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SCATOLE DI NATALE A MONZA PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 09 Dicembre 2020 11:31

scatole natale

Anche il Comune di Monza partecipa alla nuova iniziativa solidale che in pochi giorni ha ricevuto centinaia di adesioni in città: “Scatole di Natale”. L’obiettivo è quello di donare un pacco che contenga pochi ma semplici oggetti:

una cosa calda (sciarpa o guanti o cappello),

un prodotto di bellezza

una cosa golosa

un passatempo (carte o gioco da tavolo)

un biglietto gentile e personalizzato e destinato a chi riceverà il regalo.

Oltre ai tanti volontari che hanno aderito in autonomia all’appello sui social network, anche l’Amministrazione Comunale ha deciso di dare una mano per coordinare la raccolta e la distribuzione delle scatole di Natale in città.

In particolare la Protezione Civile, i responsabili di Monza.CON e la Rete Pane e Rose - in collaborazione con i numerosi volontari che i questi giorni hanno offerto la propria disponibilità - si occuperanno degli aspetti logistici legati alla raccolta, allo stoccaggio e alla distribuzione delle scatole.

I destinatari delle “scatole di Natale” monzesi sono sia le famiglie, sia i bambini e le mamme ospitate nelle strutture seguite dai Servizi Sociali e gli ospiti di Spazio37 e dell’asilo notturno di via Raiberti.

“Per questo Natale così particolare il Comune vuole dare una mano e sostenere i gesti di generosità spontanea ma soprattutto di gentilezza verso chi è più bisognoso – spiegano il Sindaco Dario Allevi, l’Assessore alle Politiche Sociali Désirée Merlini e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena – Così la nostra comunità di Monza cresce e si consolida”.

E’ possibile consegnare le scatole direttamente a:

Sede della Protezione Civile di Monza, via Fossati 23: venerdì 4/12 dalle 16.00 alle 19.30; sabato 5/12 dalle 10.30 alle 12.30; giovedì 10/12 dalle 16 alle 19.30; venerdì 11/12 dalle 16.00 alle 19.30; sabato 12/12 dalle 10.30 alle 12.30; martedì 15/12 dalle 16.00 alle 19.30

Casa del Volontariato, via Correggio 59: da mercoledì 9/12 a martedì 15/12. Orari dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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