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Comune di Monza: basta campagne denigratorie sul tribunale PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Ottobre 2014 10:08
141028 fascicoli(Comunicato Stampa) Le notizie e le fotografie diffuse dalla presidenza del Tribunale di Monza e apparse sulla stampa nei giorni scorsi, sviano i lettori dalla realtà dei fatti. Con la diffusione di tali informazioni il Tribunale ha denunciato la presenza di topi negli archivi di via Fossati Lamperti, mostrando fascicoli gettati a terra e mal custoditi lasciando intendere che la responsabilità di tale situazione sia da addebitare al Comune di Monza.
Questo non corrisponde al vero per tutta una serie di ragioni.
Anzitutto va precisato che la custodia dei materiali dipende dal personale del Tribunale e non dal Comune. Ma soprattutto va detto che, consapevole dell’insostenibile condizione dell’archivio di via Fossati Lamperti, da tre anni ormai il Comune ha messo a disposizione gli spazi di via Pompei - per i quali il Comune, quindi i cittadini monzesi, sostiene costi d’affitto rilevanti - nei quali collocare gli archivi.
141028 tappola per topiQuesta operazione è stata però subito bloccata dal Tribunale, perché nel frattempo la chiusura del Tribunale di Desio richiederebbe spazi aggiuntivi per l’archivio dei fascicoli. Va detto che la chiusura della sede di Desio è stata decisa dal governo e attuata dalla presidenza del Tribunale di Monza, ed è avvenuta nella piena consapevolezza che lo Stato non aveva finanziato il reperimento di nuovi locali.
Quindi la realtà è che il Comune di Monza – come tutti i comuni che ospitano sedi giudiziarie – continua a fare il proprio dovere anticipando risorse per il mantenimento delle sedi della giustizia, pur avendo rilevato che lo Stato sembra aver smesso del tutto di rimborsare tali costi: a Monza a fine 2014 il debito accumulato dallo Stato negli anni nei confronti del Comune di Monza ammonterà infatti a 13 milioni di euro. Un’enormità.
Ma soprattutto il Comune non è più disposto a spendere risorse inutilmente a causa di non corrette pianificazioni di altri soggetti. L’archivio di via Fossati Lamperti è sicuramente inadatto e questo è stato immediatamente riconosciuto. A maggior ragione risultano incomprensibili i motivi per cui gli archivi di via Pompei non vengano utilizzati. Il Comune è disponibile a riprendere immediatamente le operazioni di trasloco ma non più ad essere oggetto di campagne denigratorie.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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