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Scuola, dove sono a Monza e Brianza i punti tampone del piano anticovid PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Ottobre 2020 09:48

monzaRegione Lombardia specifica le modalità di accesso ai tamponi per gli studenti. «I tamponi con accesso diretto per la popolazione in età scolare sono possibili solo con l’autocertificazione vidimata dalla scuola oppure a seguito della segnalazione al Medico o Pediatra di famiglia», dice l’assessore al Welfare Giulio Gallera, sottolineando quanto previsto dalle linee guida anti-covid per il settore scolastico, diffuse alle Ats e, da queste, a tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

In Brianza i punti tampone previsti sono (con la modulistica adeguata correttamente compilata e con la tessera sanitaria) a Monza, Desio e Vimercate.

A Monza il servizio è “Drive trough” (senza scendere dall’auto) all’ospedale vecchio San Gerardo, con ingresso da via Magenta, dal lunedì a sabato dalle 8.30 alle 14.30. È necessario rimanere in auto.

A Desio si va all’ Ambulatorio tamponi dell’Ospedale di via Mazzini 1 dal lunedì a venerdì dalle ore 8 alle 13.

A Vimercate all’Ospedale in via Santi Cosma e Damiano dal lunedì a sabato dalle 8 alle 12. Gli utenti provenienti dalle istituzioni scolastiche accederanno in auto all’apposita zona dedicata del parcheggio (drive through); l’accompagnatore consegnerà al personale sanitario della tensostruttura l’attestazione necessaria per l’esecuzione del tampone, lo studente e attenderà la chiamata in auto. Il referto sarà reso disponibile sul fascicolo sanitario elettronico o, in alternativa, ai totem informatizzati degli ospedali di Carate, Giussano, Seregno e Vimercate, nonché del poliambulatorio di Lissone.

Come funziona e a chi si rivolge il servizio. «In caso di sintomi simil influenzali o sospetti Covid riscontrati nel corso dell’attività scolastica - spiega l’assessore - viene contattata la famiglia dello studente e rilasciato un modulo di autocertificazione autorizzato dall’istituto da consegnare alla struttura sanitaria dove si esegue il tampone con accesso diretto. Il documento autorizza all’esecuzione del tampone senza prenotazione solo lo studente e non l’intero nucleo familiare».

«Qualora invece - prosegue l’assessore al Welfare - a seguito della rilevazione della temperatura o alla comparsa di sintomi sospetti riscontrati al domicilio, la famiglia del giovane in età scolare deve contattare il medico o il pediatra di famiglia il quale, accertata la necessità di dover eseguire il tampone, procede alla segnalazione e all’invio dello studente al punto di accesso diretto più vicino».

L’isolamento, chi e quando. Le stesse procedure valgono anche per gli insegnanti e per il personale scolastico non docente. Chi ha effettuato il tampone, in attesa dell’esito, deve rimanere in isolamento.

I contatti di caso sospetto, invece, legati all’ambito scolastico e ai servizi educativi per l’infanzia non sono da porre in isolamento domiciliare fiduciario: ciò si applica sia ai familiari conviventi che ai compagni di classe o ad altri contatti stretti.

In caso di positività degli studenti, scattano le misure d’isolamento dell’intera classe (se l’interessato ha frequentato la scuola nelle ultime 48 ore) e dei familiari e contatti diretti per il periodo di quarantena stabilito dai protocolli anti covid al termine del quale viene eseguito un tampone ai contatti per accertarne la negatività e due tamponi al caso positivo per verificarne l’avvenuta negativizzazione.

I numeri della Lombardia dei tamponi in età scolare. «Dall’1 al 18 settembre - spiega ancora l’assessore al Welfare - sono stati effettuati 30.257 tamponi a bambini e ragazzi in età scolare (4.014 per bambini del nido, 5.644 per le scuole dell’infanzia, 6.654 per le primarie, 4.235 per le secondarie di primo grado e 9.710 per le secondarie di secondo grado). Sono stati accertati complessivamente 439 positività pari all’1,45 per cento (69 per il nido, 71 per le scuole dell’infanzia, 92 per le primarie, 66 
 
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L' Editoriale

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

Ed ecco che ci troviamo, noi lettori, in un post fake! Senza saperlo. Più precisamente in un doppio fake!

Non esiste infatti una singola fonte, un singolo libro, un singolo discorso che confermi questa citazione come frase di Goebbels, eppure tutti sono convinti che sia sua.

Inoltre, al contrario, non esiste prova di nessun autore di questa massima; non era Goethe sicuramente ma neppure Goebbels. (che era un gerarca nazista, giusto per conoscenza).

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