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L'ex sindaco Mariani sul coronavirus PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Aprile 2020 10:10
Vorrei fare alcune considerazioni - come medico, prima ancora che come consigliere regionale - sul tragico problema del coronavirus.
1 - PROBLEMA CINA - Già dai primi di dicembre 2019 un medico cinese segnalò la gravità della situazione, venne arrestato, venne poi liberato e, purtroppo, è nel novero delle vittime del virus. Le autorità cinesi minimizzarono, facendo perdere al mondo intero almeno 2 mesi di preziosa prevenzione. Non credo neppure ad un dato di ciò che ci viene fornito da quel paese in merito a contagiati, a morti, a guariti … non sono così ingenuo.
 

2 - VIROLOGI ITALIANI - Mi dispiace dirlo come medico, ma più di 2 mesi fa illustri professionisti dicevano alla TV e sui giornali che questo virus non uccideva e che si trattava di poco più di una semplice influenza, salvo – poco dopo – correggersi, facendo però perdere, a loro volta, troppo tempo prezioso.

3 - GOVERNATORI DI REGIONE - Quando il Prof. Burioni, correggendosi, lanciò invece l’allarme sul problema, Zaia e Fontana chiesero di mettere in quarantena, cioè a casa loro per 15 giorni, i cinesi che rientravano dal loro paese. A questo punto il presidente della Regione Toscana Rossi definì il Prof. Burioni “fascio-leghista”. INCREDIBILE gettare in politica l’inizio di una tragedia.
 

4 - VENETO e LOMBARDIA - Ritengo infantile e inutilmente provocatorio il tentativo di fare paragoni tra l’agire di Fontana e quello di Zaia, comportamenti molto simili ma in situazioni completamente diverse e non raffrontabili. Epicentro del Veneto: Vò, 3500 abitanti; bene ha fatto Zaia ad istituire immediatamente la zona rossa. Epicentri Lombardi: 15.02 a Brescia festa di San Faustino e Giovita con 250mila presenze circa; 19.02 partita Atalanta – Valencia a Milano, 45mila bergamaschi che seguono la loro squadra. Mi sembrano evidenti le differenze tra le due realtà regionali, a partire dalla imponente differenza di densità di popolazione. Mi chiedo come possa il sindaco di Brescia, Del Bono, sbraitare contro Regione Lombardia dopo aver dato il permesso per la sopra citata manifestazione.
 

5 - ASSISTENZA OSPEDALOCENTRICA - Una delle accuse rivolte a Regione Lombardia è di aver privilegiato un’assistenza ospedaliera a discapito di quella territoriale. Le migliaia di casi di persone in crisi respiratoria richiedevano unicamente di essere trattate in ospedale, tant’è vero che – nel giro di poco tempo – questo terremoto sanitario ha richiesto più del raddoppio dei posti di terapia intensiva. Per quel che riguarda la medicina territoriale, che in un frangente di tale portata può comunque avere il solo ruolo di primo argine, nella normalità ha una struttura che genera fiducia nei pazienti e anche in questo frangente, sia pure in grave emergenza, ha fatto tutto quanto possibile per supportare gli ospedali.
 

6 - GESTIONE SANITA’ DA CENTRALIZZARE A ROMA - Mi pongo e vi pongo questa domanda: cosa sarebbe successo nella nostra regione se tutta la gestione sanitaria fosse dipesa dal governo centrale? A mio modesto parere sarebbe stata un’ecatombe! Voglio inoltre precisare che le Regioni hanno autonomia per ciò che riguarda la gestione sanitaria ordinaria, mentre la straordinaria è a carico dello Stato. Dico questo non per spirito polemico, ma per doverosa informazione. Ricordate inoltre che circa 150mila persone ogni anno scelgono di venire in Lombardia da altre regioni italiane per farsi curare … ci sarà un motivo!
 

7 - OSPEDALE FIERA MILANO - Quando vedevo i lavori per la realizzazione di questo ospedale, dentro di me speravo che neppure un letto venisse occupato, il perché mi sembra ovvio. Tuttavia ero felice, come medico e come cittadino, nel vedere sia Milano che Bergamo essere capaci di concretizzare in poco tempo realtà d’eccellenza: infinita stima alle maestranze che hanno dimostrato altissima professionalità! Teniamo presente che le infrastrutture, frutto di donazioni da parte di benefattori, potranno comunque essere utilizzate dai nosocomi che attesteranno di averne bisogno. Ritengo irresponsabile l’ironia di quella gentaglia che ha accusato Regione Lombardia di essersi dotata di questi presidi sfruttandone solo una minima parte … qualcuna sperava forse che si riempissero?... imbecilli!
 

8 - PROBLEMA RSA - Se io, per ipotesi, il 16.12.2019 fossi andato a trovare una persona ricoverata in una di queste strutture avrei potuto creare un gravissimo problema in termini ovviamente di contagio; pensate a quante persone, tra dicembre e gennaio, sono entrate in queste strutture, assolutamente in buona fede, tipo fiammifero in un pagliaio, dando quindi la stura ai contagi devastanti che hanno colpito queste strutture già contraddistinte da situazioni di fragilità. Ora molti incolpano Regione Lombardia di avere inviato malati di COVID-19 in queste strutture. Le RSA in Lombardia sono circa 700 e solo 15 hanno risposto a Regione Lombardia, assicurando di avere (come richiesto dalla delibera regionale) strutture a sé stanti per poter ospitare pazienti in quarantena. Il problema, quindi, va ricercato alle origini dell’epidemia, quando ancora non se ne era al corrente… non certo nella delibera della Regione.
 

9 - CAMPAGNA DI ODIO - La campagna di odio (purtroppo è la parola esatta) organizzata da PD e M5S nei confronti della nostra regione è veramente da definire come “sciacallaggio”. L’accanirsi, anche da parte di molti giornali, contro la Lombardia è inaccettabile da un punto di vista etico e, di conseguenza, politico … anche se c’è da domandarsi a chi sia rimasta l’etica nell’attuale società. La Lombardia produce più di un quarto del PIL nazionale e vanta un residuo fiscale di oltre 50 miliardi di euro/anno nei confronti dello Stato. NON MERITIAMO, DA SEMPRE, PORCHERIE DEL GENERE: SE LO RICORDINO TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 

10 - COMMISSARIAMENTO DELLA REGIONE - Ho sentito oggi Crimi, esponente M5S, dire che si sta pensando ad un’eventuale commissariamento della Regione Lombardia, non solo in termini sanitari, ma in senso lato. Consiglierei a Crimi di commissariarsi da solo il cervello; questa operazione avrebbe un solo problema: trovare il cervello.
 
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L' Editoriale

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra …”

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(Laura Giulia D’Orso)
Historia magistra vitae. Non dovremmo mai dimenticarlo ed invece, senza lungimiranza, dagli errori o dagli avvenimenti passati, sembra si resti estrani e non si impari nulla!
 
29 - 30 settembre 1938, Monaco, Germania. L'oggetto della Conferenza, tenutasi circa l’anno precedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, verteva sulle rivendicazioni tedesche della regione dei Monti Sudeti, posta in territorio cecoslovacco, ma abitata prevalentemente da popolazione di etnia tedesca. L’“Accordo di Monaco” con il quale Francia e Regno Unito cedevano alle richieste della Germania di Hitler, fu siglato dai principali uomini politici dell’epoca, Daladier e Chamberlain.

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