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Martedì 06 Maggio 2014 06:44
130917 ministero finanze(a cura di Studio Mainini) Per effetto dell'art. 1 co. 205 della L. 27.12.2013 n. 147 (legge di Stabilità 2014), la facoltà di destinazione del 5 per mille dell'IRPEF è stata prorogata anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013 (730/2014 e UNICO 2014 PF), secondo modalità  analoghe a quelle applicate negli scorsi anni.
La disciplina applicabile nel 2014 alla destinazione del 5 per mille dell'IRPEF è stata illustrata dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n.7 del 20.3.2014.
 
Premessa Nel 2014 la scelta per la destinazione del 5 per mille dell'IRPEF riguarda, le stesse finalità degli anni precedenti che sono rimaste invariate.
Gli enti di volontariato, le ONLUS, le associazioni di promozione sociale, le associazioni sportive dilettantistiche, le altre associazioni o fondazioni riconosciute che operano in determinati settori partecipano al riparto del 5 per mille dell'IRPEF a condizione che siano iscritte in un apposito elenco tenuto dall'Agenzia delle Entrate.
L'iscrizione nell'elenco relativo al 2014 deve avvenire anche da parte dei soggetti già iscritti negli anni precedenti.
 
Presentazione telematica della domanda e iscrizione negli elenchi
Tale iscrizione dovrà essere effettuata, inviando la relativa domanda:
I esclusivamente in via telematica;
I sulla base della procedura disponibile sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate
(www.agenziaentrate.gov.it);
I entro il 7.5.2014;
I direttamente dai soggetti interessati, abilitati ai servizi telematici e in possesso del codice PIN;
I oppure tramite gli intermediari abilitati (es. dottori commercialisti ed esperti contabili).
La domanda di iscrizione comprende un'autodichiarazione relativa al possesso dei requisiti necessari per beneficiare del riparto dell'imposta.
L'elenco dei soggetti ammessi, formato sulla base delle domande di iscrizione validamente accolte, sarà pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) entro il 14.5.2014. Per ciascun soggetto iscritto saranno indicati:
I la denominazione;
I la sede;
I la tipologia di appartenenza;
I il codice fiscale.
 
Dichiarazione sostitutiva sulla persistenza dei requisiti
Entro il 30.6.2014, i legali rappresentanti dei soggetti ammessi devono presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa alla persistenza dei requisiti necessari per beneficiare del riparto del 5 per mille:
>    utilizzando l'apposito modello disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate:
- uno destinato alle associazioni sportive dilettantistiche;
- l'altro riguardante gli altri soggetti;
>    allegando una copia fotostatica non autenticata di un documento d'identità del
sottoscrittore della dichiarazione sostitutiva, anche se il legale rappresentante non è cambiato rispetto all'anno precedente.
 
Direzione regionale delle Entrate
Ad eccezione delle associazioni sportive dilettantistiche, la dichiarazione sostitutiva in esame deve essere inviata:
I alla Direzione Regionale delle Entrate (DRE) territorialmente competente;
I mediante raccomandata con avviso di ricevimento, oppure mediante posta elettronica
certificata (PEC).
L'invio tramite posta elettronica certificata (PEC) deve avvenire:
I sulla base degli indirizzi PEC disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate;
I riportando nell'oggetto l'indicazione "Dichiarazione sostitutiva 5 per mille 2014";
I allegando copia della dichiarazione sostitutiva, ottenuta mediante scansione dell'originale compilato e sottoscritto dal rappresentante legale, nonché della copia del documento di identità.
 
Regolarizzazione delle violazioni
L'art. 2 co. 2 del D.L. 2.3.2012 n. 16, conv. in L. 26.4.2012 n. 44, ha previsto una procedura di "ravvedimento operoso" per gli enti che, in possesso dei requisiti sostanziali per accedere ai fondi del 5 per mille, non hanno assolto in tutto o in parte, entro i termini previsti, ai suddetti adempimenti.
In particolare, la regolarizzazione può avvenire qualora:
I la domanda di iscrizione non venga regolarmente presentata entro il 7.5.2014;
I la dichiarazione sostitutiva non venga regolarmente presentata entro il 30.6.2014;
I alla dichiarazione sostitutiva presentata entro il 30.6.2014 non sia stata allegata la fotocopia del documento di identità del rappresentante legale.
Per poter accedere alla regolarizzazione, i requisiti sostanziali per l'ammissione al riparto del 5 per mille devono essere posseduti alla data originaria di scadenza per la presentazione della domanda di iscrizione.
 
Riparto ed erogazione delle somme spettanti ai singoli beneficiari
Ai soggetti inseriti negli elenchi definitivi dei beneficiari spettano le quote del 5 per mille dell'IRPEF relativa al 2013:
I dei contribuenti che hanno indicato il codice fiscale del beneficiario;
I in proporzione al numero complessivo delle destinazioni dirette per la medesima finalità, in relazione all'imposta dei contribuenti che non hanno indicato uno specifico soggetto beneficiario o lo hanno indicato in maniera errata.
L'ente beneficiario non ha diritto alla corresponsione delle somme qualora:
I risulti aver cessato l'attività o non svolgere più l'attività che dà diritto al beneficio;
I abbia diritto ad un importo complessivo inferiore a 12,00 euro.
Ai fini della determinazione delle somme da assegnare, si terrà conto del limite di spesa di 400 milioni di euro fissato dalla legge.
Gli enti che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e che sono iscritti nell'elenco dei beneficiari del 5 per mille ai sensi del citato D.L. n. 98/2011, al fine di partecipare al riparto delle somme devono presentare, a pena di decadenza, il programma delle attività e degli interventi che intendono realizzare con il contributo proveniente dalla quota del 5 per mille:
I entro il 30.11.2014;
I esclusivamente per via telematica, attraverso l'apposita area resa disponibile sul sito Internet del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.
 
Obbligo rendicontazione somme ricevute
I soggetti ammessi al riparto del 5 per mille per l'anno finanziario 2014 devono redigere un apposito e separato rendiconto:
I entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate;
I utilizzando il modulo reso disponibile sui siti istituzionali delle Amministrazioni competenti (es. Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali);
I dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, la destinazione delle somme attribuite.
In relazione alle associazioni sportive dilettantistiche, nel suddetto rendiconto devono essere illustrate anche le attività di interesse sociale effettivamente svolte.
I rendiconti e le relative relazioni dovranno essere trasmessi, se sono stati percepiti importi
pari o superiori a 20.000,00 euro:
I all'Amministrazione che ha erogato le somme, per consentirne il controllo;
I entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la loro compilazione.
I soggetti che hanno percepito importi inferiori a 20.000,00 euro, invece:
I non sono tenuti all'invio del rendiconto e della relazione, che dovrà avvenire solo in
seguito ad apposita richiesta delle Amministrazioni competenti;
I devono conservare tali documenti per 10 anni.
Gli enti che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici e che partecipano al riparto del 5 per mille ai sensi del citato D.L. n. 98/2011,
sono tenuti a redigere un apposito rendiconto:
I secondo modalità e termini di presentazione che saranno indicati nel decreto di riparto
delle somme;
I tenuto conto della tipologia e della specificità dei programmi di interventi finanziati.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.