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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
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Case comunali: firmato l'accordo su canoni e spese condominiali PDF Stampa E-mail
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Martedì 15 Aprile 2014 13:34
130916 monza stemma(Comunicato Stampa, 15 aprile 2014) E' stato sottoscritto oggi dal vicesindaco e assessore ai Servizi sociali, Cherubina Bertola, e dai rappresentanti dei sindacati degli inquilini delle case comunali, l'accordo sui canoni di locazione e sulle spese condominiali pagati dagli abitanti degli alloggi pubblici. L'accordo giunge al termine di un negoziato durato un anno e ratifica le modalità con cui la nuova amministrazione ha proceduto all'applicazione dei nuovi canoni introdotti dalla legge regionale del 2009.
In particolare sono state condivise le modalità di rateizzazione dei conguagli relativi agli anni 2011 e 2012, che potranno andare oltre i 36 mesi, rateizzazioni che erano già state previste da provvedimenti adottati dalla giunta Scanagatti subito dopo il suo insediamento.
L'accordo prevede inoltre la possibilità per le fasce deboli di accedere a ulteriori contributi di solidarietà, le cui richieste saranno valutate dalla commissione istituita dalla amministrazione comunale alla fine del 2013.
Nell'intesa è stabilita anche la riduzione delle spese condominiali per le fasce protette di 2 euro al mq. Con l'accordo l'amministrazione si impegna inoltre a rendere obbligatoria la propria presenza e partecipazione con dirigenti e funzionari comunali a tutte le assemblee condominiali di stabili in cui sono presenti alloggi pubblici e privati, pratica già adottata dalla nuova amministrazione che con l'intesa viene quindi formalizzata e stabilizzata.
"Siamo soddisfatti per l'esito di un confronto che è durato più di un anno – commenta il vicesindaco Bertola. Con l'accordo siamo riusciti a conciliare la necessaria applicazione della normativa regionale con le esigenze delle famiglie più a disagio. Nonostante le difficoltà di bilancio siamo riusciti a compiere a sostegno dell'intesa un significativo sforzo economico che si aggiunge a quello già sostenuto dall'amministrazione comunale per far fronte alle emergenze abitative che purtroppo continuiamo a registrare nel mercato privato".
L'accordo è stato sottoscritto da Comune di Monza e da Cgil Sunia; Cisl Sicet; Uil Uniat; Sindacato inquilini di base – Cub; Coordinamento Comitato Inquilini.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.