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Partito il Golf Challenge Yamaha PDF Stampa E-mail
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Martedì 23 Maggio 2017 05:12
150831 Golf Club MilanoYamaha Motor ribadisce la propria vicinanza ai valori dello sport e la forte presenza sul territorio nazionale rinnovando il proprio impegno all'interno dell'esclusivo circuito golfistico italiano. Dopo la partecipazione come Official Supplier alla 73° edizione degli Open d'Italia di Golf, principale torneo golfistico italiano e parte integrante dell'European Tour, Yamaha Motor dà vita al primo "Yamaha Golf Challenge", trofeo organizzato da Maggio a Settembre 2017 presso alcuni dei Golf Club più prestigiosi del Bel Paese.
  Quattro weekend, quattro locations meravigliose ed una nuova ed emozionante sfida. Questo è "Yamaha Golf Challenge", prima competizione italiana targata tre diapason che offrirà a tanti appassionati la possibilità di conoscere da vicino molti dei prodotti che rendono oltremodo completa l'offerta di mobilità della Casa Giapponese. Dalla terra all'asfalto fino all'acqua, sarà un'imperdibile occasione per toccare con mano le significative qualità di numerosi modelli appartenenti alle famiglie Yamaha moto/scooter e nautica.
 
In esposizione per tutti e quattro gli appuntamenti e pronti a catturare l'attenzione ci saranno le due attese novità maxi-scooter 2017 TMAX e X-MAX 300, la versatile Sport Tourer Tracer 700, l'agile e compatto due ruote elettrico EC-03, i performanti fuoribordo F200 e F40.
Non potrà mancare naturalmente la nuova golf car Drive2 a due posti, ultimo ritrovato della tipologia di veicoli elettrici Yamaha, massima espressione di innovazione e tecnologia, progettata e realizzata per offrire un'esperienza di guida più agile e performante.  
 
Organizzato con formula di gara 18 buche Stableford HCP 3 Categorie, l'edizione inaugurale del "Yamaha Golf Challenge" avrà inizio questo sabato, 20 maggio, presso il Country Club Castelgandolfo. Seguiranno poi gli appuntamenti presso il Circolo Golf Ugolino (24 giugno), il Golf Club Milano (15 luglio) e il Donnafugata Golf Club Resort & SPA (2 settembre).
 
 
CALENDARIO
20/05/2017 COUNTRY CLUB CASTELGANDOLFO (RM)
24/06/2017 CIRCOLO GOLF UGOLINO (Impruneta, FI)
15/07/2017 GOLF CLUB MILANO
02/09/2017 DONNAFUGATA GOLF CLUB RESORT & SPA (Ragusa)

 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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