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RIGENERAZIONE URBANA E PATRIMONIO EDILIZIO DISMESSO: APERTE LE CALL TO ACTION PDF Stampa E-mail
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Lunedì 29 Giugno 2020 11:09
 

comune monzaFacilitare e rendere più convenienti gli interventi di rigenerazione urbana nelle aree dismesse e di recupero edilizio degli edifici degradati. È questo l’obiettivo dei due procedimenti di «consultazione» preventiva approvati dalla Giunta di martedì sulla base della Legge regionale n. 18 del 26 novembre 2019.

 

Il patrimonio esistente come leva di sviluppo. «Con la legge sulla rigenerazione urbana - spiega l’Assessore alle Politiche del Territorio Martina Sassoli – aggiungiamo un altro importante tassello alle nostre politiche di recupero del patrimonio edilizio dismesso. E ciò grazie a una serie di incentivi e di misure ad hoc, volute da Regione Lombardia, come i bonus volumetrici fino al 20% e il taglio dei tempi. Su questo aspetto, in particolare, come Comune già nel 2018 abbiamo istituito un team di supporto tecnico che seguirà tutto l’iter delle pratiche che aderiscono alla D.C.C. n. 45/2018. Si tratta di uno strumento normativo capace di mettere insieme la lotta al consumo di suolo e le esigenze degli operatori del settore edilizio in un'ottica di sviluppo sostenibile in grado di tutelate il territorio e creare ricchezza e lavoro. Un’esigenza ancora più importante in questa fase di ripartenza dopo l’emergenza Covid. Monza negli ultimi anni è stata capace di attirare l’interesse da parte di cittadini provenienti dal resto d’Italia e in particolare da Milano: nel 2019 i trasferimenti dal capoluogo lombardo sono più che raddoppiati rispetto al 2010, passando da 249 a 639 (+157%). Una tendenza confermata durante l’emergenza sanitaria. Questo significa che il nostro disegno di città all’insegna della qualità della vita, dei servizi e dell’edilizia sostenibile funziona e l’ha resa ancora più attrattiva».

Rigenerazione urbana e immobili dismessi. Le «consultazioni» previste sono due. La prima riguarda la raccolta di proposte per individuare gli ambiti della rigenerazione urbana e territoriale, ai sensi dell'art. 8bis della Legge Regionale n. 12/2005, mentre la seconda è relativa alla segnalazione da parte dei proprietari di aree e immobili dismessi con criticità ai sensi dell'art. 40bis. Gli immobili possono avere qualsiasi destinazione d’uso (residenziale, produttiva, direzionale, commerciale), ma devono essere dismessi da oltre cinque anni. Inoltre devono avere problemi di sicurezza idraulica o strutturali, presentare uno stato di degrado ambientale e urbanistico o causare rischi in termini di inquinamento o di salute.

Recupero e performance energetica. «Questa iniziativa – conclude l’Assessore – si affianca a quelle già messe in atto da questa Amministrazione e va nella direzione del rinnovo e del recupero del patrimonio edilizio dismesso, favorendo anche una migliore performance energetica degli edifici. Una misura coerente con il procedimento di revisione del PGT vigente, iniziato a fine 2018, in un’ottica di semplificazione dell’impianto normativo e di promozione degli interventi di riqualificazione e sviluppo del territorio con specifico riferimento al recupero delle aree dismesse che comporterà, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza».

Le modalità. I proprietari o loro delegati devono segnalare all’Amministrazione Comunale le loro aree (art. 8bis) o gli immobili dismessi (art. 40bis) compilando i rispettivi «moduli editabili» pubblicati » Qui

La scadenza per presentare le segnalazioni, via pec, è fissata per mercoledì 15 luglio. Le aree segnalate saranno valutate dal Comune al fine della successiva approvazione con delibere di Consiglio Comunale di individuazione degli ambiti di rigenerazione urbana e degli immobili dismessi con criticità.

 
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L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

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(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

Come non averci pensato prima!

Eppure le "rime buccali" sono la conditio sine qua non per la riapertura degli istituti scolastici e punto imprescindibile nelle azioni di prevenzione.

Esame di Anatomia Umana, secondo anno di Medicina, si parla di una “rima buccale limitata dalle labbra; di un vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, posteriormente dalle arcate mascellari, o meglio gengivo-dentali".

Insomma, molto più semplice del previsto, di altro non si tratta che della distanza tra bocca interna a bocca interna.

Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola, adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, è stato inserito appunto questo esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge.

Adesso i Presidi ed i Dirigenti Scolastici saranno sicuramente più contenti!

Hanno facilitato loro la vita lavorativa, prima vagavano da mesi in cerca di indicazioni precise e di plexiglas, o almeno tentavano di ridurre i problemi legati allo spazio, successivamente per la distanza è arrivato il “consiglio” di un metro tra gli alunni considerando da "spalla a spalla".

Adesso mi immagino il controllo della “distanza”. Perchè è qui che viene la parte più complessa!

Consiglio: prendere un metro di quelli di alluminio ritraibili provvisti di aggancio iniziale, poi far sedere i ragazzini al loro posto e, all’apertura del vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, apporre con gessetto una X arrivando ad altro vestibolo di fanciullo!

Semplice no!?

 

L’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino

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(Laura Giulia D’Orso)

Dal “siamo tutti Italiani” all’”Europa s’è desta” il passo è stato breve. La Presidente tedesca della Commissione europea Ursula von der Leyen riesce sempre a spiazzare almeno metà degli Italiani!

Per chi è cresciuta conoscendo il testo dell’Inno di Mameli dalle Elementari ed uso il termine Elementari con orgoglio e non scuola primaria di primo grado, non perché giocasse la Nazionale di calcio, ma perché era ed è l’inno del nostro Paese, le parole nel solito italiano scolastico, all’inizio del primo giorno degli Stati Generali, (già il nome è tutto un programma, ripassare sul "Villari") voluti da Giuseppe Conte, è stata una pugnalata al cuore.

Solamente per ricordare che la citata strofa è dal 12 ottobre 1946 parte dell’inno nazionale d’Italia conosciuto anche come Canto degli Italiani, scritto nell’autunno del 1847 dallo studente e patriota genovese Goffredo Mameli e musicato a Torino da un altro genovese, Michele Novaro.

Preludeva alla guerra contro l’Austria, presentando numerosi riferimenti storici del passato. Ecco la spiegazione della strofa

Fratelli d’Italia

L’Italia s’è desta,

Dell’elmo di Scipio

S’è cinta la testa.

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano (253-183 a. C.), fu il generale e uomo politico romano vincitore sui Cartaginesi e su Annibale nel 202 a. C. a Zama (attuale Algeria); la battaglia decretò la fine della seconda guerra punica, con la schiacciante vittoria dell'Impero Romano.

L’Italia, ormai pronta alla guerra d’indipendenza dall’Austria, la Prussia e l'Ungheria, si cinge figurativamente la testa dell’elmo di Scipione come richiamo metaforico alle gesta eroiche e valorose degli antichi Romani.

Bene adesso mi pongo solamente una domanda; ma i politici si leggono prima i discorsi che i propri spin doctors, cioè i consulenti di comunicazione, scrivono? E se sì, non si pongono dei dubbi sul tipo di comunicazione che viene data all’utente finale?

Basita! Ecco allora spontaneo un sillogismo: l’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino.