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Gelsia Point: riapre a Sovico, estende orari a Giussano e Meda PDF Stampa E-mail
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Lunedì 08 Febbraio 2021 14:45
Dal 9 febbraio il Gelsia Point di Sovico riaprirà i battenti per accogliere la clientela in piena sicurezza.
Dopo la progressiva riapertura dei Gelsia Point a partire dal 4 maggio dell'anno scorso, Gelsia ha annunciato la riapertura al pubblico del Gelsia Point di Sovico dal prossimo martedì e l'estensione dell'orario di apertura dei Gelsia Point di Giussano e Meda.
 
Nello specifico, il Gelsia Point di Sovico sarà aperto al pubblico martedì e giovedì dalle 14.30 alle 17.00 a partire dal 9 febbraio. La Società ha provveduto all'adeguamento alla normativa vigente per garantire la corretta gestione del distanziamento sociale e facilitare l'accesso da parte dei clienti. Segnaletica a pavimento per indicare il percorso da seguire in ingresso e in uscita, dispenser di gel igienizzante per le mani e totem informativi sono i sistemi messi a punto per proteggere clienti e dipendenti.
 
Gelsia continua a mettere al centro di ogni sua iniziativa la vicinanza ai clienti e al territorio, adattandosi alle esigenze che il periodo richiede.
Sempre dalla prossima settimana, il Gelsia Point di Giussano sarà aperto tutti i giorni, da lunedì a venerdì con orario 8.30-12.30.
Estensione oraria anche per il Gelsia Point di Meda che prolungherà la sua apertura dal lunedì al giovedì sempre nel pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00.
E' possibile consultare gli orari di apertura di tutti i 12 Gelsia Point direttamente sul sito dell'azienda gelsia.it nella sezione Gelsia Point.
 
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L' Editoriale

BabiJ Jar, il massacro mai citato

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

(Laura Giulia D'Orso). La Storia non va mai dimenticata. Cercate cosa è stato il massacro di Babij Jar in una Ucraina compiacente. Andate a guardare cos’è ed anche chi vi partecipò. Avrete una lontana idea (forse) di quel che è accaduto. Dei sentimenti violentati. Dell’atrocità. Della violenza assoluta. Della disperazione. Dell’Uomo tradito dai suoi simili. Dell’uomo nudo di fronte a Dio. Di Dio che resta inerte e non si capisce perché.

Risponderete con Auschwitz. Con Mathausen. Con il ghetto di Varsavia. Certamente, molto più noti. Conosciuti a tutti. Ma Babij Jar è più impressionante e meno citato. E’ lo sterminio di un popolo solo nel loro contesto abitativo.

27 gennaio, è la Giornata della Memoria. S’alzano voci discordanti, che reclamano il ricordo di altre vittime. Giusto. Tutte le altre vittime devono essere ricordate, intendo dire. Non che “quelle vittime” siano dimenticate sol perché altre vittime lo sono state. E’ un tema di prospettiva: nel più ci sta il meno, ma mai il contrario.

Non sono di religione ebraica (e non saprei dirvi perché però “israeliana mi sento un po’, ogni tanto”. 

Perché è difficile per me, ancora non nata allora, pensare a quel che è successo, al fatto che l’Europa intera abbia ritenuto di “soprassedere”, al fatto che la Germania non abbia MAI pagato quel debito di Guerra. (che non avrebbe, ben inteso, dato indietro le persone uccise).

Al fatto che la riunificazione della Germania sia stata vista come una “conquista”. E che oggi quella Germania riunita governi in buona sostanza proprio l’Europa. Singolare. O forse, più semplicemente, diabolicamente sono i cicli della storia da cui non si è imparato molto!

Due Popoli mi hanno sempre stupìto quando si salutano, quello americano e quello israeliano: ti guardano negli occhi e dicono God bless you (Dio ti benedica) e Shalom Aleichen (che la pace sia con voi)!

Qualcosa vorrà pur ricordarci