Contenuto Principale

Aspettando la Formula tra tradizione ed innovazione

In vista di #MonzaFuoriGP2019, da giovedì 5 a domenica 8 settembre, l’appuntamento dedicato al più...

La 12 ore di Monza fa la storia con Colnago

Si terrà di fine state, in  notturna andamento lento, non vuole essere unq competizione, a volte and...

La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

Niki Lauda, la leggenda della Formula 1, si è spento il 20 maggio in una clinica svizzera. Aveva 70 ...

In arrivo gli "Angeli del Parco" di Monza

Gli articoli 20 e 27 del Regolamento del Parco di Monza e dei Giardini Reali sono chiari: i cani dev...

SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

Sabato 8 giugno, con il Corteo storico, inizia la seconda edizione del «Summer Monza 2019», il gra...

  • Aspettando la Formula tra tradizione ed innovazione

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • La 12 ore di Monza fa la storia con Colnago

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • In arrivo gli "Angeli del Parco" di Monza

    Sabato 07 Ottobre 2017 09:50
  • SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

    Sabato 07 Ottobre 2017 10:00

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Sport
Tommaso Colamaria presenta la nuova stagione PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Agosto 2019 10:30

hockey2019Un inizio di agosto al lavoro per Tommaso Colamaria, che nel ritiro di Recoaro terme sta preparandola Nazionale Under 17 all’Europeo di Torres Vedras, che si giocherà la prima settimana di settembre.

Gli stage con le nazionali giovanili impegnano le estati del C.T. ormai da diversi anni, ma mai come in questa la situazione del suo Monza gli consente di vivere l’esperienza azzurra con molta tranquillità “La squadra è stata confermata in blocco – esordisce Tommy - perché abbiamo fiducia in tutti i nostri ragazzi. Inoltre abbiamo rinforzato la struttura societaria, inserendo un nuovo massaggiatore, un preparatore atletico e ingaggiando Farinola, che sarà il mio alter ego nei momenti di assenza”.

La programmazione di settembre è ormai definita – a breve vi forniremo le date dei test match e dei tornei a cui prenderà parte il Teamservicecar – ma resta da vedere quale sarà il ruolo del Monza in campo europeo, che verrà definita solo il prossimo 16 Agosto “Il ripescaggio in Eurolega ci consentirebbe di continuare il percorso iniziato nella scorsa stagione – prosegue il C.T. -. L’esperienza precedente è stata molti positiva: abbiamo ottenuto un bilancio pari tra vittorie e sconfitte, battuto il Noia (secondo nella Ok Liga) e vissuto situazioni tattiche e ambientali importanti. Se invece dovessimo disputare la WSE Cup, ci giocheremo le nostre carte per arrivare in fondo, senza problemi”.

Il Teamservicecar arriva con un anno di esperienza in più: 32 gare di livello, a cui va aggiunta la Federation Cup chiusa lo scorso giugno “I nostri ragazzi hanno una stagione di serie A1 in  più sulle spalle, nel corso della quale hanno acquisito esperienza e una maggiore maturità. Finora abbiamo pagato il nostro dazio in ogni manifestazione: adesso è giunta l’ora di raccogliere quanto seminato in questi anni”.

Leggi tutto...
 
Si aprono spazi in Europa per il Teamservicecar Monza PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Luglio 2019 06:01
Nei giorni scorsi la FISR ha richiesto all'HRC Monza e ad alcuni club di A1 la disponibilità a disputare le coppe europee per la stagione 2019/2020. In particolare è stata richiesto un nulla osta a prendere parte all'Eurolega, competizione a cui pare che ad oggi accedano solo Forte dei Marmi (campione d'Italia e partecipante d'obbligo) e Amatori Wasken Lodi. In base alle rinunce e alle seguenti disponibilità, che sono di fatto "a cascata" rispettando la graduatoria della stagione 2018/19, verranno determinate anche le partecipanti alla WSE Cup, l'ex "Coppa CERS".
 
Leggi tutto...
 
The British traditional elegance del campo verde di Wimbledon PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Luglio 2019 07:02
 b mA qualche chilometro dal centro di Londra, nel “All England Lawn Tennis and Croquet Club”, si sta tendendo uno dei più prestigiosi ed antichi tornei del mondo nato nel 1877. Caratteristica che lo rende unico, oltre ad una etichetta rigorosa e mai scalfita dal tempo è il manto in erba vera su cui gli avversari si incontrano. Singolare maschile e femminile, doppio maschile, femminile e misto, juniores maschile e femminile. Il vento oggi sposta i ciuffetti più lunghi, ma a Wimbledon il tempo è sovrano ed anche la Regina Elisabetta e i Reali che assistono in tribuna lo sanno. Le gocce d’acqua sparse sul campo si aggrappano ai singoli fili d’erba. Le palline escono dai tubi e si poggiano sul verde tappeto erboso, a riposare, soddisfacendo quel contrasto cromatico molto vittoriano, molto estivoTerzo torneo del Grande Slam in ordine cronologico annuale, preceduto dall'Australian Open e dagli Open di Monte Carlo e seguito dagli US Open. Unico Slam ad essere giocato sull'erba, si tiene annualmente tra giugno e luglio a Wimbledon nell'arco di due settimane, iniziando, secondo la tradizione, sei settimane prima del primo lunedì di agosto.
feder 2Il terzo match in programma due giorni fa sul Centrale era quello che poteva regalare a Matteo Berrettini (numero 17 del ranking mondiale) l’ingresso nella leggenda. Il 23enne romano sfidava Sua Maestà Roger Federer, numero due, otto volte vincitore a Londra e uomo dei record, arrivato con successo ai quarti di finale (6 1, 6 2, 6 2). Ma va bene così!

I sacri campi di Church Road aprono i battenti per le due settimane più alla moda. Wimbledon e Londra si mettono il “vestito della festa”. Le due settimane londinesi sono l’unico momento di innato talento per i tennisti ancora restìi alla muscolatura da culturisti, quelli che prendono la racchetta in mano con la sensibilità del pittore e il suo pennello. Del musicista e della sua chitarra. Le due settimane in cui lo strumento principale non è più un servizio a trecento allora, un cannone che spara e scambi con la potenza dell’immaginabile.

Leggi tutto...
 
Acquisti e cessioni A.C. Monza PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Luglio 2019 18:35

Venerdi 2 Agosto.nAnuovo logo monza 201920.C. Monza S.p.A. comunica di aver acquisito le prestazioni del giocatore Nicola Mosti (centrocampista – nato a Pietrasanta il 7 febbraio 1998), proveniente dalla Società Juventus F.C.ma nell’ultima stagione nelle fila dell’ Imolese (serie C) Cresciuto nel settore giovanile dell’ Empoli, ha giocato con Juventus Primavera, Gavorrano (serie C), Viterbese (serie C), mettendosi poi in evidenza nello scorso campionato con l’Imolese. Nicola Mosti arriva a titolo temporaneo con diritto di opzione ed obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni.

Domenica 15 luglio A.C. Monza S.p.A. comunica di aver acquisito le prestazioni del giocatore Eugenio Lamanna (portiere – nato a Como il 7/8/1989). Cresciuto nella squadra della città lariana, è passato una prima volta al Genoa nella Stagione 2008/2009, per poi indossare le casacche di Gubbio (serie C2 e serie C1),Bari (serie B), Siena (B) e tornare al Genoa dove ha debuttato in serie A nel 2014. Nella scorsa stagione ha difeso i pali dello Spezia nella serie cadetta. Lamanna ha firmato col Club biancorosso fino al 30 giugno 2022. Lascia invece il Club biancorosso il giocatore Tommaso Ceccarelli. L’attaccante romano classe 1992, arrivato a Monza l’anno scorso dal Prato, è stato ceduto a titolo definitivo alla Feralpisalò (serie C), squadra nella quale aveva già militato nella stagione 2013/2014.

Martedì 9 luglio 2019. A.C. Monza S.p.A. comunica le seguenti operazioni di mercato in uscita: Giacomo Tomaselli (attaccante – nato a Borgosesia il 25/7/1999) è stato ceduto a titolo temporaneo alla Società A.C. Gozzano (serie C) Luca Giudici (attaccante – nato a Erba il 10/3/1992) è stato ceduto a titolo temporaneo alla Società Calcio Lecco 1912 (serie C) Federico Marchesi (centrocampista – nato a Bergamo l’ 8/2/1999) è stato ceduto a titolo temporaneo alla Società Calcio Lecco 1912 (serie C)

4 luglio 2919  A.C. Monza S.p.A. comunica di aver acquisito le prestazioni del giocatore Mario Sampirisi (difensore – nato a Caltagirone il 31 dicembre 1992). Cresciuto nel settore giovanile del Milan, ha indossato nel corso della sua carriera calcistica nell’ordine le maglie di Genoa (serie A), Chievo (serie A), Olhaense (serie A portoghese), Vicenza (serie B) e Crotone (serie A e serie B), collezionando più di 200 presenze nel calcio professionistico. Sampirisi ha firmato col Club biancorosso un contratto fino al 30 giugno 2022.

1 luglio 2019 A.C. Monza S.p.A. comunica di aver acquisito le prestazioni del giocatore Federico Delfrate (portiere – nato a Como il 21 dicembre 1995). Nella scorsa stagione ha militato nelle fila del Borgosesia Calcio (serie D) ma ha già vestito la maglia biancorossa in serie C nel campionato 2017/2018. In precedenza aveva giocato con la Caronnese (serie D).

Viene invece ceduto a titolo temporaneo alla Società U.S.Città di Pontedera il centrocampista Gianluca Barba (nato a Fiorenzuola il 27 febbraio 1995).

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 66
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

Gli animali intraprendono battaglie, però, non hanno mai fatto le guerre. Probabilmente perché non conoscono la politica e l'economia, le ideologie. Difficile pensare a tigri asiatiche che dichiarano guerra a ghepardi africani, lupi americani che preparano l'invasione agli orsi canadesi, pesci del pacifico che aizzano quelli dell'atlantico, eccetera.

Noi invece, noi che siamo uomini e a differenza degli animali abbiamo l'uso della ragione, beh... quando la vogliamo mettere in moto! Puntiamo con scelte mirate “il nemico”, ce lo scegliamo come si sceglie il migliore piatto di un ristorante magari consigliati da amici o dai giornali.

Noi, gli umani, alimentiamo lo scontro, e solo se in difficoltà di fronte agli altri invochiamo l'aiuto del branco, altrimenti colpiamo alle spalle.

Ciò che conta, per noi, non è tanto la guerra quanto quello che sta in mezzo.

Tutto quello che ci separa e ci intrattiene dall'inizio alla fine della guerra, ovvero gli elementi psicologici, come l'invidia e la frustrazione, quelli verbali, ovvero l'uso malvagio e animoso delle parole, eccetera.

È questo che distingue un litigio da una guerra, la litigiosità dalla belligeranza.

Noi, gli umani, vogliamo “il sangue”. Non per difendere qualcosa o qualcuno, ma soltanto per il semplice gusto di essere contro.

Perché a noi umani piace litigare. Punto. E ci piace soprattutto vederlo fare, in televisione, alla radio, sui social. Se la rete era nata con l’intento di unire le persone di un Campus universitario oggi di fatto le divide, crea fazioni o le coalizza, dipende dai punti di vista sempre di più. Nell'era degli algortmi è questo il nuovo Colosseo: un'arena globale del disprezzo a buon mercato, nella quale il pollice verso - spesso, solo per imitazione - lo usano milioni, miliardi di autoproclamatisi imperatori, censori o pseudo Catoni odierni.

Ed è lontano quel tempo in cui anche gli imperatori ed i sovrani erano per lo meno obbligati a studiare.

 

Salvate il Soldato M49

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

orso(laura G. D'Orso). M49 non si trova e … per fortuna. Ad oggi non ci sono sondaggi disponibili tra i sostenitori dell’orso M49 e i favorevoli all’abbattimento ma l’orso trentino in fuga, con sentenza di possibile condanna a morte, negli italiani suscita decisamente più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata.

“È pericoloso” dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale “problematico” e “potenzialmente” aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa certo che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento. Ma nella visone omocentrica moderna che vuole l’uomo empiricamente al centro dell’universo si è mancato di sottolineare che l’orso in questione altro non è che a “casa” propria, sulle sue montagne. Se gli esseri umani si sono spinti oltre i confini infiniti di un orso maschio che in un giorno percorre migliaia di chilometri, l’errore non è dell’orso ma nell’uomo che non ha ancora capito che nulla può contro la Natura. E’ come cercare di uccidere uno squalo perché i surfisti possano divertirsi fra le onde, o mettere sotto chiave tutte le vipere in modo che i cercatori di funghi non vengano morsi quando tentassero di coglierli.

“Cammina alla velocità di un uomo, se è scappato in piena notte non sarà lontanissimo, ma senza radiocollare non sarà facile trovarlo”. Se spareranno? E’ presto per parlarne, dipenderà dalla situazione”.

In contatto ci sono il Presidente della Provincia, la Protezione civile, pattuglie della forestale e gli agenti (anche quelli della cinofila) che stanno cercando in una vasta area M49, l’orso catturato la scorsa notte in val Rendena dopo l’ordinanza firmata dalla Provincia. Neanche Igor il Russo causò così tanto allarmismo!

Come l’animale sia riuscito realmente a scappare è un mistero, qualcosa di “davvero inusuale”. Quella gabbia doveva essere sicura, in dodici anni nessun orso era mai scappato. “E’ un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”. Si difendono. Un recinto con pareti di quattro metri e una serie di fili elettrificati da 7.000 volt.

Ma questo è un … signor orso, non levi la libertà a chi nasce libero di muoversi per chilometri e scalare dirupi o alberi centenari trentini.

Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro Costa – Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte.” Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento.”

L’orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell’Ambiente.

Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l’Enpa, che il 29 giugno ha lanciato l’hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell’Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell’orso sul quale ormai pende l’ordine di sparare a vista.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l’hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell’animale.

L’hanno rinchiuso e lui, a dispetto delle misure a dire dei responsabili più restrittive del carcere bis dei capi mafiosi se ne è fatto un baffo e solo dopo tre giorni è amabilmente evaso, fuggito. Dovremmo forse preoccuparci di più dell’incompetenza e della poca abilità di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica.

In ogni caso l’evasione della “primula rossa” con tanto di delibera sull’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo.

             Uno: organizzando un recinto idoneo.

             Due: catturando il parente di Yoghi e Bubu e spostandolo lontano, per esempio con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato, dal quale era arrivato per ripopolare le vallate italiane del Trentino. (l’orso, unico “immigrato che scappato da una struttura protetta senza aver ucciso nessuno viene dichiarato passibile della pena di morte!). Così fanno in Usa e Canada collaborando per il trasbordo di animali fra uno stato all’altro.

             Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi e i lupi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di teneri leprotti e quindi nella convivenza, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi prevedono mosse preventive.

Sappiate inoltre che nelle città italiane si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e male gestiti dai proprietari. L’orso, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa e probabilmente anche M49 farebbe lo stesso se non lo spaventassero.

Se un orso attacca è perché ha la percezione di doversi difendere o, se madre, difendere la prole.. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione, l’ineguatezza delle attrezzature, i pericoli sottovalutati. E … i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone.

Perciò spero in una lunga vita a M49. #fugaperlalibertà