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Autodromo di Monza: un museo per la storia dell’automobilismo e per riqualificare le sopraelevate PDF Stampa E-mail
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Martedì 06 Maggio 2014 19:51
110310-001Il Consiglio regionale lombardo ha dato il via libera alla mozione, presentata dal consigliere brianzolo Lino Fossati, che chiede l’apertura di un museo interattivo sotto le curve sopraelevate, uno dei simboli dell’autodromo di Monza. “L’autodromo – ha spiegato Fossati – è un circuito automobilistico internazionale, situato all’interno di un Parco che rappresenta un’eccellenza da valorizzare. L’apertura al suo interno di un museo potrebbe essere un’ulteriore opportunità per attirare a Monza gli appassionati di storia dell’automobilismo”.  
“Lo spazio multimediale – ha proseguito Fossati - che dovrebbe ospitare anche automobili che hanno corso nel “catino dell’alta velocità”, potrebbe essere realizzato negli spazi sottostanti una delle sopraelevate, al fine di tutelare e dare nuova vita alle stesse. Costruite nel 1955 e  tutelate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, essendo “architettura industriale da conservare” e rara opera superstite nell’ambito degli autodromi sportivi, le sopraelevate  saranno a breve sottoposte ad un restauro conservativo. Collocare il museo in questi spazi permetterebbe di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato creare un polo culturale in grado di attrarre visitatori da tutta la Lombardia e anche da fuori regione, dall’altro, recuperare l’area ormai dismessa delle leggendarie curve sopraelevate, valorizzando un patrimonio architettonico unico e di pregio”.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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