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Seveso dà i numeri: Polizia Locale e Protezione Civile durante l’emergenza PDF Stampa E-mail
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Lunedì 13 Luglio 2020 19:16
L’epidemia di “coronavirus” e il conseguente stato di emergenza che ha interessato tutto il Paese ha costretto a un “surplus” di lavoro la Polizia Locale e il Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile, che assieme ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza di stanza a Seveso hanno fatto in modo che venissero rispettate le regole durante il “lockdown”, ma anche che venisse prestato il necessario aiuto alla popolazione, impossibilitata a uscire di casa se non per motivi di estrema necessità.
 
La Polizia Locale è stata particolarmente impegnata dal 13 marzo al 17 maggio. Durante questo periodo ha effettuato 51 servizi serali di pattugliamento e 13 servizi festivi di pattugliamento, per un totale di 750 ore di straordinario, controllando 1.803 persone per la verifica del rispetto delle disposizioni contenenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale. Tutte hanno prodotto un’autocertificazione, ma per 61 di queste lo spostamento non era determinato da motivi rientranti nelle possibilità descritte dai Decreti e pertanto sono state sanzionate (6 di queste sono inoltre state denunciate in base all’art. 650 del Codice Penale). È stato verificato il rispetto dei Decreti anche da parte degli esercizi commerciali tramite 310 controlli e 1 pubblico esercizio è stato sanzionato con conseguente chiusura dell’attività per 5 giorni. È stato inoltre effettuato il pattugliamento del territorio per il controllo in particolare di parchi, giardini, mercati e della piattaforma ecologica. Nel periodo preso in esame sono stati percorsi 8.250 chilometri con tutti i mezzi a disposizione della Polizia Locale.
 
Riguardo alla Protezione Civile sevesina, durante i 90 giorni più pesanti dell’emergenza sono stati impegnati tutti i 22 volontari del gruppo. Il totale delle ore da loro dedicate è stato di oltre 2mila così suddivise: centralino AREU 206, produzione mascherine 79, consegna spese/farmaci 254, consegna “buoni spesa” 460, presidio mercati 121, distribuzione 17.700 mascherine lavabili 592, altri servizi (consegna pacchi Caritas, ritiro mascherine chirurgiche, distribuzione tablet, distribuzione mascherine medici ed esercizi commerciali, consegna visiere a Croce Bianca Seveso e agli ospedali di Desio, Bergamo e Como) 388. I mezzi della Protezione Civile locale hanno percorso circa 4.500 chilometri. I volontari si sono impegnati anche da casa, ad esempio nella gestione documenti, nella pianificazione percorsi di distribuzione e nella pianificazione turni. Queste ore non sono state inserite nel conteggio totale, così come quelle dedicate alle riunioni presso il Centro Operativo Comunale, attivato il 12 marzo dal sindaco Luca Allievi. Al fianco dei volontari della Protezione Civile locale si sono mosse altre associazioni meritorie, come l’Associazione Nazionale Carabinieri di Meda e l’Associazione Nazionale Alpini di Seveso, particolarmente attive sia nella consegna porta a porta che nella distribuzione in piazza delle mascherine.
 
“La Polizia Locale e la Protezione Civile, assieme ai militari e a diverse associazioni d’arma, si sono subito rese disponibili per fronteggiare al meglio l’emergenza epidemiologica – dichiara il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, David Galli – Hanno tutti dato un grande contributo, mostrando senso del dovere e spirito di abnegazione, supportando l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Allievi nella gestione del momento più difficile per la nostra comunità successivo al drammatico 1976 dell’incidente chimico dell’Icmesa. Siamo tutti non solo soddisfatti, ma orgogliosi del lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine e dai volontari. Speriamo che non ci sia più bisogno di un impegno così massiccio da parte loro”.
 
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L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

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