri il pass per il trofeo nazionale.
Giusto il tempo di festeggiare il Natale e il quintetto di mister Colamaria tornerà a Biassono giovedì 28 dicembre per l’inizio del girone di ritorno, quando al PalaRovagnati, con fischio d’inizio alle 20.45, sarà ospite il Trissino, sesto in graduatoria e sconfitto a sorpresa all’andata.
Sulle altre piste da segnalare la prima sconfitta dell’Amatori Wasken Lodi in questo campionato, 3 a 2 in casa del Forte dei Marmi.
 
Il tabellino del 2 a 2 finale al Capannino.
FOLLONICA HOCKEY 1952 - TEAMSERVICECAR MONZA 2-2 (pt: 0- 1)
MARCATORI PT: 22:37 M.Zucchetti (B)
MARCATORI ST: 3:47 M.Ollé (B), 7:31 M.Rodriguez (A), 17:47 M.Rodriguez (A)
FOLLONICA HOCKEY 1952: D.Banini, A.Fantozzi, P.Saavedra, F.Banini, L.Martinez, M.Rodriguez, F.Pagnini, S.Paghi, G.Astorino, G.Menichetti
TEAMSERVICECAR MONZA: M.Zucchetti, P.Lazzarotto, M.Ollé, A.Camporese, J.Martinez, M.Galimberti, P.Batista, F.Zambon, G.Piscitelli, S.Zampoli
ARBITRI: Ferrari F. - Mauro D.
ESPULSI ST: J.Martinez (B), M.Ollé (B)
 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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