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Monza GP 2017: atletica in piazza PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 30 Agosto 2017 21:35

L’atletica Monza porta in piazza la regina di tutti gli sport per stupire e coinvolgere la città e gli appassionati della velocità giunti a Monza per il grande GP di f1. Vi aspettiamo L’1 e 2 settembre a Monza in P.zza Trento e Trieste.

Gli eventi
 
Salto con l’asta
l’energia di atleti internazionali fará sollevare al cielo gli occhi degli spettatori che vedranno saltare gli astisti oltre i 5 metri di altezza
  • gara donne
  • gara uomini
  • gara team
  • prove per tutti
Sfida ad ostacoli
I campioni italiani sfidano tutti gli ostacolisti, italiani e stranieri, in una sfida velocissima!
Prove libere,qualifiche e sfida finale proprio come una gara di formula 1
 
Autovelox umano
Aperto a tutti coloro che vogliono testare la loro velocitá e sentirsi runners per un giorno. Trenta metri di pista per raggiungere la velocità massima.
 
Programma orario
 
Venerdì 1 settembre 2017
h 16.00-18.00    autovelox umano
h 18.00-19.00    percorso al buio
h 19.00-19.45    gara atleti paralimpici
h 20.30-23.00    sfida ad ostacoli
 
 
Sabato 2 settembre 2017
h 10.30-13.00    percorso al buio
h 11.30-13.00    autovelox umano e salto con l’asta per tutti
h 15.00-17.00    autovelox umano e salto con l’asta per tutti
h 17.00-19.00    gara donne salto con l’asta
h 19.30-20.30    gara team salto con l’asta - time attack
h 21.30-23.30    gara uomini salto con l’asta
 
Fispes
Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali
 
Percorso al buio
guide e atleti non vedenti e ipovedenti condurranno bambini e ragazzi in un percorso a tutta velocitá dimostrando quanto puo’ essere divertente e importante lo sport
 
Gara atleti paralimpici
i nostri fantastici atleti italiani paralimpici reduci dai mondiali di londra si sfideranno in una gara di velocitá
 
Numeri
Dati riferiti all’edizione 2016:
Atleti presenti: 120
bambini e runners under 24 coinvolti (+contatti e-mail): 850
numero di spettatori: circa 5000
Dati attesi:
atleti presenti: 150
bambini e runners under 24 coinvolti: 1000
numero di spettatori: ?
 
Chiediamo
gadget    
contributo tecnologico: rilevatori di velocita’
contributo economico: supporto per due delle nostre atlete under 20
 
Offriamo
visibilità:
- tnt
- gazebo info point 
- gadget   
-    conferenza stampa di presentazione
-    profili social: facebook e instagram  account twitter
-    ufficio stampa & pr
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.