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Sport
Nuovi arrivi e pesanti partenze nel Monza targato Galliani PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Gennaio 2019 11:09

140721 monza calcio

Good news bad news.

Il Monza 1912 comunica di aver ceduto a titolo temporaneo al Giana Erminio il giocatore Maicol Origlio (difensore – nato a Torino il 17/2/1997). Prodotto del vivaio del Torino era al Monza dalla stagione 2016/2017. Con il Club biancorosso ha vinto un campionato di Serie D, lo scudetto della Serie D e haconquistato I playoff di serie C nella scorsa annata. Inoltre viene ceduto a titolo definitivo alla Società U.C. Albinoleffe il giocatore Ruggero Riva (difensore – nato a Ponte S.Pietro il 24/7/1990). Ottima prestazione in questi anni, difatti dal 2016/2017 e nei primi sei mesi di questa annata, anche Riva è stato uno dei titolari inamovibili delle ultime stagioni culminate con lo scudetto della serie D, la promozione in Serie C e la conquista dei playoff nello scorso campionato. Esempio di correttezza in campo e fuori, anche a lui vanno i ringraziamenti e gli auguri per il proseguo della sua carriera.

Il Monza 1912 comunica di aver di aver acquisito le prestazioni sportive del giocatore Armando Anastasio (difensore – nato a Napoli il 24/7/1996). Proviene a titolo temporaneo dalla S.S.C. Napoli, dove è cresciuto nel settore giovanile. La sua carriera calcistica lo ha visto indossare le maglie di Padova e Albinoleffe in Lega Pro e di Parma e Cosenza in Serie B. Il Monza 1912 comunica di aver di aver acquisito le prestazioni sportive del giocatore Andrea Palazzi (centrocampista – nato a Milano il 24/2/1996). Proviene a titolo temporaneo dalla Società F.C. Inter, dove è cresciuto nel settore giovanile. La sua carriera calcistica lo ha visto indossare le maglie di Livorno (serie B), Pro Vercelli (serie B) e Pescara (serie B), club nel quale ha militato nei primi sei mesi della corrente stagione. Un'altra cessione a titolo definitivo alla Società A.C. Renate il giocatore Denis Caverzasi (difensore – nato a Como il 9/8/1994). Caverzasi, al Monza nelle due ultime stagioni e nei primi sei mesi di quella corrente, è stato uno dei protagonisti della trionfale campionato che ha riportato il Monza nel calcio professionistico e a lui va un grosso 'in bocca al lupo'.

Il Monza 1912 comunica di aver ceduto alla alla Società A.S.Giana Erminio il giocatore Jefferson Andrade Siqueira (attaccante – nato in Brasile il 6/1/1988).Jefferson passa al Club biancazzurro, militante nel Girone B della Serie C, a titolo temporaneo.

Il Monza 1912 comunica di aver ceduto alla alla Società U.C Albinoleffe il giocatore Sacha Cori (attaccante – nato a Viterbo il 12/5/1989).Cori passa al Club bergamasco, militante nel Girone B della Serie C, a titolo

temporaneo giusto il tempo per averlo "contro" nel girone di ritorno.

Parte il Capitano Guidetti a titolo definitivo all Società Feralpisalò, il giocatore centrocampista – nato a Como il 5/6/1986) lascia un segno profondo nella storia del Club biancorosso e nel cuore dei tifosi e a lui va il ringraziamento della Società per aver contribuito, indossando con fierezza la fascia da capitano per due stagioni e mezzo, alla rinascita del Monza e del suo ritorno nel calcio professionistico

Il Monza 1912 comunica di aver acquisito le prestazioni sportive del giocatore Filippo Scaglia (difensore - nato a Torino il 31/1/1992).Cresciuto nel settore giovanile del Torino, ha maturato le prime esperienze tra i professionisti con le maglie di Bassano (serie C) e Cuneo (serie C). In seguito il passaggio al Cittadella, dove gioca le ultime 6 stagioni (1 in serie C e 5 in Lega Pro) raggiungendo più di 100 presenze nella serie cadetta. Il difensore si è legato al Monza fino al 30 Giugno 2021.

 
Hockey: Eurolega - intervista a Marc Ollè PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Gennaio 2019 10:58
Catalano, nato a Reus nel 1992, veste per la seconda stagione la maglia del Monza, con cui ha totalizzato 41 presenze segnando 35 reti. Lancia un invito ai monzesi "Abbiamo bisogno di voi!"
Focoso, con sangue ispanico che ribolle nelle vene. Carismatico e impetuoso come solo i catalani convinti possono esserlo. Così è Marc Ollè, prendere o lasciare. Lui ha sempre lottato per questo Monza, una squadra che sente sua: questa maglia è la sua seconda pelle, non c'è discussione. La partita di sabato con il Montreux è una sfida da vincere, costi quel che costi. Un successo proietterebbe il Monza nella miglior situazione possibile per ospitare il Benfica e andare poi a San Sadurnì d'Anoia a giocarsi un accesso ai quarti di Eurolega.
 
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Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso? PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 16 Gennaio 2019 14:09

(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.

 
Valdagno 1938 – Teamservicecar HRC Monza 5-2 PDF Stampa E-mail
Domenica 13 Gennaio 2019 07:34
Il Teamservicecar perde ma non sfigura contro il Valdagno, che sfrutta tutta l'esperienza possibile e ottiene un successo numericamente troppo ampio rispetto a quanto visto in pista.
 
Primo tempo equilibrato, con padroni di casa che chiudono avanti 2-0 sfruttando altrettanti errori difensivi dei brianzoli, che mostrano una classica difesa alta e asfissiante, ma vengono puniti nelle uniche due sbavature.
Il Valdagno passa praticamente al primo tiro: dormita della difesa e Pallares sbuca alle spalle di tutti beffando Zampoli sotto i gambali.
La squadra di Vanzo propone le classiche ripartenze "da mal di testa" di gente dalla comprovata esperienza e tecnicamente eccelsa come il trio Tataranni – Centeno – Gimenez, con quest'ultimo che infila il 2-0 con un bel sottogamba sotto l'incrocio dei pali. Curiosamente la prima vera respinta di Zampoli giunge al 12', dopo un palo esterno di Ollè e una giocata in alza e schiaccia di Zucchetti, che poi spara alto il successivo tap-in.
Dall'altra parte Zampoli compie un miracolo al 16', quando toglie letteralmente dalla porta un tiro a botta sicura di Centeno.
Al 18' il Valdagno cala d'intensità e la traversa interna di Nadini potrebbe riaprire la gara, così come un miracolo di Trabal nega la rete a Pol Franci, che al 22' stampa sul palo esterno una conclusione da destra.
 
Secondo tempo
La ripresa si apre con l'ennesimo episodio sfortunato per i brianzoli: palo interno clamoroso di Ollè, il cui tiro bacia il montante ma esce di un soffio a Trabal battuto. Il portierone catalano viene chiamato in causa con grande continuità, ma è un muro che non si abbatte, con Amato abile a sbrogliare sulla riga una situazione complessa, con Trabal fuori causa.
Nei sei minuti iniziali il Monza gioca da grande squadra e all'8' potrebbe riaprire la contesa. Un  fallo di Pallares su Ollè genera due rigori consecutivi falliti da Zucchetti e Martinez. Sulla ripartenza arriva puntuale la beffa: Gimenez viene steso da Ollè, blu per il catalano e trasformazione del 3-0 dell'argentino.
 
La gara potrebbe sembrare chiusa, ma non per i ragazzi di Colamaria, che in meno di un minuto firmano il 3-2 con un gol di Pol Franci, bravo a saltare Trabal e depositare nel sacco e con Zucchetti, abile a ribattere in rete in power play. La gara continua sulle ali dell'equilibrio, con padroni di casa che perdono una grande quantità di palline.
 
Così ad ogni azione il Monza crea un pericolo e la rete del pareggio sembra nell'aria. Ma come spesso accade, tra una squadra esperta e una meno, è quella con maggior chilometri sulle ruote dei pattini e chiudere i conti, grazie ad un diagonale di Pallares, che da destra pesca un potente rovescio, mentre il gol di Gimenez è buono solo per le statistiche.
 
Valdagno: Trabal, Amato, Refosco, Pallares, Gimenez, De oro, Tataranni, Centeno, Zambon, Bigarella All. Vanzo.
HRCM: Zampoli, Zucchetti, Lazzarotto, Ollè, Franci, Schena, Galimberti, Martinez, Nadini Viscardi. All Colamaria.
Arbitri: Fronte, Hyde.
Reti PT 3'45" Pallares, 8' Gimenez ST 7' Gimenez (tiro diretto), 8'10" Franci, 8'30"Zucchetti, 18' Pallares, 23' Gimenez.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».