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L’amministrazione comunale prende posizione a tutela di due dipendenti PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 14 Ottobre 2020 20:27
L’Amministrazione Comunale di Seveso ritiene doveroso intervenire per smentire quanto pubblicato sul proprio profilo Facebook dal consigliere comunale Paolo Butti, peraltro in parte confermato con un commento sulla stessa pagina dalla consigliera comunale Ersilia Cappelletti. I due esponenti dell’opposizione scrivono che il nuovo Dirigente e la nuova Posizione Organizzativa dell’Area Territorio del Comune sarebbero retribuiti rispettivamente con uno stipendio annuale di “94.094 euro (con una variabilità di -10.000 euro qualora non ottenesse il premio di risultato, solitamente elargito)” e di “56.000 euro (con una variabilità di -6.000 euro)”. L’ex Sindaco Butti, inoltre, aggiunge nel post una frase sarcastica nei confronti dei due dipendenti comunali: “La speranza è che a tanti soldi corrispondano altrettanti risultati”. Infine, non meno grave, riporta le vere o presunte appartenenze politiche dei due dipendenti, che sarebbero dello stesso movimento in cui milita il Sindaco Luca Allievi gettando ombre sulla regolarità delle loro assunzioni e sulla loro professionalità.
 
A smentire le somme pubblicate da Butti e confermate da Cappelletti, e a censurare i loro scritti, è il Vicesindaco con delega al Personale, David Galli: “Il consigliere Butti fa intendere che l’Amministrazione Allievi ha assunto nuovo personale selezionandolo sulla base di presunta vicinanza al movimento politico al quale fa riferimento il Sindaco. Tali supposizioni sono tendenziose e lesive della reputazione dell’Ente Pubblico e delle persone coinvolte, a partire dai dipendenti da lui indirettamente citati, del Segretario Comunale e dei Commissari incaricati delle procedure di selezione previste dalla vigente normativa. La Pubblica Amministrazione è sottoposta a rigide procedure anticorruzione e a verifiche che sono affidate alle Autorità di Controllo. Butti dovrebbe saperlo, anche perché lo scorso 16 luglio 2020 il Consiglio di Stato si è espresso chiaramente sulla sua Amministrazione, annullando una serie di Deliberazioni e Determinazioni relative al progetto di riqualificazione e manutenzione dei pali della pubblica illuminazione, proprio a causa del mancato rispetto delle norme e procedure in materia di appalti.
 
Nel post di Facebook l’ex Sindaco, e a ruota la consigliera Cappelletti, fanno affermazioni inaccettabili su due lavoratori assunti dalla Pubblica Amministrazione oltre vent’anni fa. Si dichiara, senza saper leggere i bilanci, che questi dipendenti percepiscono stipendi che, nella realtà, non esistono. Le retribuzioni dei dipendenti pubblici sono stabilite dal Contratto Collettivo di Lavoro di categoria. Le informazioni sono disponibili nella sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale del Comune di Seveso. Nel merito si conferma che la Retribuzione Annua Lorda (RAL) del Dirigente dell’Area Territorio è di 63.928,80 euro, tra le più basse per il ruolo, se confrontata con quelle previste per la stessa mansione in Comuni vicini. La RAL della nuova Posizione Organizzativa dell’Area Territorio è di 38.466,98 euro, mentre durante il mandato elettorale di Butti il titolare della medesima Posizione Organizzativa percepiva una RAL di 40.496,66 euro.
 
Al consigliere Butti, ma soprattutto ai sevesini, ricordiamo invece che lui, durante il suo mandato, percepiva un’indennità di carica che costava ai cittadini 55.855,82 euro l’anno contro i 21.572,52 euro l’anno che costa quella del Sindaco Allievi. E certamente la sua indennità di carica non era commisurata ai risultati, in considerazione della già citata sentenza del Consiglio di Stato, della nullità del Piano Generale del Traffico Urbano per assenza della Valutazione Ambientale Strategica e, fatto gravissimo, dell’assenza di Certificato Prevenzione Incendi nelle scuole cittadine (criticità già risolta dall’Amministrazione Allievi).
 
In conclusione, l’Amministrazione Comunale stigmatizza le affermazioni false e tendenziose scritte dal consigliere Butti, e in parte confermate dalla consigliera Cappelletti, e si mette a disposizione dei dipendenti comunali coinvolti per una eventuale tutela nelle sedi preposte”.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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