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Monza - Gavorrano: impraticabilità del terreno nel gioco del calcio PDF Stampa E-mail
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Lunedì 06 Novembre 2017 10:43
campo 2(Laura Giulia D’Orso). Il regolamento della Figc utilizza il termine “sospensione” per alcune situazioni in cui gli incontri non possono essere portati a compimento nei ‘90 minuti di gara per decisione arbitrale. Questo può dipendere da molti fattori ovviamente ma per Monza - Gavorrano, a mio avviso, il riferimento dovrebbe contemplare la regola 1 NOIF che si riferisce all’impraticabilità del terreno di gioco nelle cause elencate che la determinano: neve, ghiaccio, pioggia, zone di campo impraticabili, allagamenti, insufficiente visibilità a causa di nebbia o sopraggiunta oscurità. L’arbitro deve ritenere che detti impedimenti abbiano carattere definitivo. La FIGC, agli articoli 56 e 57 delle NOIF, stabilisce che le gare non iniziate o non portate a termine o annullate sono recuperate con le modalità fissate, con decisione inappellabile dalle Leghe.
La Lega Naz. Professionisti della Serie A ha stabilito che per le gare interrotte per fatti o situazioni che non comportano l’irrogazione delle sanzioni dell’art. 17 del Codice di Giustizia Sportiva deve essere disposta la prosecuzione, in altra data, dei soli minuti non giocati. La quantificazione dei minuti non giocati è determinata, con decisione inappellabile, dall’arbitro. Per le gare interrotte, le due Società hanno facoltà di accordarsi per disputare la prosecuzione della gara il giorno successivo, ratificando l’accordo da parte della Lega. In caso di mancato accordo il Presidente della Lega provvede a fissare la data di prosecuzione della gara. La partita della seria A deve riprende esattamente dalla situazione di gioco che era in corso al momento dell’interruzione, come da referto dell’arbitro e soprattutto nella prosecuzione della gara possono essere schierati tutti i calciatori che erano già tesserati per le due società al momento dell’interruzione, indipendentemente dal fatto che fossero o no sulla distinta dell’arbitro il giorno dell’interruzione, con le seguenti avvertenze: i calciatori scesi in campo e sostituiti nel corso della prima partita, non possono essere schierati nuovamente; i calciatori espulsi nel corso della prima partita non possono essere schierati nuovamente né possono essere sostituiti da altri calciatori nella prosecuzione e nel corso della prosecuzione, le due squadre possono effettuare solo le sostituzioni non ancora effettuate nella prima gara.
La Lega Naz. Professionisti della Serie B ha deciso che per le gare interrotte in conseguenza di fatti o situazioni che non comportano l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 17 del Codice di Giustizia Sportiva, la prosecuzione di una gara sarà disposta per i soli minuti non giocati, riprendendosi la partita esattamente dalla situazione di gioco che era in corso al momento dell'interruzione, come da referto arbitrale.
Tutta un’altra storia per le partite sospese per impraticabilità nel campionato di serie C. La nuova Lega C ha stabilito che per le gare dell’attività agonistica interrotte dall’arbitro, in conseguenza di fatti o situazioni che non comportano l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 17 del Codice di Giustizia Sportiva, le stesse devono essere ripetute e dovranno iniziare nuovamente dal 1° minuto di gara.
Questo comporta per le piccole società già con i bilanci gestiti con parsimonia ed “molta” attenzione”, trasferte aggiuntive, spese inutili di viaggio e affaticamenti e turnover dannosi. Ecco perché a mio modesto avviso il pareggio di ieri fra Monza e Gavorano (2-2) è il risultato di un match falsato rispetto a quelle squadre che nello stesso girone hanno avuto la “benevolenza” di Giove Pluvio. La “pallanuoto” a cui gli spettatori hanno assistito durante l’incontro ha avuto ben poco a che vedere con il calcio giocato.
 
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L' Editoriale

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

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(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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Grazie a tutti: la F1 come lezione di vita

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(di Mattia Mauri). Ci sono tre parole che, più delle altre, ho sentito in questi tre giorni passati a Monza in Autodromo a vivere il weekend della formula 1, bellissimo nonostante il sogno del venerdì e del sabato si sia bruscamente interrotto trasformandosi nell’incubo domenicale di un’altra occasione mondiale sprecata da Seb Vettel.

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