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Gli eroi romantici del Mortirolo

(Laura Giulia D’Orso). Un nuovo esploratore. Un eroe. Un campione. L’ultimo romantico. Dal primo m...

La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

Niki Lauda, la leggenda della Formula 1, si è spento il 20 maggio in una clinica svizzera. Aveva 70 ...

Novità nel club: un nuovo fisioterapista e un differente asset nel settore giovanile

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SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

Sabato 8 giugno, con il Corteo storico, inizia la seconda edizione del «Summer Monza 2019», il gra...

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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
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Sport
L’International Football Board cambia il calcio dal 2020 PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Giugno 2019 08:30

ifabL’organo che stabilisce le regole di gioco ha approvato modifiche ai regolamenti: dalle rimesse dal fondo, alle punizioni, dalle sostituzioni alle espulsioni, ecco come si trasformano le partite di tutti i campionati a partire da quest’estate.  Ecco di seguito le nuove regole Ifab 2020

1) Rinvio del portiere e palla in gioco in area. Finora il difensore in difficoltà aveva un trucchetto a disposizione: quando, sulla rimessa dal fondo, riceveva palla dal portiere, al limite dell’area, gli bastava toccarla prima che uscisse dall’area dei 16 metri per annullare il pressing dell’ attaccante. L’ arbitro era costretto a ordinare un nuovo rinvio.

Ora si cambia. Il difensore può stare in area: appena il portiere tocca palla per passarla, però, l’attaccante può entrare.

2) Sostituzione dalla linea di campo più vicina. Basta con le perdite di tempo per i cambi, con quei giocatori che si spostano verso il calcio d’ angolo per rallentare il rientro. L’arbitro potrà ordinare l’ uscita dalla zona più vicina al sostituito.

3) Cartellino giallo per gli allenatori. Fino ad ora gli allenatori che protestavano o violavano il regolamento potevano solo essere espulsi. Adesso ci sarà anche l’ammonizione. (Con più cartellini gialli arriverà la squalifica come per i giocatori). E il cartellino rosso dovrebbe causare un turno di squalifica.

4) Basta avversari in barriera: distanza minima un metro: non sarà più possibile per i giocatori di una squadra cui è stata assegnata una punizione al limite dell’area entrare nella barriera della squadra rivale, disturbare i difensori e creare confusione.

Si potrà stare davanti, dietro o ai lati della barriera, ma almeno a un metro di distanza.

5) Rigore, il portiere avrà un piede oltre la linea di porta

Oggi è difficile che un portiere, al momento di un calcio di rigore, resti immobile sulla linea di porta. Con le nuove regole il portiere avrà ora la possibilità di avere un piede oltre la linea. Se i piedi oltre la linea saranno due il Var potrà intervenire e far ribattere il rigore in caso di parata.

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Torneo: “ XX° Torneo TIRA & AMMIRA” :Barruccabna Palafamiglia PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Giugno 2019 08:00
cccccGiovedì 30 maggio presso il Palafamila di Baruccana si è tenuto il ventesimo anno del torneo di basket “tira e ammira” a cui partecipano diverse squadre. Questo lungo percorso nasce dal desiderio di vivere l’esperienza dello sport come un’occasione di gioco e di crescita. Le parole d’ordine sono: AMICIZIA ed INCONTRO.
Ecco quello che ci raccontano alcuni dei nostri atleti Federico: non vedo l’ora che arrivi il giorno della partita! Provo contentezza quando la squadra vince! Mi viene da urlare Gianluca: un’esperienza fantastica. Anche se ho paura di sbagliare il mio coach mi dice che non importa se sbaglio e così mi sento forte. Abbiamo conosciuta tanti amici! Angelo: mi piace tanto giocare: palleggio e faccio canestro, ci sono tanti giocatori.
Quello che si percepisce, non solo durante la partita, ma anche nei momenti di allenamento e preparazione è un’atmosfera di piacere e benessere. Non importa quanto si è bravi o il punteggio finale, ma lo stare insieme e il fare squadra.
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Una sorpresa sul banco per i bimbi che iniziano la scuola primaria iniziativa del Calcio Monza per i PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Giugno 2019 08:48

Monza 1912 presentazione 2018Si è svolto la mattina del 6 giugno, in Comune l’incontro di programmazione tra i dirigenti scolastici delle scuole primarie della città e i funzionari del Settore Istruzione: al centro della riunione la condivisione del piano formativo per il nuovo anno scolastico e il confronto sui progetti didattici ed educativi da programmare. All’incontro, al quale hanno preso parte anche il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore Pierfranco Maffè, ha partecipato anche, in rappresentanza dell’AC Monza, il direttore operativo Daniela Gozzi. Quest’ultima ha illustrato alle scuole le iniziative avviate dalla Società in campo sociale, con particolare riferimento all’educazione: “Mentre la squadra sta crescendo sotto il profilo sportivo, stiamo investendo anche su progetti mirati di responsabilità sociale, su precisa indicazione dei vertici societari, a partire dai percorsi formativi dedicati ai più piccoli”.  La collaborazione. Dalla stagione 2019-2020 il Calcio Monza avvierà un percorso specifico in collaborazione con il mondo delle scuole monzesi, offrendo un supporto concreto ai docenti per sfruttare la visibilità del calcio in chiave educativa. Al centro del progetto i modelli positivi e i valori della sobrietà, del senso civico e dell’educazione quali pilastri del nuovo corso varato dalla Società. Una sorpresa sul banco. Per avviare il dialogo con i più piccoli la squadra donerà a tutti gli iscritti al primo anno della scuola primaria – 1238 bambini di Monza – un astuccio completo con il materiale didattico e di cancelleria necessario, insieme a un ‘messaggio di Benvenuto’ che anticipa il pacchetto di iniziative formative pensate ad hoc e rivolte ai più piccoli, oltre all’invito ad assistere a una partita del Monza allo stadio Brianteo. “Esempi positivi da seguire, amore per lo Sport, senso di appartenenza: è bello che la squadra di calcio cittadina lavori anche su questi temi – aggiunge il Sindaco Dario Allevi – In attesa dei risultati sportivi che tutti ci auguriamo il Monza Calcio si conferma un partner indispensabile anche a sostegno delle politiche educative.

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Galliani carica il Monza e prepara l’impresa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Maggio 2019 11:03

brocchiI Biancorossi ad Imola devono battere l’Imolese con 3 gol di scarto dopo l’1-3 al Brianteo. Sarà una partita speciale, da dentro o fuori, quella che si vuole regalare questa sera ai tifosi monzesi. Mister Brocchiè carico, il Monza va a caccia di un’impresa difficile. La squadra di Cristian Brocchi deve assolutamente battere l’Imolese con tre gol di scarto nei novanta minuti, i tempi supplementari non sono contemplati per ribaltare la brutta sconfitta dell’andata al Brianteo per 3 a 1 e centrare la semifinale playoff.

Adriano Galliani per caricare i  ragazzi, ha preso spunto dai recenti ribaltoni e colpi di scena visti in Champions League. Certo, altre squadre e altre categorie. L’A.D.Galliani ieri incontrato la squadra ed ha parlato con capitan Andrea D’Errico per tastare il morale.

«Perché ci crediamo? Perché il risultato dell’andata è bugiardo: fino a metà ripresa se c’era una squadra che doveva segnare la seconda rete quella era il Monza. Il Monza non è certo inferiore. E poi non dimentichiamo che a Imola in campionato abbiamo già segnato tre gol», subendone però uno. Perfezione, la partita studiata meticolosamente, la fortuna non cieca…. In campo ci sarà un Monza pieno d’orgoglio. “Sono stato un giocatore e so che la possibilità di poter ribaltare un risultato che sembra non lasciarti scampo è qualcosa di molto magicoe possibile”.

Servirà la partita perfetta. E lo sa bene Mister Cristian Brocchi

 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.