Contenuto Principale

Equitalia: è impreciso dire "rottamazione"

(Laura Giulia D’Orso) E’ iniziato il conto alla rovescia per la rottamazione degli interessi e more ...

Contrordine ragazzi, non è importante imparare le lingue

(Laura Giulia D’Orso) Frequentare un corso di lingua straniera, conoscere il francese, dialogare in ...

Definiti i contributi IVS 2017 di artigiani e commercianti

(Laura Giulia D’Orso) Il contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) è una forma di contribuz...

Le novità del Modello 730/2017

A partire dal 15 Aprile 2017, il modello 730 precompilato verrà messo a disposizione del contribuent...

Comunicazione IVA e liquidazioni periodiche

Il D.L. 193/2016, convertito in L. 225/2016, ha previsto dal 2017 un nuovo adempimento fiscale consi...

  • Equitalia: è impreciso dire "rottamazione"

    Mercoledì 02 Novembre 2016 07:25
  • Contrordine ragazzi, non è importante imparare le lingue

    Giovedì 15 Dicembre 2016 07:28
  • Definiti i contributi IVS 2017 di artigiani e commercianti

    Martedì 21 Febbraio 2017 07:14
  • Le novità del Modello 730/2017

    Venerdì 07 Aprile 2017 06:41
  • Comunicazione IVA e liquidazioni periodiche

    Giovedì 04 Maggio 2017 05:35

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Francesco Totti, Vincenzo Iacopino, Simone Vergassola, Miccoli, Inzaghi e la leva calcistica del ’76. PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 
Martedì 30 Maggio 2017 05:58
170530 fonte ANSA calcio monza(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1998 e la Patria chiamava i giovani della leva del ’76: a pensarla adesso, col senno di poi, direi “ottima” annata”! I migliori che già militavano nelle giovanili delle squadre blasonate del Campionato Italiano, vedi Samp, Roma, Toro, Juve ebbero la possibilità di continuare a potenziare, imparare ed allenarsi restando in ambito sportivo. L’esercito aveva messo appunto una Nazionale Militare in un centro Federale di proprietà dell’Esercito a Cecchignola, Roma, nella zona dell’Agro Romano (ex Municipio Roma XII). L’intento era di competere con altre squadre italiane ed europea sempre sotto l’effige italica dell’Esercito.
 
E fu proprio lì che i quattro giocatori poi diventati compagni, provenienti da regioni tanto differenti, dai caratteri estremamente diversi ma uniti nell’immensa passione per il calcio si conobbero e fecero amicizia. Quella amicizia vera che si coltiva giorno dopo giorno, calcando un campo d’erba sotto la pioggia o sotto il caldo torrido che non dà tregua e che fa degli spogliatoi una tua seconda famiglia.
Questo ricordo vuole essere un omaggio ad una “nazionale” scomparsa: la Nazionale militare di calcio dell'Italia. La nazionale non esiste più da quando la leva non è più obbligatoria.
Oggi, i calciatori possono essere visti come odierni semidei, solo pochi anni addietro gli stessi dovevano ottemperare agli obblighi di leva, come e al pari dei loro coetanei meno celebri e meno bravi nell’arte calcistica.
Sotto lo sguardo vigile e severo di Mister Gennaro Olivieri passarono successivamente anche nomi del calibro di Del Piero, Delvecchio, Cannavaro. Ma tempo qualche anno e fu introdotta la riforma della leva di Andreatta e dal 2000 la nazionale militare non presenterà più alcun professionista.
 
Si racconta che allora Gennaro Olivieri disse: “Siete bravi calciatori e bravi ragazzi: farete una grande carriera. Non abbiamo vinto insieme il Mondiale militare, vincerete da soli quello vero...” Parole sante non furono mai dette!
Il direttore generale del Monza Calcio, Vincenzo Iacopino, intervistato al telefono, ovviamente, di ricordi ed aneddoti ne ha parecchi anche molto divertenti su Totti e non solo, ma si sa da sempre: negli spogliato vige la regola del “nulla trapela all’esterno”. E, quelli se li tiene stretti nel cuore, ma di una cosa Iacopino è certo: già allora Francesco Totti era un ragazzo genuino, buono e aperto. Le dietrologie e i compromessi non facevano parte del suo carattere e mancherà al calcio che conta, non ne ha dubbi! Il suo addio ad un mondo per cui ha dato tutto ed il commiato alla squadra e alla città che lo ha adorato e lo adora è stato un misto di dolore, orgoglio e amore immenso per l’uomo, per il giocatore e per il grande professionista che tutti i tifosi italiani, senza distinzioni di fedi calcistiche, hanno imparato ad amare.
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

Leggi tutto...

 
>