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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Sport
Il Teamservicecar chiude il girone di andata all'ottavo posto. PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Dicembre 2018 15:23
Il Teamservicecar strappa un pareggio (4-4) al Breganze e chiude il girone di andata all'ottavo posto.
Torna a far punti la formazione di Tommaso Colamaria, che deve inseguire il Breganze per 50 minuti e alla fine strappa un pareggio per 4-4. Un punto a testa che ha due punti di vista distinti: "punto guadagnato" contro una squadra che può tranquillamente ambire ad uno dei primi tre posti. Oppure "punto perso", con una rete divorata da Nadini e, nel finale, un palo interno di capitan Martinez, colpito in inferiorità numerica a Sgaria battuto.
 
Il girone di andata viene concluso in un'ottava posizione, che però non vale la qualificazione alle Final8 di Coppa Italia: il Trissino in qualità di organizzatore dell'evento potrà disporre di una  wild card a danno proprio dei ragazzi di Colamaria.
Ma in casa Monza non si fanno drammi e gli obiettivi non mancheranno, con la qualificazione ai quarti di Eurolega e ai playoff che restano sempre a portata di mano.
Un Monza che deve sempre rincorrere
La cronaca del match è intensa e si apre dopo 1'45" al primo tiro in porta di Lucas Martinez, che sfugge in progressione a Zucchetti e fa secco Zampoli con tiro beffardo.
 
La coppia Ferrari – Uggeri è inflessibile, eppure a fine gara verranno fischiati solo 8 falli complessivi. Il primo arbitro toscano pesca Cocco in tre infrazioni e lo punisce con continuità: al 4' lo espelle per un aggancio di bastone su Pol Franci, ma Nadini colpisce la traversa, poi, a termine power play, lo stesso Franci stampa sul palo un tiro a portiere battuto.
Al 9' Zampoli si riscatta dell'errore iniziale, compiendo un miracolo su Muglia. Il Monza fatica ad entrare in partita, riuscendoci solo dopo il raddoppio ospite, che matura al 12': contropiede gestito da Cocco, con assist no look di Mitjans insaccato al volo da Teixidò. Per l'ex S.Omer anche due pali colpiti.
Il titolo di MVP se lo contendono proprio l'esperto Mitjans, dal cui bastone partono tutte le azioni dei rossoneri, Julian Martinez, come sempre onnipresente e Pol Franci, che non entrerà nel tabellino dei marcatori, ma compie azioni difensive perfette, creando pericoli continui: quando il talento catalano riuscirà ad aumentare la percentuale realizzativa saranno veramente guai per tutti.
Trascorso il primo quarto d'ora il Monza trova il pareggio con due tiri di rigore: prima con una chirurgica realizzazione di Lazzarotto, poi con un beffardo tiro centrale ad opera di Galimberti. I due falli sono proprio ad opera di Cocco, decisamente in "giornata no" nel rapporto con Ferrari.
 
Una ripresa divertente
Il secondo tempo si apre esattamente come il primo: scorribanda di Lucas Martinez e tiro non irresistibile che beffa Zampoli su suo palo. Il Monza comunque gioca un buon hockey e pareggia grazie a Julian Martinez, abile a girare sotto l'incrocio un assist di Franci.
I padroni di casa appaiono più freschi rispetto agli ospiti, ma sfortunati. Martinez colpisce il terzo legno e Zucchetti viene anticipato a porta vuota: transizione di Mitjans e tiro che fa secco Zampoli per il 3-4.
Il Teamservicecar deve rimontare per la quarta gara consecutiva e questa volta lo sforzo viene premiato, con il capitano biancorossoblu che trova la conclusione del definitivo 4-4.
Nel finale il Monza potrebbe vincere, nonostante il blu affibbiato a Franci. Così Nadini fallisce un gol a porta spalancata su assist di un infaticabile Julian Martinez. Zampoli salva sul tiro diretto dell'ex Martinez e poi su Mitjans nel power play: proprio con l'uomo in meno arriva l'occasione della vita: Julian Martinez sradica una pallina e fugge in testa a testa con Sgaria, ma colpisce il palo interno.
Il match si chiude con un pareggio che non lascia nessuno scontento, anche se un filo di amaro in bocca in casa monzese rimane.
 
Sarzana – Teamservicecar HRC Monza 7-4 (3-2) PDF Stampa E-mail
Domenica 23 Dicembre 2018 07:06
Il Teamservicecar perde 7-4 a Sarzana e dice addio ai sogni di Final8 di Coppa Italia.
La penultima di andata finisce 7-4 per il Sarzana e il Monza perde l'ultimo treno utile per la qualificazione alla Final8 di Coppa Italia. La sconfitta degli uomini di Colamaria matura al termine di una gara equilibrata, dove la differenza l'hanno fatta gli episodi e, in sostanza le sanzioni, con ben 7 minuti di superiorità numerica in favore dei padroni di casa e i relativi tiri da fermo. Il divario di tre reti è pesante, ma la prestazione del Teamservicecar è tutt'altro che negativa.
Primo tempo divertente
Pronti, via, Rampulla parte in slalom, Zucchetti interviene scomposto: per Galoppi è rigore, che Borsi trasforma rasoterra. Il gol non crea un contraccolpo psicologico ai ragazzi di Colamaria, che nell'azione successivamente colpiscono la traversa con Ollè.
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I Biancorossi faticano anche col fanalino di coda: 1-1 PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Dicembre 2018 11:05

brocchiReginaldo evita la figuraccia al Monza, biancorossi (non pervenuti nella prima frazione) di gioco. La partita finisce in parità grazie alle reti di Kouko e Reginaldo. Brocchi: "In questo momento non è facile allenare il Monza" … sarà!

La partita tutta in discesa contro i bergamaschi ultimi in classifica, giocata in un clima gelido, è invece terminata in parità. Il Monza ha giocato tutto il secondo tempo nella metà campo avversaria, ma dopo aver agguantato il pareggio, non è riuscito a trovare il gol della vittoria. La sensazione è che la squadra di Brocchi sia incapace di proporre ed inventare e si sia resa conto troppo tardi di avere certamente nelle sue corde i mezzi per portare a casa una vittoria che sarebbe stata veramente preziosa. E anche il fanalino di coda Albinoleffe torna a casa con un bel punticino… bravi i ragazzi di Marcolini.

I brianzoli che con proclami faraonici in Assolombarda dovevano puntare alla vetta della graduatoria invece di risalire stanno scivolando sempre più in basso. Molti i fischi della tribuna e della cueva indirizzati perlopiù a Mister Brocchi.

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HRC Monza intervista a Zampoli PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Dicembre 2018 07:34
Il derby non potrà mai essere una partita come le altre. I tempi cambiano e le generazioni hanno modi di vivere le attese assai differenti rispetto al passato, ma Monza - Lodi porta ancora con sé il fascino di una sfida elettrizzante.
 
Il passato è lontano, eppure a volte vien bene scomodarlo, soprattutto quando vengono narrate epiche battaglie. Perché sabato sera, con l'Amatori Lodi appena disarcionato dalla prima posizione e il Teamservicecar lanciato verso la qualificazione alle Final8 di Coppa Italia, l'adrenalina scorrerà a fiumi, com'è giusto che sia.
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.