Contenuto Principale

PROGRAMMA TEATRO MANZONI STAGIONE 2020/2021

In calendario otto spettacoli di altissima qualità con compagnie e attori di rilevanza nazionale e p...

MONZA: CERTIFICATI ANAGRAFICI IN TABACCHERIA

Dal 24 settembre 2020 i residenti monzesi possono richiedere presso 11 tabaccherie cittadine dei c...

Il Festival del Parco di Monza. Natura è Cultura

Ideato nel 2017 dall'Associazione Novaluna, il Festival del Parco di Monza è una manifestazione arti...

RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre

Partirà il prossimo martedì 13 ottobre il nuovo menù nelle mense scolastiche della città che prepara...

IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

 La situazione emergenziale determinata dall’epidemia di “coronavirus” ha messo a dura prova il Co...

  • PROGRAMMA TEATRO MANZONI STAGIONE 2020/2021

    Martedì 10 Marzo 2020 10:57
  • MONZA: CERTIFICATI ANAGRAFICI IN TABACCHERIA

    Lunedì 16 Marzo 2020 07:20
  • Il Festival del Parco di Monza. Natura è Cultura

    Sabato 04 Aprile 2020 07:02
  • RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre

    Martedì 07 Aprile 2020 08:12
  • IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

    Martedì 14 Aprile 2020 13:11

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Diffusione di sondaggi demoscopici e inizio del divieto di propaganda. PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Venerdì 18 Settembre 2020 10:32

Diffusione di sondaggi demoscopici.

In occasione di qualsiasi consultazione elettorale o referendaria, nei 15 giorni precedenti la data di votazione, ai sensi dell'art.8, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n.28, e quindi a partire da sabato 5 settembre 2020, sino alla chiusura delle operazioni di voto, è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito della consultazione popolare e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi siano stati effettuati in un periodo antecedente a quello del divieto.

Inizio del divieto di propaganda.

In occasione di qualsiasi consultazione elettorale o referendaria, ai sensi dell'art. 9, primo comma, della legge n.212/1956 , nel giorno precedente e in quelli della votazione, e quindi da sabato 19 settembre a lunedì 21 settembre 2020, sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le nuove affissioni di stampati, giornali murali e manifesti.

Inoltre, ai sensi del secondo comma del medesimo art.9 della legge n.212/1956, nei giorni della votazione, è vietata ogni forma di propaganda entro il raggio di metri 200 dall'ingresso delle sezioni elettorali. In particolare, costituisce una forma di propaganda - che pertanto non è consentita ai sensi della predetta disposizione - portare un bracciale o un distintivo o qualunque altro tipo di accessorio con il nome di un candidato o il simbolo di una lista.

E' consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico e regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali o referendari.

Rilevazioni di voto da parte di istituti demoscopici.

L'attività di istituti demoscopici volta a rilevare, all'uscita dai seggi, gli orientamenti di voto degli elettori, a fini di proiezione statistica, non è soggetta a particolari autorizzazioni.

La rilevazione stessa, tuttavia, deve avvenire a debita distanza dagli edifici sedi di seggi e non interferire in alcun modo con il regolare ed ordinato svolgimento delle operazioni di votazione.

Si ritiene, inoltre, che la presenza di incaricati all'interno delle sezioni per la rilevazione del numero degli iscritti nelle liste elettorali nonché dei risultati degli scrutini possa essere consentita, previo assenso da parte dei presidenti degli uffici elettorali di sezione e solo per il periodo successivo alla chiusura delle operazioni di votazione, purché in ogni caso non venga turbato il regolare procedimento delle operazioni di scrutinio.

 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

Ed ecco che ci troviamo, noi lettori, in un post fake! Senza saperlo. Più precisamente in un doppio fake!

Non esiste infatti una singola fonte, un singolo libro, un singolo discorso che confermi questa citazione come frase di Goebbels, eppure tutti sono convinti che sia sua.

Inoltre, al contrario, non esiste prova di nessun autore di questa massima; non era Goethe sicuramente ma neppure Goebbels. (che era un gerarca nazista, giusto per conoscenza).

Nella bibliografia di Goebbels, non c’è traccia anche se leggendo diversi siti di aforismi si trova costantemente la massima attribuitagli: dunque ognuno si convince della paternità della frase.

Peccato, fino a un certo punto, perché questo è l’esempio perfetto di come una bugia ripetuta mille volte diventi la verità.

E qui voglio arrivare! In campo politico per esempio.

La stessa bugia ripetuta mille volte diventa realtà, possiamo vederla nelle dichiarazioni dei politici del nostro Paese che dicono tutto e poi … forse anche no!. Abbiamo per esempio un partito che fa campagna elettorale parlando di vitalizi e pensioni, tagli, …forse ottimo cibo per “puri di cuore”!

Basta leggere certi giornali e media per accorgersi che sono pochissimi i giornalisti che spiegano l’inghippo, l’oltre, il prima ed il dopo. Non è interessante farlo, molto più facile riportare le dichiarazioni tali e quali e lasciare che il lettore ci si culli dentro.

Lo stesso avviene quando si parla di medicina in questi tempi di pandemia.

Siamo un Paese in cui conta più la visibilità mediatica di chi parla che le sue competenze mediche sul campo, o che si candida per dare un aiuto … “tecnicamente politico”!.

Abbiamo avuto un Ministro che citava una coppia di famosi novax, ringraziandoli per il loro impegno sul fronte medico, Sottosegretari che si contraddicevano sulla geografia, sui numeri dei decessi, sui tempi verbali, sui “cementificare rispetto al cementare amicizie” e potrei continuare…

Proprio di questi giorni una nota soubrette ops “economista” ha pontificato:” … e allora chi lo paga il PIL?!!!!!” Non rispondo perché non sono una economista, ricordo però che PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo perciò se produci … aumenta il pil!

Lascio la parola ad uno più esperto di me.

“Se tu paghi la gente che non lavora e tassi quando lavora non puoi essere sorpreso se si produce disoccupazione” Milton Friedman, premio Nobel per l’economia Brooklyn 31 luglio 1912 – San Francisco 2006. (The role of Monetary Policy, vol. 58).

Cerchiamo perciò noi giornalisti tutti il coraggio di tornare a fare informazione.

di Laura Giulia D’Orso

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  - il ruolo delle fake news

 

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

Ed ecco che ci troviamo, noi lettori, in un post fake! Senza saperlo. Più precisamente in un doppio fake!

Non esiste infatti una singola fonte, un singolo libro, un singolo discorso che confermi questa citazione come frase di Goebbels, eppure tutti sono convinti che sia sua.

Inoltre, al contrario, non esiste prova di nessun autore di questa massima; non era Goethe sicuramente ma neppure Goebbels. (che era un gerarca nazista, giusto per conoscenza).

Nella bibliografia di Goebbels, non c’è traccia anche se leggendo diversi siti di aforismi si trova costantemente la massima attribuitagli: dunque ognuno si convince della paternità della frase.

Peccato, fino a un certo punto, perché questo è l’esempio perfetto di come una bugia ripetuta mille volte diventi la verità.

E qui voglio arrivare! In campo politico per esempio.

La stessa bugia ripetuta mille volte diventa realtà, possiamo vederla nelle dichiarazioni dei politici del nostro Paese che dicono tutto e poi … forse anche no!. Abbiamo per esempio un partito che fa campagna elettorale parlando di vitalizi e pensioni, tagli, …forse ottimo cibo per “puri di cuore”!

Basta leggere certi giornali e media per accorgersi che sono pochissimi i giornalisti che spiegano l’inghippo, l’oltre, il prima ed il dopo. Non è interessante farlo, molto più facile riportare le dichiarazioni tali e quali e lasciare che il lettore ci si culli dentro.

Lo stesso avviene quando si parla di medicina in questi tempi di pandemia.

Siamo un Paese in cui conta più la visibilità mediatica di chi parla che le sue competenze mediche sul campo, o che si candida per dare un aiuto … “tecnicamente politico”!.

Abbiamo avuto un Ministro che citava una coppia di famosi novax, ringraziandoli per il loro impegno sul fronte medico, Sottosegretari che si contraddicevano sulla geografia, sui numeri dei decessi, sui tempi verbali, sui “cementificare rispetto al cementare amicizie” e potrei continuare…

Proprio di questi giorni una nota soubrette ops “economista” ha pontificato:” … e allora chi lo paga il PIL?!!!!!” Non rispondo perché non sono una economista, ricordo però che PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo perciò se produci … aumenta il pil!

Lascio la parola ad uno più esperto di me.

“Se tu paghi la gente che non lavora e tassi quando lavora non puoi essere sorpreso se si produce disoccupazione” Milton Friedman, premio Nobel per l’economia Brooklyn 31 luglio 1912 – San Francisco 2006. (The role of Monetary Policy, vol. 58).

Cerchiamo perciò noi giornalisti tutti il coraggio di tornare a fare informazione.