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La Settimana della Protezione Civile:Presidente del Consiglio dei Ministri dal 13 al 19 ottobre PDF Stampa E-mail
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Lunedì 14 Ottobre 2019 14:09

logo settimana«Sette giorni di eventi e decine di volontari impegnati. Obiettivo: diffondere conoscenza dei rischi del territorio e informare sulle misure di autoprotezione, sulla normativa di protezione civile, sul funzionamento del sistema e sulla riduzione dei rischi». Così l’Assessore alla Protezione Civile Federico Arena presenta le iniziative della «Settimana nazionale della Protezione Civile», istituita con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dal 13 al 19 ottobre.

Formazione e informazione per prevenire i rischi. «La Protezione Civile deve partire dalla scuola e dall’informazione – ha aggiunto Federico Arena – per educare, far conoscere e per formare l’adulto di domani. Ma anche per cercare nuovi volontari, di cui abbiamo assoluta necessità. Cuore della settimana sarà proprio l’incontro, in diversi momenti, tra i volontari formati e la cittadinanza, perché cittadini informati e preparati saranno in grado di reagire in caso di emergenza: meglio informarsi in anticipo, piuttosto che non sapere come comportarsi quando un evento naturale ci mette in pericolo».

Il programma. La «Settimana nazionale della protezione civile» si apre nel weekend del 12 e 13 ottobre nell’Avancorte della Reggia di Monza con un gazebo informativo «Io non Rischio», la campagna nata nel 2011 per sensibilizzare i cittadini sui rischi che interessano il loro territorio (terremoti, maremoti, alluvioni), in collaborazione con la delegazione di Monza del «Fondo per l’Ambiente Italiano». Sabato 12 ottobre alle ore 10, sempre dalla Reggia, partirà la «Geocamminata», in collaborazione con ATS Brianza ed i Gruppi di cammino di Monza, alla scoperta del territorio e per formare cittadini consapevoli e attivi. La camminata, con soste nei luoghi presenti nel piano di emergenza e importanti anche per motivi storico-culturali, si concluderà in piazza Castello.

Martedì 15 ottobre alle ore 21 nell’Aula Magna del Liceo «Zucchi» si svolgerà il convegno «L’Aquila 10 anni dopo il sisma. Vulnerabilità idrogeologica MB». A dieci anni dal terremoto che ha scosso l’Abruzzo, ingegneri, architetti e geometri che hanno svolto il loro servizio di volontariato sul campo, mostreranno con la loro testimonianza, con fotografie e con filmati la situazione odierna delle zone terremotate e spiegheranno i rischi inerenti alla vulnerabilità idrogeologica del nostro territorio e le azioni messe in atto per affrontarle. Il convegno è aperto al pubblico e agli iscritti agli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti e dei Geometri saranno riconosciuti due crediti formativi professionali.

Il global warming, tra scienza e bufale, è il tema al centro dell’incontro pubblico che si svolgerà venerdì 18 ottobre alle ore 21.15, sempre nell’Aula Magna del Liceo «Zucchi». A parlarne saranno Flavio Galbiati del «Centro Epson Meteo», volto noto del piccolo schermo che conduce le previsioni del tempo per le reti Mediaset, e i i meteorologi Alessandro Ceppi e Giovanni Tesauro. Nel corso della serata Enrico Boerci, presidente di Brianzacque, parlerà del ruolo e della strategia del gestore del servizio idrico integrato nella prevenzione del rischio idraulico.

Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 18, in piazza Trento e Trieste sarà presente il gazebo di «Io non Rischio» e scenderanno in piazza la Croce Rossa Monza, il Gruppo comunale di Protezione Civile, l’Associazione Nazionale Alpini di Monza e Monza Soccorso. Nell’oasi di piazza Castello, infine, dalle 10 alle 13, i volontari di Protezione civile faranno un intervento di prevenzione sulle sponde del Lambro.

 
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L' Editoriale

Dalla Parte degli Animali (seconda parte) Laura G. D'Orso

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. - M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948).

L’uomo tende a migliorarsi e a migliore il mondo che lo circonda, investe nel progresso, promuove iniziative meritevoli in molti campi, ma sulla strada che porta all’armonia con gli animali purtroppo resta indietro. Gli animali continuano ad essere trattati come cinquanta o cento anni fa.

Animali legati alla catena, rinchiusi in recinti simili a lager, picchiati, abbandonati, e spesso seviziati per puro sadismo.

E tutto questo, come si apprende dalle notizie sui giornali, non avviene solo nelle zone più degradate del pianeta, tutto ciò avviene anche nelle città e nei paesi, tra i palazzi e le villette che costituiscono la nostra quotidianità, la nostra civiltà.

Il decreto, che ci auguriamo farà da apripista anche per tutti gli altri Paesi del mondo è partito dall'Uruguay dove il Presidente Josè Mujica ha segnato un’importantissima svolta nella regolamentazione e punizione degli episodi di maltrattamento animale. Tale decreto garantisce agli animali le cinque libertà fondamentali: quella dalla fame e dalla sete, quella dal disagio, quella da dolore, sofferenza e malattia, quella da paura e angoscia, e quella di poter esprimere un comportamento naturale.

Cosa fare se si è testimoni di un maltrattamento a un animale?

Nei casi di maltrattamento sono gli Organi di Polizia Giudiziaria che devono intervenire, quindi i Vigili Urbani, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale. Chi pensa che, trattandosi di animali, le sole che possono essere interpellate sono le Guardie Zoofile, sbaglia.

La Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91).

Ecco solo i più comuni e ripetuti tipi di maltrattamento:

- Scommesse clandestine;

- Cane legato con catena o corda troppo corta;

- Legare l’animale al sole;

- Lasciare l’animale chiuso in auto sotto il sole;

- Allontanare un’animale colpendolo con oggetti contundenti causandogli danno

Chiunque può denunciare alle autorità i colpevoli di tali crudeltà raccogliendo tutte le prove necessarie ad individuare il colpevole.

Tre italiani su dieci possiedono uno o più animali domestici e il 76,8% di loro, li considera membri effettivi della famiglia. Sei su dieci li ritengono i loro migliori amici (60%), quasi un terzo, addirittura veri e propri figli (32,9%).

Alla luce di questi dati, emersi nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, appare ancora più significativa l’iniziativa promossa da oltre 140, per chiedere che il Codice Civile riconosca tutti gli animali come esseri senzienti. Cambiando la legge, che considera attualmente gli animali come “res”, “cose mobili”, tutti coloro che li maltrattano, torturano o abbandonano, saranno soggetti a pene più severe, in quanto responsabili di reati ben più gravi.

A leggere i numeri dell’Eurispes, l’Italia è un Paese sempre più pet friendly: cresce il numero di chi vive insieme ad un animale (33,6%, ovvero l’1,1% in più rispetto al 2018); ma, il dato più sorprendente è che crescono le famiglie che accolgono due, tre o più animali: rispettivamente 8,1% (7,1 nel 2019), 4,7% (contro il 3,7% dell’anno precedente) e 3,8% (nel 2016 era il 2,3%).

I cani si confermano gli animali da compagnia più presenti nelle case (40,6%), seguiti ovviamente dai gatti (30,3%). Ma insieme a loro, ci sono anche uccelli (6,7%), pesci (4,9%), tartarughe (4,3%), conigli (2,5%) e criceti (2%).

La “pet passione” non si ferma nemmeno davanti a ostacoli e problemi pratici che, nonostante questi numeri, i possessori di animali continuano a incontrare quando frequentano ristoranti, alberghi, negozi e spiagge.

L’Eurispes nel 29esimo Rapporto Italia rivelava che oltre otto italiani su dieci (80,7%) sono contrari alla vivisezione e che l’67,3% è contrario alle pellicce. Più di sette italiani su dieci vorrebbero abolire la pratica dell’utilizzo degli animali nei circhi (81,4%, contro il 68,3% del 2015); il 54,9% vorrebbe togliere gli animali dagli zoo (nel 2015 erano il 53,3%).

L’area geografica meno sensibile ai diritti degli animali sembra essere il Nord-Ovest, maggiormente incline alla caccia, con quasi il 46,6% dei consensi, maggiormente favorevole all’impiego degli animali nei circhi (37,7% dei consensi) e negli zoo (54%), poi ci sono le Isole dove anche le Strutture alberghiere ed i ristoranti non sono sempre disposti ad accogliere animali domestici.

https://eurispes.eu/rapporto-italia-2019-italiani-e-animali-un-amore-senza-fine/

 

Dalla Parte degli Animali. (prima parte) Laura G. D'Orso

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Quanti sono gli animali rinchiusi nei Circhi in Italia e in quali Paesi sono vietati?        

Mentre in Stati come Austria, Belgio, Croazia, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Olanda, Stati Uniti hanno oramai vietato gli spettacoli con animali, da noi, in Italia, si deve ricorrere alla differente visione delle diverse Amministrazioni locali e Monza dall’ottobre del 2017 è diventata una città “circus free”, grazie anche agli sforzi dell’Assessore Massimiliano Longo, che ha ben vigilato e controllato autorizzazioni e strutture.

Il contesto legislativo italiano si sta muovendo anche se con grande fatica, dato il momento politico delicato. Nel novembre 2017 era stata approvata la Legge del Codice dello Spettacolo n.4652 che prevedeva il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi e nelle attività dello spettacolo viaggiante. Rimaneva poco dettagliato cosa si intendesse esattamente per "graduale superamento" e rimaneva il dubbio di quando esattamente questa inversione di rotta potesse essere attuata velocemente.

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