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Seveso: Primo semaforo per non vedenti della città PDF Stampa E-mail
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Lunedì 14 Dicembre 2020 20:41
È stato inaugurato stamattina in Corso Isonzo, all’altezza del civico 96, il primo impianto semaforico pedonale e l’annesso percorso tattile per non vedenti della città di Seveso. La cerimonia è stata ristretta alle massime autorità comunali e alla stampa in ragione dello stato di emergenza in cui si trova il Paese a causa della pandemia di “coronavirus”.
 
L’intervento di abbattimento delle barriere architettoniche, costato 21mila euro, è consistito nell’installazione di un impianto semaforico dotato di pulsanti per chiamata pedonale e dispositivi acustici omologati per ipovedenti, di un radar a microonde per il controllo della velocità, dotato di spia luminosa visibile dal veicolo rilevato, nella formazione di aiuole spartitraffico necessarie alla protezione dei pali e di isole salvagente e nella realizzazione di un percorso tattile LVE (Loges Vet Evolution), l'unico linguaggio riconosciuto e approvato dalle associazioni dei disabili visivi. Il progetto relativo a questo percorso era stato sottoposto all’Ufficio Tecnico dell’Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti, che l’ha ritenuto coerente con la normativa vigente, con le Linee Guida dell’istituto e con le esigenze di mobilità autonoma dei disabili visivi, senza la necessità di apportare modifiche.
 
“Il progetto realizzato in Corso Isonzo è importante per il Comune di Seveso in quanto evidenzia un approccio inclusivo nell’ambito della sicurezza stradale, garantendo un attraversamento sicuro anche agli utenti non vedenti – ha dichiarato il sindaco Luca Allievi prima di attivare il semaforo lampeggiante - Siamo consapevoli del grave ritardo della nostra città, dato che si tratta del primo impianto del genere sul territorio comunale, ma allo stesso tempo l’attuale Amministrazione è contenta, e anche un po’ orgogliosa, di aver introdotto, con la collaborazione delle più importanti associazioni di disabili visivi, questo cambiamento”.
 
“Si tratta anche di una svolta nel rapporto con la mobilità dolce – ha aggiunto il vicesindaco e assessore alla Sicurezza e alla Viabilità, David Galli – L’intenzione dell'Amministrazione Comunale è infatti quella di procedere con la messa in sicurezza di altri attraversamenti pedonali, dotandoli degli stessi strumenti innovativi dell’impianto di Corso Isonzo, che può essere dunque considerato come un ‘prototipo’ da replicare in altri punti della città. Questo progetto rappresenta inoltre un ottimo esempio di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e associazioni, in questo caso l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS, che proprio quest’anno ha compiuto il secolo di vita. Ci auguriamo che la collaborazione possa continuare nel tempo anche in altri ambiti”.
 
Il commissario straordinario della Sezione provinciale dell’UICI, Nicola Stilla, ha inviato un messaggio: “Apprezzo molto l’iniziativa del Comune di Seveso e soprattutto l’idea che questa inaugurazione non sia il raggiungimento di un obiettivo, ma l’inizio di un percorso diretto a favorire maggiormente l’inclusione delle persone con disabilità in genere e visiva in particolare. Noi dell’UICI abbiamo fornito un supporto tecnico per quello che ci è stato possibile e confermiamo la nostra disponibilità anche per iniziative future che possano migliorare la fruibilità del territorio a tutti i cittadini. Una città a misura di persone con disabilità è infatti una città usufruibile per tutti, perché alcune barriere possono ostacolare l’autonomia anche di persone con temporanee disabilità, degli anziani e delle mamme coi passeggini, solo per fare alcuni esempi. Ringrazio dunque il sindaco e la Giunta per la sensibilità e l’attenzione dimostrata”.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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