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Bando rifugi in Lombardia, assegnati quasi 2 milioni di euro alle prime 26 strutture PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Settembre 2020 09:46

RegLomb

Nuove risorse per finanziare tutti i progetti

Con il ‘Bando rifugi’ dell’assessorato a Montagna ed Enti Locali di Regione Lombardia, assegnati 2 milioni di euro alle prime 26 strutture.

È stata infatti approvata la graduatoria definitiva del bando Rifugi che permette di accedere alle risorse a fondo perduto necessarie per finanziare interventi di riqualificazione e adeguamento infrastrutturale di rifugi alpini ed escursionistici presenti sul territorio lombardo.

Il bando mette appunto a disposizione 1,9 milioni di euro per interventi da realizzare entro il 31 ottobre 2021, connessi all’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19. Perciò, gli interventi di innovazione tecnologica e riqualificazione sono finalizzati anche a garantire sicurezza ai fruitori oltre a interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Si tratta, infatti, di una misura di successo – ha spiegato l’assessore regionale a Montagna e Enti locali – pensata per migliorare la gestione sostenibile e l’accessibilità dei rifugi alpinistici ed escursionistici lombardi. Il tutto valorizzando in tal modo il patrimonio naturalistico e ambientale della montagna di Lombardia”.

Finalità

“Con le risorse a disposizione – ha continuato – dunque, riqualificheremo queste strutture che hanno un ruolo importante e di qualità nell’accoglienza del turismo montano. Consentono infatti ai fruitori di vedere e di vivere le straordinarie caratteristiche dei paesaggi in alta quota”.

 

“A dire il vero, ora l’intento è quello di reperire ulteriori risorse – ha concluso l’assessore – per finanziare i restanti progetti che sono risultati ammissibili, ma non ancora finanziati per via dell’esaurimento della dotazione economica a disposizione”.

Destinatari

Per riassumere, nel dettaglio, i contributi ammissibili per un totale di 1,9 milioni di euro.

Campione (Cerveno/BS): 98.750 euro;

Baita Adamè (Cedegolo/BS): 99.500 euro;

Buzzoni (Introbio/LC): 21.700;

Del Grande-Camerini: (Chiesa in Valmanenco/SO) 26.300 euro;

Federico in Val Dosdè (Valdidentro/SO): 74.900 euro;

Quinto Alpini-Bertarelli (Valfurva/SO): 87.400 euro;

Ponti(Cataeggio/SO): 100.000 euro;

Alpe Scoggione (Plantedo/SO): 100.000 euro;

Luna Nascente (Val Masino/SO): 100.000 euro;

San Fermo (Borno/BS): 88.300 euro;

Cai Lecco (Piani di Bobbio/LC): 100.000 euro;

Rifugio Premassone (Premassone/BS): 100.000 euro;

Chiavenna (Campodolcino/SO): 70.100 euro;

Tita Secchi (Breno/BS): 91.000 euro;

Monte Poieto (Aviatico/BG): 100.000 euro;

Colombè (Paspardo/BS): 99.900 euro;

Brasca (Novate Mezzola/SO): 32.200 euro;

Branca (Valfurva/SO): 97.800 euro;

Gianetti E Piacco (Val Masino/SO): 48.500 euro;

Passo Crocedomini (Breno/BS): 20.300 euro;

Medelet (Pisogne/BS): 100.000 euro;

Riella (Faggeto Lario/CO): 80.000 euro;

Rino Olmo (Castione della Presolana/BG): 98.400 euro;

Cesare Benigni (Ornica/BG): 18.500 euro;

Valmalza (Ponte di Legno/BS): 47.800 euro;

Baroni Al Brunone (Fiumenero/BG) 27.600 euro.

 
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L' Editoriale

Spegnete la televisione e vivete ... la creazione di due vite parallele

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

panchina(Laura Giulia D'Orso). Negli anni '70 da più voci si denunciava il centralismo con cui i mezzi televisivi eludevano le distanze fisiche e culturali per imporre in sincrono e in ogni casa i modelli del «nuovo potere». Oggi il paradigma si è evoluto nella forma ancora più estrema nei social. Nel digitale la tirannide è liquida, istantanea, strutturale. Più che imporla faticosamente nel reale, la si impone forzando il suo involucro impomatato: la digitalizzazione. La nuova parola d'ordine ... digitalizziamo tutto!

La televisione e i suoi nipoti non sono però «un centro elaboratore di messaggi» in modo diretto.

La loro elaborazione sforna piuttosto rappresentazioni, mondi fatti e finiti.

Sui teleschermi non si discute ma si osserva la gente discutere, non si commentano gli eventi ma li si (ri)produce montando immagini, parole e suoni in un tutto coerente che mima tempi e modi della cognizione in presenza. Con la promessa di allargare lo sguardo su realtà altrimenti inaccessibili, le finestre telematiche le incorporano indistintamente nel bagaglio dell'esperienza e della memoria.

 

I «messaggi» passano nell'eccipiente di una narrazione internamente vera e perciò compatibile con le aspettative del pubblico «ben funzionante», le notizie nello storytelling, i giudizi, le emergenze, i bersagli della simpatia o dell'odio nella testimonianza, nel «caso» e nelle trame di Hollywood. Non sbaglia chi identifica in questi strumenti le innovazioni più decisive degli ultimi decenni.

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