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Appuntamento al buio” per far immedesimare i volontari della Lega del Filo d’Oro nella condizione delle persone sordocieche PDF Stampa E-mail
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Martedì 03 Dicembre 2019 14:14
I volontari ricoprono un ruolo centrale alla Lega del Filo d’Oro in quanto rappresentano proprio quel “filo prezioso” che unisce chi non vede e non sente al resto del mondo. A loro è stata dedicata una giornata formativa per farli immergere ancor di più nella difficile condizione di pluridisabilità delle persone sordocieche
Si è appena concluso il ciclo di appuntamenti che ha coinvolto oltre 180 volontari di tutte le sedi della Lega del Filo d’Oro, tra cui anche quelli del Centro Socio Sanitario Residenziale di Lesmo, nella giornata formativa “Appuntamento al buio”. Un incontro nato con l’obiettivo di fornire competenze specifiche per operare al meglio con le persone sordocieche. Per portare anche i volontari ad immedesimarsi ancor di più con gli utenti della Lega del Filo d’Oro, l’Associazione ha proposto un vero e proprio rovesciamento di ottica e di ruoli per riflettere sull’importanza della comunicazione e della relazione, nonché l’occasione di sperimentare alcune tecniche per migliorare la loro relazione e la guida fisica negli spostamenti. Il focus della giornata, infatti, è stato proprio l’approfondimento delle tecniche di orientamento e mobilità in ambienti esterni con visite nella città, ingressi in esercizi commerciali o con l’utilizzo di mezzi pubblici proprio per mettere ancora di più in evidenza i bisogni di fiducia, sicurezza e di aiuto delle persone sordocieche.
 
In Italia, secondo l'ultimo rilevamento ISTAT , 1 italiano su 8 sostiene organizzazioni di volontariato, del terzo settore e di cittadinanza attiva. Il 12,6% degli italiani aiuta il prossimo in difficoltà, e complessivamente i nostri concittadini che si impegnano gratuitamente in prima persona sono 3 milioni. La Lega del Filo d'Oro dedica molta attenzione alla loro formazione e aggiornamento attraverso un percorso formativo, grazie al quale si apprendono i vari sistemi di comunicazione utilizzati con le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e le conoscenze utili per poter affiancare in modo efficace il personale nelle diverse attività. Un impegno, quello dei volontari dell’Associazione, che è stato recentemente insignito, nell’ambito della rassegna “Senato&Cultura”, del “Premio al volontariato 2019”, un riconoscimento istituito per la prima volta nella storia del Senato.
Nel nostro Paese si stima ci siano 4.360.000 persone con disabilità  e oltre un terzo delle persone con disabilità in Italia vive da solo, pur in assenza o con parziale autonomia. Ma una persona su cinque dichiara di avere gravi difficoltà in almeno una attività quotidiana (dall’uso del telefono, al prendere farmaci, dal gestire le proprie risorse economiche, al prepararsi i pasti, fare la spesa o svolgere le attività domestiche). In particolare in Italia, secondo uno studio dell’ISTAT, le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all’udito sono circa 189 mila. Si tratta di persone che oltre a vivere costantemente immerse nel buio e nel silenzio, sono costrette ad una condizione di isolamento perché spesso alla disabilità sensoriale si assommano anche altre minorazioni di tipo motorio, intellettivo o neurologico. Per la quasi totalità delle persone sordocieche (nell’86,7% dei casi) uscire di casa rappresenta un problema a volte insormontabile, spingendole verso una non voluta condizione di completo isolamento, anche affettivo.
Per questo i volontari sono fondamentali per aiutare la persona sordocieca a sentirsi partecipe della propria vita oltre la disabilità e con questo incontro hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza sensoriale in grado di far emergere riflessioni di buone prassi circa la relazione, la comunicazione, la guida fisica negli spostamenti e la gestione delle emozioni. Nel corso del 2018 i volontari della Lega del Filo d’Oro sono stati 677 e hanno prestato 53.699 ore di servizio all’Ente.
 
“In occasione delle Giornate della Disabilità e del Volontariato, mi preme ricordare come i volontari rappresentino un valore inestimabile e insostituibile per la Lega del Filo d’Oro. Il loro impegno quotidiano consente all’Ente di accrescere l’offerta di molteplici attività ricreative e di socializzazione e di garantire servizi sempre migliori. – ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d'Oro. – Quest’incontro è stato pensato per chi, nel proprio operato di volontario, deve saper creare un equilibrio tra le proprie e le altrui competenze, rispettando la personalità e le emozioni di chi riceve aiuto”.
I volontari della Lega del Filo d’Oro possono favorire la partecipazione attiva della persona sordocieca in qualunque contesto, svolgendo il ruolo di guida negli accompagnamenti, di intermediario con il mondo esterno e di punto di accesso alle informazioni. Oltre che ai volontari diretti, che prestano il loro servizio a stretto contatto con la persona sordocieca e pluriminorata psicosensoriale, alla Lega del Filo d’Oro si dà ampio spazio al volontariato indiretto a supporto di eventi promozionali, di raccolta fondi, di sensibilizzazione e informazione. Il Settore Associativo e Volontariato coordina il reclutamento dei volontari, la loro attività e la formazione a livello centrale. In tutte le sedi della “Lega” è presente un referente dedicato. Ai volontari è richiesta la disponibilità a svolgere un servizio con cadenza settimanale o quindicinale. I soggiorni estivi inoltre, che rappresentano una delle attività storiche della Lega del Filo d’Oro, vengono realizzati proprio grazie al contributo fondamentale dei volontari.
 
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L' Editoriale

Rose e Libri per rivoluzionare il Mondo (Laura Giulia D'Orso)

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I recenti risultati dei test Ocse-Pisa hanno valutato le competenze di lettura di studenti di 80 Paesi nel mondo e gli esiti sono stati spaventosi. Mostrano che i nostri quindicenni faticano a comprendere un testo. I toni allarmistici di questi giorni, incolpano la scuola, ma centrano un po’ tutti, a catena. Centra il versante politico che non ha interesse a creare menti pensanti, centrano gli insegnanti magari anche impreparati sessantottini del 6 politico, o boriosi del loro sapere ma incapaci di comunicarlo oppure stanchi di avere a che fare con “non capaci” di attenzione, quasi apatici di conoscenza.
Che quasi l’80% dei ragazzi raggiunga solo il livello minimo richiesto per la comprensione di un testo è un risultato più o meno stabile da tempo. Siamo in stagnazione culturale e quella economica ne sarà ovviamente la conseguenza, ma sono anni che mai l’agenda politica sulla scuola cambia o se cambia lo fa in peggio. La ricerca di sensazioni forti, immediate, concrete, tangibili, sostituisce la ricerca del senso, della riflessione, del pensiero: i libri hanno pagine impegnative, le rose hanno le spine, i cellulari no.
Che cosa regalate ad un bambino di 12 anni? Vi siete mai chiesti, voi genitori, quanti libri ci sono nelle loro classi, a casa, sul loro comodino? Quanto tempo dedichiamo e passiamo con loro e gli insegniamo ad osservare la Natura e quanto tempo li piazziamo davanti ad uno “schermo babysitter”? Mi chiedo, è possibile che la scuola faccia amare la lettura a chi non sa cosa sia? La scuola fa ancora amare la lettura? Come si riesce a fare amare qualcosa a chi non ha sentore di cosa sia? Ai ragazzi sempre incollati ai social come è possibile portare via quella “facile droga”?
Nel 1941 vicino Praga, una minuscola cittadina polacca Terenzin fu trasformata dai nazisti per metà in ghetto per metà in campo di concentramento. Venne annunciato il rastrellamento casa per casa dei giovani, se non si fossero consegnati l’indomani con pochissimo bagaglio. Al mattino i ragazzi si presentarono, ma la libreria del paese era stata svuotata: durante la notte avevano preso un paio di libri a testa, per metterli nel solo bagaglio concesso. Le parole di uno scrittore, un filosofo, uno scienziato... erano per quei giovani beni di prima necessità: questione di sopravvivenza. Nella stessa nazione, a inizio secolo, è stata approvata una legge per ridurre l’inquinamento luminoso notturno e restituire il cielo stellato ai cittadini: luci schermate da una certa ora.
Il cielo stellato è in estinzione: un terzo della popolazione mondiale non vede più la Via Lattea, un europeo su due scorge una manciata di stelle delle tremila visibili a occhio nudo e l’Italia è tra i Paesi con il maggiore inquinamento luminoso. Durante “la notte di S. Lorenzo” solo ad alta quota si possono scorgere ancora le Sue lacrime, scie di desideri e richieste. Per essere felici bisogna comprare anziché comprendere, godere anziché gioire, accontentarsi anziché impegnarsi... salvo poi scoprirsi sempre insoddisfatti e per eliminare questo inevitabile disagio dell’anima c’è anche il palliativo dello sballo nei momenti di crisi ed arretratezza sociale. Non credo sia un caso che da noi il consumo di droga sia in crescita.
E se invece di “umanizzare” Sardine o qualsivoglia tipo di animale, i ragazzi, aiutati da chi ancora crede nella potenza distruttiva di un libro e della conoscenza, facciano un piccolo-grande passo a cominciare da casa, da scuola, dal lavoro?! Ciò per me significa regalare rose belle, profumate e con spine acute e tanti, tanti libri, a cominciare proprio da questo Natale.
 

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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