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MONZA CONSAPEVOLE - NUOVI BOSCHI URBANI PDF Stampa E-mail
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Martedì 24 Novembre 2020 11:46

nuovo bosco urbano focusUN NUOVO BOSCO URBANO IN VIALE SANT’ANASTASIA

Due ettari di ossigeno in più per Monza. È questa la «produzione» del nuovo bosco urbano in viale Sant’Anastasia: poco più di 3.500 piante su un’area di 17 mila mq.

Una boccata d’ossigeno.

Carpini, aceri, farnie, tigli, olmi, biancospini, cornioli.

Sono le principali specie piantate dal Parco Agricolo Nord Est su un’area di proprietà del Comune di Monza.

Sono 2.127 le specie arboree piantate e 1.413 quelle arbustive.

L’intervento di «rimboschimento compensativo convenzionato» è inserito nell’ambito del progetto «A.P.R.I.R.E.» («Azioni per il Rafforzamento Integrato della Rete Ecologia»), in collaborazione con Fondazione Cariplo e il Politecnico di Milano, che studia la possibilità di realizzare connessioni ecologiche tra il Parco di Monza e il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) Parco Agricolo Nord Est.

L’investimento, comprensivo della manutenzione per sette anni, è di 96mila euro.

Settemila nuove piante.

«Continua il nostro impegno sul fronte ambientale – spiega l’Assessore all’Ambiente Martina Sassoli – e questo progetto ne è un’ulteriore prova. In tre anni, infatti, abbiamo piantato quasi 7 mila nuove piante, 5.110 forestali e oltre 1.866 alberi adulti. È un trend costante: erano 2.000 le nuove piante nel 2018, 5.500 l’anno scorso e 7.000 quest’anno. Abbiamo raddoppiato – di fatto – la soglia di un albero per ogni bambino nato visto che a Monza, in media, i nuovi nati sono un migliaio l’anno. Ed è proprio per loro che lavoriamo: mettiamo in campo progetti concreti, idee, risorse e partnership per dare un futuro migliore ai nostri figli».

Le connessioni ecologiche non conoscono confini amministrativi.

«Come Parco siamo sempre ben lieti di collaborare con Enti limitrofi in una visione di connessione ecologica che non riconosce confini amministrativi, spiega il Presidente del Parco Agricolo Nord Est Silvano Brambilla. Lavorare in termini di scala vasta, creando sinergie e collaborazioni fra Enti, Istituzioni e auspicabilmente con privati, è un modo di fare qualcosa per il nostro territorio. Avendo ben presente che l’ambiente è un qualcosa che ci accumuna e posizionare una piccola tessera in un punto permette di partecipare alla costruzione di un puzzle molto più complesso ed esteso».

Le nuove piante.

Specie arborea: Quercus robur (358), Carpinus betulus (378), Acer campestre (249), Prunus avium (266), Tilia cordata (276), Fraxinus excelsior (309) e Ulmus minor (288). Specie arbustiva: Crataegus monogyna (221), Prunus spinosa (267), Cornus sanguinea (297), Corylus avellana (144), Euonymus europaeus (130), Cornus mas (198) e Viburnum opalus (159).

Coniugare sviluppo e ambiente.

«La sostenibilità oggi è la sfida per le città capaci di guardare al futuro, conclude l’Assessore. Noi abbiamo deciso di raccogliere questa sfida coniugando sviluppo del territorio e tutela dell’ambiente in chiave innovativa. Questo è lo scenario. Questo è il futuro che stiamo immaginando per Monza. E su questo stiamo lavorando, anche insieme alle aziende e agli enti che stanno investendo insieme a noi nei progetti di interesse ambientale».

In arrivo altri due boschi urbani.

Il primo sarà in via Einstein, un’area alle spalle di viale Libertà, grazie al contributo di un privato, e l’altro è l’«AstroParco» tra viale Brianza e via Ramazzotti, finanziato dal progetto «Spazio all’a(MB)iente» promosso dall’astronauta «made in Brianza» Paolo Nespoli.

#alberiAMOnza.

Sabato 21 novembre è stata la «Giornata dell'albero».

Per questa occasione l’Amministrazione Comunale ha lanciato un contest fotografico. Con una storia o una foto i cittadini possono fotografarsi con il proprio albero preferito. Questa call to action ha l’obiettivo di valorizzare la straordinarietà e la bellezza del nostro patrimonio arboreo. Basta pubblicare una foto su Instagram taggando @comunedimonza e utilizzando gli hastag #alberiAMOnza e #ilmioalbero.

 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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