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IUC ennesima batosta per i papà separati PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 04 Giugno 2014 14:01
140604 Charlie Chaplin monello01“La nuova tassazione sulla casa in vigore da quest'anno si configura come un’ennesima batosta nei confronti dei papà separati. Le nuove norme su Imu e Tasi, infatti, rischiano di avere pesanti effetti sulla categoria, verso cui il Governo centrale continua a mostrare una totale indifferenza”. Lo dichiara Antonio Saggese, consigliere regionale e vice presidente dell’Associazione Papà Separati Lombardia.
“Le precedenti norme – spiega il consigliere – stabilivano che ai soli fini dell’Imu il diritto di abitazione, essendo un diritto reale di godimento, doveva essere pagato da chi effettivamente aveva piena disponibilità della casa, pertanto il genitore che non aveva l’assegnazione ne era esentato. Con la legge che viene applicata nel Governo Renzi, che ha ridisegnato il nuovo assetto dei tributi comunali introducendo l`imposta unica comunale, si ricade nella confusione più assoluta. Il papà, che ha già perso figli, soldi e case, deve ora pagare “l’Imu seconda casa” sulla casa coniugale. Per una casa assegnata dopo la separazione o il divorzio, infatti, non si paga l'Imu, ma per la Tasi è una "seconda casa" e, il prossimo anno, il papà potrebbe trovarsi a pagare la mostruosa aliquota del 10,6 per mille. In più, essendo la Tasi a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, si troverebbe a pagare la sua quota di Tasi sulla casa presa in affitto per ospitare i suoi figli”.
131029 casa01“Ancora una volta – prosegue Saggese – da Roma vengono adottati provvedimenti che non vanno incontro alle esigenze dei cittadini alimentano la confusione e, in particolare, delle categorie più deboli, come appunto quella dei papà separati. La nuova tassazione sulla casa è una conferma delle contraddizioni in cui cade il Governo Renzi, che da un lato mette in busta paga un bonus di 80 euro e dall’altro, con l’aumento delle imposte, ne toglie il doppio”.
“Il mio auspicio – conclude il consigliere – è che il Ministero faccia al più presto chiarezza sui molti quesiti che si aprono e che si lavori per ripristinare le norme stabilite in precedenza per l’Imu che sottraevano dall’imposizione il genitore che non aveva la disponibilità della casa. Per crescere i nostri figli è necessario adottare politiche chiare e abbandonare le contraddizioni di un sistema sempre più iniquo che dimostra di considerare i papà separati genitori e cittadini di serie B”.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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