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"Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

Un importante evento espositivo in occasione delle celebrazioni del 500.mo anniversario della mort...

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

(Laura Giulia D'Orso). Il 7 Aprile 2004 viene ritrovato l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry abbatt...

Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

(laura Giulia D'Orso). https://youtu.be/EV_Q03zvtkM La Liberazione .... il governo italiano aveva ...

L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

In occasione della prossima Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019, anche i...

  • "Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09

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Sport
S.S. Monza 1912: benvenuto Brocchi PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Ottobre 2018 20:21
(Comunicato Stampa) La S.S. Monza 1912 comunica di aver esonerato il signor Marco Zaffaroni dalla conduzione della prima squadra, lo ringrazia per il lavoro svolto e gli augura I migliori
successi professionali.
La S.S. Monza 1912 comunica infine che da domani la squadra sarà allenata dal Signor Cristian Brocchi, al quale dà il benvenuto e un forte in bocca al lupo.
 
Benfica – Teamservicecar HRC Monza 3-1 PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Ottobre 2018 09:51
hockeyIl Teamservicecar Monza perde 3-1 con il Benfica, uscendo dal Pavillhao Fidelidade di Lisbona tra gli applausi scroscianti del pubblico sportivo del Benfica. Una prestazione maiuscola, che consente ai brianzoli di tornare a casa con zero punti in tasca, ma con una immensa dose di fiducia. Gli uomini di Pedro Nunes hanno avuto la colpa di sottovalutare la giovane squadra biancorossoblu e i suoi giocatori senza ancora un curriculum importante alle spalle. Un dettaglio non da poco, che ha portato i lusitani a soffrire praticamente fino all’ultimo secondo, contro un Monza che ha saputo mantenere un’intensità costante per 50 minuti.
Primo Tempo I ragazzi di Colamaria hanno saputo tenere testa al Banfica per l’intero primo tempo, chiuso con un gisto 0-0, dove il ruolo da protagonista l’hanno avuto i rispettivi portieri, Stefano Zampoli e Pedro Enriques. Il toscano, autore di una prestazione maiuscola, ha fornito una prova di grande maturità, neutralizzando un tiro diretto di Adroher per l’espulsione di Pol Franci e respingendo l’assalto lusitano nel power play.
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gruppo B giornata 8 - Monza Teramo nervosismo e sconfitta PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Ottobre 2018 09:24
zaffaroni 2Giornata nera per l’A.D. Galliani che in tribuna vip con l’amico Fabio Capello vede il Monza perdere dopo la disfatta esterna dei biancorossi al Menti di Vicenza. Il colpaccio del Teramo al Brianteo sul Monza segue di poco quello del Milan contro l’Inter, stesso risultato 0 a 1.
Decisivo, il difensore Nebil Caidi, abile ad insaccare di testa, al 17' del primo tempo su un angolo calciato da Mastrilli. Lo stesso Caidi, poi nella ripresa, salva nei pressi della linea un pericoloso tentativo da parte del Monza. Pegallianir il Monza, il centravanti Cori crea molto ma spreca diverse occasioni. Dietro invece la difesa balla pericolosamente ed ilTeramo con Piccioni, poco prima dell’intervallo, potrebbe già chiudere il match, con il palo che  salva i brianzoli. Negli istanti finali, Negro reclama un calcio di rigore per una trattenuta, ma l’arbitro non concede il penalty.
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Hockey Roller Club Monza intervista a Tommaso Colamaria PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Ottobre 2018 05:46
Tommaso Colamaria, allenatore del Teamservicecar Monza, che disegna il punto della situazione in vista della gara di sabato sera tra Benfica e HRC Monza.
 
"Stiamo lavorando su una cultura che ci deve far giocare ed imporre il nostro gioco e non agire di conseguenza a ciò che l'avversario ci propone"
Le aspettative su questo incontro sono strettamente legate proprio all'esordio in Eurolega, perché siamo consapevoli di doverci confrontare con un livello che rappresenta il top mondiale. Dai miei ragazzi mi aspetto che sfruttino al massimo ogni scelta, ogni situazione, ogni frazione di secondo della partita, con la massima concentrazione, ma senza terrore. Dobbiamo giocare concentrati, ma allo stesso tempo dovremo essere sereni proprio per far proprie tutte queste situazioni di livello superiore che andremo ad incontrare.
 
L'aspetto mentale e l'approccio saranno fondamentali
L'aspetto mentale è il lato fondamentale. Abbiamo pochissimi aspetti tattici da valutare, stiamo lavorando su una cultura che ci deve far giocare sempre allo stesso modo, una strategia che prevede l'imposizione del nostro gioco e non l'agire di conseguenza a ciò che l'avversario ci propone.
Non dobbiamo snaturarci perché renderemo sicuramente meno e saremo meno efficaci in ogni zona della pista. Quindi testa libera ed equilibrata, mentre sgombra, la loro velocità d'esecuzione dev'essere contrastata solo con la velocità mentale delle scelte, in contrasto con la varietà di scelte che loro proporranno.
 
Sono le partite che tutti vorrebbero giocare
In gare di questo genere non servono motivazioni: queste sono le partite che tutti vorrebbero giocare. Ad essere sincero sono le gare più mi mettono nostalgia del passato. Beh, generalmente non sono un "nostalgico", ma queste gare me lo fanno ricordare e so per certo che tutti quelli che non le giocano vivono attimi di comprensibile invidia.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.