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Serie B, 4ª giornata: Roller Lodi-Monza Roller 2017 8-1 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 08 Dicembre 2017 17:12
La festa per la vittoria nel derby cittadino è durata solo due giorni. Il Monza Roller 2017 cade al PalaCastellotti di Lodi di fronte a una compagine indubbiamente superiore sia per tecnica che per esperienza. Il Roller Lodi, del resto, è da diversi anni che lotta per la promozione in Serie A2.
 
Che è una serata storta lo si capisce nei primi 11’, quando i biancazzurri subiscono 4 gol praticamente in altrettanti tiri. Le squadre sono entrambe ben schierate, ma quando c'è da buttarla dentro i giallorossi sanno cosa fare. La rete dell'allenatore-giocatore Luca Marchini è solo un fuoco di paglia. I padroni di casa realizzano altri due gol prima della fine del tempo e due addirittura nel primo minuto della ripresa, a dimostrazione che la testa dei ragazzi monzesi è rimasta negli spogliatoi, non del PalaCastellotti, ma del PalaRoller. Solo all’ottavo “schiaffo” qualcuno si “sveglia” portando a termine dignitosamente la gara. In vista del derby brianzolo di sabato prossimo col CSA Agrate (alle ore 18 al PalaRoller, in via Tommaso Campanella 2) è necessaria ritrovare la giusta mentalità, la giusta determinazione, la giusta concentrazione, quelle che hanno permesso la vittoria contro il Monza B.
 
La cronaca: il Monza Roller 2017 scende in pista con Lorenzo Uboldi tra i pali, “mister” Marchini, Alessandro Uboldi, Di Simone e Corno; il Roller Lodi, allenato da Gigi Piccolini (sostituito per l’occasione da Angelo Borsa), schiera Brioschi in porta, Severgnini, Curti, Frugoni e Bernabè. La parità dura 2’28”, quando Frugoni gonfia la rete al termine di un batti e ribatti. Il raddoppio è di Curti al 5’20” a conclusione di un contropiede. Lo stesso giocatore giallorosso arrotonda il punteggio prima con una botta da fuori area e quindi su azione personale. Marchini prova a ridare la carica alla sua squadra sbucando da dietro la porta difesa da Brioschi e insaccando. Ma è ancora Curti a battere Lorenzo Uboldi infilando la pallina nell'angolo alto alla destra del portiere. Al 17’ i biancazzurri usufruiscono di un rigore per un atterramento in area di Marchini da parte di Cervi: il tiro di Corno è però parato da Brioschi. Tra la fine della prima frazione di gioco e l’inizio della seconda si scatena Morosini: al 20’34” segna con un diagonale, al 23’15” centra la traversa, al 25’16” fa carambolare la pallina in rete e al 25’57” chiude i conti ancora con un diagonale. Il resto della contesa è poco più di un allenamento congiunto: comunque al 20’30” Alessandro Uboldi fa tremare il palo con una staffilata da lontano.
 
A fine partita Marchini ha ricordato la forza del Roller Lodi: “Abbiamo avuto di fronte un avversario di un livello superiore rispetto a quello affrontato due giorni fa in casa. Loro si conoscono bene, sono ben amalgamati. Ciò non toglie che la nostra prestazione è stata sicuramente negativa, anche se, nonostante i mille errori commessi, abbiamo corso e lottato fino alla fine. E alla fine ci siamo arrabbiati dei nostri errori, riconoscendo che da dopodomani dovremo rimettere giù la testa e riprendere a lavorare sodo. Nelle situazioni negative come quella di oggi emerge il carattere delle persone. C’è chi reagisce in modo propositivo e chi si abbatte e si arrende. Sabato prossimo col CSA Agrate mi attendo anche una reazione d’orgoglio da parte dei ragazzi”.

ROLLER LODI-MONZA ROLLER 2017 8-1 (6-1)
ROLLER LODI: Brioschi, Morosini, Bernabè, Pisati L., Curti, Frugoni, Cervi, Severgnini, Pisati M., Premoli. All.: Borsa.
MONZA ROLLER 2017: Marchesi, Marchini, Papa, Reggio, Corno, Uboldi A., Casirati, Di Simone, Uboldi L.. All.: Marchini.
ARBITRO: Dossena di Boffalora d’Adda.
MARCATORI: p.t. 2’28″ Frugoni, 5'20" Curti, 8'25" Curti, 10’41” Curti, 12’51” Marchini, 14’35” Curti, 20’34” Morosini; s.t. 0'16″ Morosini, 0’57” Morosini.
NOTE: falli di squadra Roller Lodi 4, Monza Roller 2017 4.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.
 

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

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(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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