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COMUNE DI SEVESO COINVOLTO SENZA AUTORIZZAZIONE IN INIZIATIVA NATALIZIA PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 18 Dicembre 2019 10:22
L’Amministrazione Comunale di Seveso informa la cittadinanza di non essere coinvolta nell’iniziativa “Un dono per gli altri” organizzata dal Comitato Commercianti di Seveso 4.0 e pubblicizzata su diverse testate giornalistiche e su alcuni social media. Agli atti comunali non esiste difatti alcuna comunicazione da parte del CCS4.0 richiedente il coinvolgimento dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune ai fini della distribuzione dei doni che dovessero essere acquistati presso gli esercizi commerciali aderenti all'iniziativa nel termine del 22 dicembre 2019.
Appare anche sconveniente e inopportuno che i dipendenti dello stesso ufficio, che per le persone più fragili della comunità sevesina si occupano di provvedere direttamente al pagamento delle utenze domestiche o dei canoni di locazione, oppure di consegnare pacchi con beni di prima necessità, possano essere impiegati per distribuire regali in stile “Babbo Natale” tra cui, peraltro, 10 buoni del valore di 50 euro cadauno: l'utenza dei servizi sociali non riceve infatti contributi economici diretti da parte del Comune.
Quindi, contrariamente a quanto apparso su alcuni articoli giornalistici, lunedì 23 dicembre nessun responsabile dei Servizi Sociali del Comune girerà “per i negozi per recuperare i regali” e nessun dipendente dello stesso ufficio li distribuirà poi ai cittadini più bisognosi.
Nonostante l’Amministrazione Comunale consideri lodevole l’iniziativa, in quanto sensibilizza la cittadinanza ad aiutare le famiglie in difficoltà, essa non può sottacere il mancato rispetto dell'iter procedurale, posto a garanzia di tutti gli utenti e anche degli stessi dipendenti comunali. Pertanto, ribadendo l’estraneità del Comune all’iniziativa “Un dono per gli altri”, si invitano gli organizzatori a interrompere la comunicazione di notizie, dichiarazioni e immagini non corrispondenti a verità e a rimuoverle o a farle rimuovere ove possibile.
 
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L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

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