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"Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

Un importante evento espositivo in occasione delle celebrazioni del 500.mo anniversario della mort...

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

(Laura Giulia D'Orso). Il 7 Aprile 2004 viene ritrovato l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry abbatt...

Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

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L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

In occasione della prossima Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019, anche i...

  • "Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09

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Sport
VITTORIO BRAMBILLA IL MAGO DELLA PIOGGIA grazie agli autori monzesi Enzo Mauri e Walter Consonni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 27 Febbraio 2019 10:03
 

Vittorio Brambilla, uno deiLocandina presentazione libro più grandi piloti italiani, è stato uno degli ultimi, se non proprio l'ultimo, dei "piloti romantici". Non importa se alla guida di una moto, di un kart, di una monoposto di F.3, F.2, F.1, di un Prototipo o di una vettura Turismo.

Lui correva per soddisfare la sua innata passione di gareggiare, sempre ad alta velocità. Spesso riusciva ad andare più forte degli avversari, anche di quelli che disponevano di mezzi meccanici e finanziari decisamente superiori ai suoi, ma era quasi sempre una battaglia, dai mille risvolti umani, tecnici e strategici.

Portava immancabilmente in pista quello che lui era nella vita di tutti i giorni, in officina a riparare le macchine di serie dei clienti o le monoposto del fratello maggiore Tino, come al bar ad organizzare i più incredibili scherzi o le sfide più impossibili tra gli amici, tutti amanti dei motori e, in particolare, delle motociclette.                                                                                                                                                           

 

 
Provetto ballerino di rock and roll e di boogie woogie (strepitosa esibizione serale nel salone dell'albergo a Long Beach, in occasione di  un G.P. di F1 degli Stati Uniti d'America-Ovest),  il driver monzese era soprattutto uno sportivo nato che sapeva distinguersi in ogni disciplina, dall'hockey a rotelle al ciclismo, dallo sci alle bocce, dal motociclismo all'automobilismo, passando per i kart.
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Il Monza di Anastasio riporta in alto la squadra PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Febbraio 2019 09:58
 

monza fanoMonza - Fano si gioca oggi per la decima volta: l'analisi dei precedenti tra queste due squadre ci parla di quattro vittorie brianzole contro due affermazioni marchigiane, dunque i pareggi sono tre. Tutte le sfide terminate con segno X hanno avuto lo 0-0 come risultato finale; l’ultima partita, quella dello scorso ottobre, è stata vinta dal Monza che si è imposto in trasferta grazie ai gol di Tommaso Ceccarelli e Simone Iocolano (oggi alla Virtus Entella, nel girone A di questa stessa serie C)

La 28’ giornata del girone B vede il Monza di Mister Brocchi affrontare nel girone di ritorno nuovamente il Fano reduce da una bella vittoria interna. Una gara alla quale i ragazzi di mister Epifani si sono presentati vogliosi di conquistare altri punti preziosi in chiave salvezza e per dare continuità agli ultimi risultati positivi ottenuti contro Teramo e Sambenedettese.

Freddo pungente, vento forte e partita in “chiaroscuro”, complice l’ora di inizio del match e i due tempi giocati totalmente in maniera differente. Le urla di Mister Brocchi riscaldano il pubblico infreddolito e gli affanni del Monza. Il primo tempo si chiude con un brutto gioco dei biancorossi, poca grinta in campo e poche azioni. Il Fano riesce a mettere più volte in difficoltà il portiere Guarda.

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Hockey: UVP Bassano – Teamservicecar HRC Monza 7-7 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Febbraio 2019 19:46
PT 2' Franci, 15' Barbieri, 17' Nadini, 24' Franci (Pun). ST 1'45" Crespo, 2'41" Scuccato, 3' Zucchetti, 4' Franci, 11' Nadini, 11'15" Panizza, 17' D. Neves, 21' Baggio, 22' Franci.
Il Teamservicecar pareggia 7-7 a Bassano e guadagna un punto che lo mantiene ampiamente in corsa verso l'ottava posizione, anche alla luce del pareggio ottenuto dal Trissino nel derby con il Valdagno. Per i ragazzi di Colamaria si è trattato di una gara difficile, dettata anche dalla questione "psicologica" di avere in porta Lorenzo Uboldi, debuttante assoluto nella categoria. La sua prestazione è stata positiva ed anche grazie all'aiuto dei compagni è riuscito a superare la crisi di metà ripresa.
 
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Hockey: Teamservicecar HRC Monza – H. Sandrigo PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Febbraio 2019 07:36
Vince e convince il Teamservicecar, che batte 6-2 il Sandrigo e si mantiene in ottava posizione, raggiungendo il Trissino, con il Sarzana lì a due sole lunghezze. Per i ragazzi di Colamaria è un risultato che consente di lavorare con tranquillità in vista della gara contro il Benfica, il big match stagionale che si giocherà il prossimo sabato al PalaRovagnati.
 
La partita contro i Veneti non verrà certo ricordata per la spettacolarità del gioco, ma regala ampi spunti d'interesse. Innanzitutto la ritrovata vena offensiva di Nadini, che realizza la seconda tripletta stagionale dopo quella al Montreux e si mostra in ottime condizioni. Bene anche Pol Franci, che infila la rete del pareggio al termine di una sua "classica" incursione laterale. Da segnalare con il circoletto rosso anche i debutti di Sebastiano Schena e Lorenzo Uboldi. L'attaccante, che aveva già trovato spazio con il Montreux, ha rimediato un blu e fallito un paio di nitide occasioni, frutto di un'evidente emozione. Ottimo invece l'esordio del portiere, che a freddo si è esibito in un grande intervento su Cacau, parandone il tiro diretto.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.