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Sport
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco PDF Stampa E-mail
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Lunedì 06 Maggio 2013 10:40
 
130506 Pro Patria Monza(Laura G. D’Orso) L’origine del detto, divenuto famoso grazie al sempre vulcanico mister Trapattoni, sembra risalga all’assedio di Chioggia da parte della repubblica di Genova che aveva al soldo un ingente numero di truppe dei Fieschi. Il simbolo del loro stendardo era un gatto e in attesa di saccheggiare la città di Chioggia, le truppe scaramanticamente aspettarono ad lanciare il loro grido di guerra.
Ieri, allo Speroni, il Monza ha assediato e poi espugnato la “fortezza bustocca”. Un Monza volitivo e mai indomito ha tenuto testa e poi sconfitto l’Aurora Pro Patria, che aveva già preparato armi e bagagli per lasciare la C2 e trasferirsi in C1 Legapro.
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I filoni infiniti del calcioscommesse PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 17 Aprile 2013 07:37
Pallone da calcio standard(Laura G. D’Orso) Gli organi del processo sportivo, cioè la Commissione Disciplinare prima e la Corte Federale poi, rivendicano da sempre la libertà di poter decidere autonomamente come perseguire la giustizia sportiva. Quindi sostanzialmente, il sistema di valori in ambito sportivo riconosce sì, il diritto di difesa, ma non necessariamente quello del “giusto processo”, il quale invece fa espresso riferimento al fatto che la difesa “abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico” (Costituzione Italiana, Sezione II, Norme sulla giurisdizione, art. 111). I differenti filoni che si sono susseguiti ci hanno però consegnato una giustizia sportiva molto poco credibile.
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Per un pugno di euro… PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Gennaio 2013 18:38
monza calcio(Giancarlo Besana) Domenica scorsa a Bassano sono stato inerme testimone di una rapina, sia pure soltanto calcistica. O quanto meno di una palese ingiustizia, a non volerla mettere giù troppo dura. Nel finale di gara l’arbitro Ceccarelli ha letteralmente regalato un calcio di rigore alla squadra di casa consentendole di rimediare un pareggio che difficilmente a quel punto - stante la sicurezza con cui il Monza stava gestendo il vantaggio conferitogli dal gol realizzato da Vita nel primo tempo - avrebbe potuto conseguire.
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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