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Monza 31 Agosto: il Parco è aperto, prolungata la chiusura di Viale Cavriga PDF Stampa E-mail
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Lunedì 31 Agosto 2020 11:24

Monza 31 Agosto: il Parco è aperto, restano chiusi i Giardini Reali.

Viale Cavriga resta chiuso al traffico comune monzafino al 30 settembre

Il forte temporale che si é abbattuto la sera di venerdì 28 agosto in città ha causato danni significativi soprattutto nei quartieri di Triante, Cazzaniga e S.Biagio e all’interno del Parco Monza dove le raffiche di vento hanno comportato lo sradicamento di molti alberi e danni importanti al prezioso patrimonio arboreo.

Il Parco è rimasto chiuso nelle giornate di sabato 29 agosto e domenica 30 agosto, anche in vista delle nuove perturbazioni previste. I tecnici e tre squadre di pronto intervento sono al lavoro già dalla mattina di sabato per rimuovere le querce secolari abbattute su Viale Mirabello e i tanti alberi distrutti su Viale dei Tigli che appare irriconoscibile.

Nei Giardini Reali ci vorrà più tempo per rimuovere le tante piante sradicate e già questo pomeriggio una squadra di volontari della Protezione Civile sarà sul posto a supporto delle prime operazioni.

I danni in città

Poco prima della mezzanotte di venerdì la zona Nord-Ovest di Monza è stata interessata da violenti raffiche di vento che hanno comportato la caduta di alberi in via Monte Amiata, Monte Bianco, via Solferino, via Volterra, via Leoncavallo.

Le squadre di soccorso coordinate dalla Protezione Civile di Monza - insieme ai Vigili del Fuoco e agli agenti della Polizia Locale che sono tuttora al lavoro - hanno terminato il ripristino della viabilità e delle condizioni di sicurezza in via Correggio, viale Cesare Battisti, Piazzale Virgilio, via Monte Cervino (che resta chiuso nell’ultimo tratto), via Boito, via Montelungo, via Zavattari, via Gramsci e via Giusti, mentre il tunnel di viale Lombardia è stato chiuso in direzione Milano.

Eseguiti interventi anche in viale Regina Margherita, via Boito, via Crescitelli, via Pergolesi, via Vivaldi, Via Ghilini, via Manara e via Sarca.

Sono una ventina gli alberi di alto fusto sradicati in città, molti i rami spezzati e diverse le alberature inclinate che saranno oggetto di verifica nei prossimi giorni.

Al Cimitero cittadino non si sono registrati danni di rilievo.

 
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L' Editoriale

Spegnete la televisione e vivete ... la creazione di due vite parallele

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

panchina(Laura Giulia D'Orso). Negli anni '70 da più voci si denunciava il centralismo con cui i mezzi televisivi eludevano le distanze fisiche e culturali per imporre in sincrono e in ogni casa i modelli del «nuovo potere». Oggi il paradigma si è evoluto nella forma ancora più estrema nei social. Nel digitale la tirannide è liquida, istantanea, strutturale. Più che imporla faticosamente nel reale, la si impone forzando il suo involucro impomatato: la digitalizzazione. La nuova parola d'ordine ... digitalizziamo tutto!

La televisione e i suoi nipoti non sono però «un centro elaboratore di messaggi» in modo diretto.

La loro elaborazione sforna piuttosto rappresentazioni, mondi fatti e finiti.

Sui teleschermi non si discute ma si osserva la gente discutere, non si commentano gli eventi ma li si (ri)produce montando immagini, parole e suoni in un tutto coerente che mima tempi e modi della cognizione in presenza. Con la promessa di allargare lo sguardo su realtà altrimenti inaccessibili, le finestre telematiche le incorporano indistintamente nel bagaglio dell'esperienza e della memoria.

 

I «messaggi» passano nell'eccipiente di una narrazione internamente vera e perciò compatibile con le aspettative del pubblico «ben funzionante», le notizie nello storytelling, i giudizi, le emergenze, i bersagli della simpatia o dell'odio nella testimonianza, nel «caso» e nelle trame di Hollywood. Non sbaglia chi identifica in questi strumenti le innovazioni più decisive degli ultimi decenni.

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